Il boss mafioso Matteo Messina Denaro è stato arrestato questa mattina dai carabinieri del Ros, dopo 30 anni di latitanza. Il successo che non rende inutile il sacrificio di tanti „servitori dello Stato“

Stefano Stefanini

NewTuscia – CASTELVETRANO – Il boss mafioso Matteo Messina Denaro è stato arrestato questa mattina poco dopo le ore 9 dai carabinieri del Ros, dopo 30 anni di latitanza.

L’inchiesta che ha portato alla cattura del capomafia di Castelvetrano (Tp) è stata coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dal procuratore aggiunto Paolo Guido.

Matteo Messina Denaro è stato arrestato all’interno della clinica privata La Maddalena di Palermo, dove un anno fa era stato operato e da allora stava facendo delle terapie in day hospital. Nel documento falso esibito ai sanitari c’era scritto il nome di Andrea Bonafede.

“Bravi, bravi!”. Parole di incoraggiamento e applausi nei confronti dei carabinieri del Ros, da parte di decine di pazienti e loro familiari, hanno accompagnato l’arresto del superlatitante nella clinica.

„L’ Introvabile“  e‘ stato dunque catturato dalla lunga latitanza, dopo  aver architettato ed essersi macchiato delle stragi  di Capaci e di Via D’Amelio e dell‘orrendo delitto contro un innocente, il   figlio del pentito Di Matteo. Dal 1993 non era più reperibile, ma ora potrà essere giudicato per i suoi orrendi crimini in un processo  che  rivelerà pagine ancora buie della criminalità mafiosa in Italia.

Oggi si  e‘ dimostrato oggi che  la mafia   non e‘ imbattibile e per questo  il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato al Ministro dell’Interno e al Comandante dell’Arma dei Carabinieri per esprimere le sue congratulazioni per l’arresto di Matteo Messina Denaro, realizzato in stretto raccordo con la Magistratura.

E’ significativo che il ROS  Raggruppamento Operativo Speciale  dell’Arma dei Carabinieri, che ha condotto l’arresto del mafioso,  sia l’evoluzione dei Nuclei Speciali Antiterrorismo fondati nel 1974 dall’intuizione del gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa, pagata a caro prezzo dal Prefetto di Palermo.

Nel 2022 avevamo ricordato i trenta anni  del sacrificio dei giudici Giovanni Falcone  Paolo Borsellino, per non dimenticare la strage di Via D’Amelio, per porre l’accento sulla legalità e sul contrasto alla mafia ricordando, nei giorni dell’anniversario della strage di Via D’Amelio, il sacrificio del giudice Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta.

Questo linvito del Comitato 19 luglio” di Viterbo rivolto a tutta la cittadinanza: A trentanni dalla strage di via DAmelio,era tornata a  Viterbo  la fiaccolata in memoria di Paolo Borsellino.

Nel trentennale della strage di via d’Amelio, Viterbo aveva  ricordato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La memoria dei giudici, uccisi insieme agli  agenti della scorta, è viva oggi più che mai e la nostra città lo celebra ogni anno con una fiaccolata  che attraversa la città  sino   al murales  nella via dedicata a Paolo Borsellino e a Giovanni Falcone.

La fiaccolata del 19 luglio 2019 a Viterbo

Rileggiamo oggi, nella giornata del successo delle forze dello Stato contro la mafia  la dichiarazione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel Trentesimo Anniversario della strage: 

«Paolo Borsellino, come Giovanni Falcone e altri magistrati, fu ucciso dalla mafia perché, con professionalità, rigore e determinazione, le aveva inferto un colpo durissimo, disvelandone la struttura organizzativa e l’attività criminale.La mafia li temeva perché avevano dimostrato che non era imbattibile e che la Repubblica era in grado di sconfiggerla con la forza del diritto.

Nel trentesimo anniversario del terribile attentato di via D’Amelio, desidero rendere omaggio alla sua memoria e a quella degli agenti della sua scorta, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, che con lui persero la vita a causa del loro impegno in difesa della legalità delle istituzioni democratiche.

Paolo Borsellino aveva ferma convinzione che il contrasto alla mafia si realizzasse efficacemente non solo attraverso la repressione penale, ma soprattutto grazie a un radicale cambiamento culturale, a un impegno di rigenerazione civile, a cominciare dalla scuola e dalla società.

Preservarne la memoria vuol dire rinnovare questo impegno nel tenace perseguimento del valore della legge, del diniego nei confronti del compromesso, dell’acquiescenza e dell’indifferenza che aprono la strada alla sopraffazione.

Il suo ricordo impone di guardare alla realtà con spirito di verità, dal quale l’intera comunità non può prescindere. Quell’anelito di verità che è indispensabile nelle aule di giustizia affinché i processi ancora in corso disvelino appieno le responsabilità di quel crudele attentato e degli oscuri tentativi di deviare le indagini, consentendo così al Paese di fare luce sul proprio passato e poter progredire nel presente.

In questo periodo  di Ripartenza, di convivenza con gli eventi bellici di Ucraina, di caro energia,   In coincidenza con l’arresto di questo criminale mafioso non deve venir meno l’impegno quotidiano contro lillegalita e la corruzione :  deve prevalere  l‘affermazione  di valori di onestà, solidarietà, di  concordia civile e di vigilanza popolare  sulla Legalità. Nonostante lo scetticismo di tanti cittadini.

Nel giorno della cattura di uno dei capi di Cosa Nostra, per onorare adeguatamente la memoria di tanti martiri della legalità” occorre ripartire, attraverso  una duplice azione,  con il recupero di pratiche virtuose” dallalto e dal basso. Dallalto da parte delle Istituzioni rappresentative, dagli organi centrali dello Stato, sino ai Comuni, alla scuola, allapparato produttivo ed alla famiglia. 

Non ci stancheremo mai di affermare che gli organi istituzionali, fondati sull’elettività dei loro componenti, dovranno attuare una esigente selezione dei candidati: lotta all’incompetenza, alla mediocrità,  alle consorterie di spartizione degli incarichi degli appalti pilotati da comitati di affari, che con le pratiche  corruttive varie e sempre più sofisticate  aggravano le casse dello Stato e conseguentemente fanno pagare più tasse ai soliti contribuenti onesti.

Diffuse  pratiche “corruttive” si riscontrano oltre che negli appalti spesso anche nella pianificazione urbanistica del territorio,  alla vendita del suolo, passando  per  le speculazioni edilizie, il lavoro nero e poco sicuro, i crimini ambientali, il degrado idrogeologico, fenomeni che molti politici, magistrati, forze dell’ordine, organizzazioni civiche e singoli cittadini stanno combattento.

Le risorse significative del PNRR Piano NaIonale di Ripresa e Resilienza dovranno essere investite per “creare veri posti di lavoro” con l’apertura di cantieri e sviluppare iniziative di modernizzazione del nostro Paese come dell’Europa nel suo complesso.

Come dimostrato dall’esempio di moltissimi cittadini in particolare giovani durante la fase più’ acuta della pandemia, i singoli cittadini, specie se giovani, hanno saputo curare – aiutati dai vari  enti di formazione ed educazione sociale quali la scuola, la chiesa, le fedi  religiose e le famiglie –  i piccoli grandi  gesti di cura nei nostri Comuni delle cose pubbliche, dei beni culturali, del verde pubblico, di buone pratiche civiche, con una lotta al degrado, alle sporcizia ed alle cattive abitudini, alla maleducazione ed al menefreghismo.

Solo recuperando il rispetto e la correttezza nella gestione delle “piccole cose” attueremo un giusto recupero della civiltà e della legalità che determinano la vera libertà dei singoli ed il progresso generale del nostro Paese.

Lotta generalizzata alla corruzione, quantificabile in  60 miliardi allanno, con forniture e appalti  pubblici gonfiati sino al 40 % dei costi reali.

Purtroppo la dimensione della corruzione, spesso legata alla malavita ed alla criminalità organizzata, sembra insormontabile, si parla di un costo della corruzione quantificabile in  60 miliardi all’anno, con forniture e appalti  pubblici gonfiati sino al 40 % dei costi reali. In questo senso la punizione effettiva ed esemplare dei corrotti e dei dilapidatori delle risorse pubbliche, scoperti e giudicati in tempi ragionevolmente rapidi,  deve essere la giusta condizione per recuperare la fiducia del Popolo nello Stato.

Oltre alla lotta senza quartiere contro la corruzione, levasione fiscale  ed i veri sperperi di risorse, occorre un indirizzo chiaro dellUnione Europea e degli Stati ad un urgente sano  accesso al credito per la produzione, alle imprese, specie se piccolo-artigianali,  ed alle  famiglie per lacquisizione della casa e dei beni durevoli e per il consumo.

In questo frangente di graduale ripartenza economica, va incentivato e premiato il recupero di una  fiducia nello sviluppo, credendo nelle proprie potenzialità, specie nei giovani, deve poter superare anche la diffusa quanto deleteria “miseria etico-morale e spirituale”, che crea egoismi delle classe più agiate, consumismo e materialismo sterili ed effimeri, spesso  rendite parassitarie non fondate su un lavoro produttivo per il singolo e con valenza sociale per  la collettività,  nello spirito della Costituzione economica dell’Italia.

Porre alla base del riscatto dellItalia i Valori condivisi dei principi fondamentali della Costituzione.

Come più volte affermato dal presidente della Repubblica, i Valori condivisi racchiusi nei principi fondamentali della nostra Costituzione daranno modo di  ricostruire una società dove la sobrietà e la solidarietà tra i soggetti economici, stato, impresa, famiglia ed enti intermedi,  vissute in concreto, potranno far arretrare la povertà e la disoccupazione, la decrescita della natalità e avranno la meglio sull’indifferenza e sull’egoismo, sul profitto e sullo spreco, e soprattutto sull’esclusione sociale, fenomeno da risolvere per recuperare le nuove marginalità: i senza lavoro, le famiglie con potere d’acquisto fortemente ridimensionato, i coniugi separati, i pensionati con trattamenti minimi, gli stranieri che non trovano lavoro in Italia.

Sui fondamenti della legalità diffusa ed il senso della comunità lItalia può ripartire sulla strada dello sviluppo.    

Dal rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese si possono trarre alcune indicazioni per il futuro, in quanto sono  quattro le attenzioni mostrate degli italiani:  la coesione nazionale, la famiglia, l’impresa e la formazione diventano i quattro nuclei da sostenere e incentivare,  su cui investire perché l’Italia possa ripartire sulla strada dello sviluppo .

La “rottamazione” ed il rinnovamento deve essere concretizzati non sull’età anagrafica ma sulla capacità di dare allo Stato,  alle comunità di ogni livello un apporto superiore di idee, entusiasmo e concretezza che ispiri nel Popolo nuovi stimoli di crescere, non soltanto nelleconomia, ma nel sociale, e nelleducazione, nella qualità della vita, nella cultura e nel saper vivere, nellassistenza a chi ha veramente bisogno,  per cui lItalia, con la sua immensa tradizione storico-culturale e le sue eccellenze, può ancora incidere da protagonista nello scacchiere internazionale e nelle singole realtà territoriali, diverse ma sempre comunque unite sotto ununica Bandiera.

Nelle scuole di ogni ordine e grado sono stati opportunamente programmati incontri formativi di dibattito sulla gestione  rispettosa della Legalità dello Stato, per allenare i giovani ad appassionarsi alla cura della Repubblica  a livello locale come nella dimensione centrale.

Su questi principi dobbiamo trovare ciascuno nel proprio ambito di azione – cittadini sovrani nell’espressione del Voto, autorità centrali e locali al servizio dei cittadini, politici, mondo dell’informazione, associazioni e movimenti, responsabili ed esponenti della produzione, del volontariato e del mondo dell’educazione  –  la forza di  sensibilizzare il Popolo, specie i nostri giovani, su un nuovo Rinascimento morale, culturale  e socio-economico,  per  riappropriare ai cittadini quella sovranità e quel protagonismo che la  Costituzione repubblicana conferisce loro, come doveri e come diritti fondamentali.

Grazie al sacrificio estremo di Paolo Borsellino, di Giovanni Falcone, delle loro scorte e dei tanti  i “martiri della legalità repubblicana”. Il Vostro esempio ci sia di guida per il futuro, grazie agli uomini del ROS per  la brillante operazione di oggi.

Da questo impegno è scaturito l‘arresto di Matteo Messina Denaro.