Conferenza all’Universita delle Tre Età su „Leggere un articolo oggi:  il giornalismo tra carta stampata, televisione e web”

Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Ringrazio l‘Universita‘ delle Tre Età di Orte, nelle persone della presidente, Luisa Gentili, della Direttrice scientifica dei Corsi, prof. Doretta Vivona e di tutti i presenti ed iscritti all’Associazione per l’invito a trattare  presso la sede dell‘Associazione il tema  „Leggere un articolo oggi: il giornalismo tra carta stampata, televisione e web”.

Dopo la mia schematica introduzione sulle regole del giornalismo, in particolare la verifica delle fonti, il segreto professionale degli Iscritti all‘Ordine, l’appropriatezza rispetto delle Carte deontologiche ad esempio sulla pubblicazione di  notizie  sui minori, il divieto di  pubblicità anche implicita nella prestazione giornalistica, il rispetto della privacy e l’appropriatezza della notizia,  abbiamo instaurato con i presenti un interessantissimo dibattito sulla lettura dell’inserimento informativi dal giornale cartaceo, alla rivista periodica Ai giornali presenti sul web.

Per la presenza all’incontro di alcune insegnanti, tra cui la fiduciaria per il Liceo dell‘Istituto Omnicomprensivo di Orte, prof.ssa Angela Germana Fabbrica e il  parroco di Orte, don Maurizio Medici, abbiamo  approfondito  il tema della sensibilizzazione di ragazzi e delle famiglie sull‘informazione, come strumento di crescita e di conoscenza dei ragazzi, per contribuire a creare coscienze critiche di  cittadini  e lavoratori e classe dirigente di domani.

Ho citato più volte il testo di Fabio Bolzetta e Angelo Romeo „Il giornalismo fra televisione e web”, presentato qualche anno fa in un convegno dell‘ Unione Cattolica della Stampa Italiana di Viterbo.

Nel testo Fabio  Bolzetta ha spiegato come la riflessione parta dall’esercizio quotidiano del mestiere di giornalista e su come le nuove tecnologie abbiano cambiato il lavoro del giornalista.

Le nuove tecnologie hanno trasformato la produzione di contenuti informativi. Le nuove tecnologie hanno sì semplificato il lavoro giornalistico e lo hanno articolato in una maniera nuova.

La televisione continua ad avere un primato informatico, ma nelle precedenti elezioni politiche vinte dai Pentastellati, gli elettori dei 5 Stelle hanno dichiarato che il web è stata la principale fonte informativa.

Esiste un format che in tv negli anni non è mai cambiato ed è quello del telegiornale. Ma c’è però una grande differenza rispetto al passato: una volta il servizio giornalistico finiva con la messa in onda, oggi non è così, visto che dopo la tv scivola nel web.

Inoltre, oltre la metà degli italiani che cercano sul web le notizie lo fa attraverso i social media ed i motori di ricerca. Il nostro lavoro, quindi, è un mestiere artigiano che trova sempre nuove competenze e uno sforzo di categoria di riposizionamento”.

Angelo Romeo, docente di Sociologia all’Università di Perugia, cha parlato del “giornalismo tra televisione e web”:

“E’ stato scritto da persone diverse in termini di competenze – ha spiegato Romeo –  Viviamo in un’epoca in cui tutti pare siamo giornalisti. Tutti possono accedere alla rete, ma questa democratizzazione ha creato un po’ di eccesso”. Romeo ha più volte posto l’accento sulla “notiziabilità” e le fakenews, sottolineando l’importanza dell'”educazione all’informazione”.

Si deve parlare di educare all’uso della rete. La scuola si dedica all’acquisto di contenuti informatici, di strumenti, ma non è quella dell’educazione all’uso di questi sistemi. Il mondo digitale è un mondo in cui tutti possono andare ad intaccare le professioni.

Il giornalismo, come tutte le comunicazioni, è in continua innovazione.Il rischio è che a volte ci facciamo sopraffare dal digitale. Ma la macchina non potrà mai sostituire l’essere umano.

Abbiamo concluso il nostro incontro con la prospettiva di un‘azione coordinata intergenerazionale per una lettura dei mezzi di comunicazione congiunta tra generazioni, con risultati che siamo certi saranno di crescita e di dialogo costruttivo per migliorare la vita delle nostre città. E la scommessa del futuro della professione giornalistica.