Il ministro Zangrillo a Perugia. Annunciate semplificazioni e nuovo polo formazione

La dichiarazione del Presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni

NewTuscia – PERUGIA – Un primo pacchetto di semplificazioni per il mondo dell’artigianato, le attività turistiche e il silenzio assenso tra amministrazioni. E poi l’avvio di un percorso che porterà alla creazione di un centro umbro di formazione per il settore pubblico, con particolare riguardo alla normativa in evoluzione su appalti e contratti. Sono le due principali azioni, di più immediata attuazione, annunciate a Perugia nel corso della prima tappa di ‘Facciamo semplice l’Italia. PArola ai territori’, il percorso lungo tutto il Paese del Ministro per la pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, con il Dipartimento della funzione pubblica, per la condivisione e la realizzazione dei tanti progetti di riforma che devono essere attuati: lo scopo è quello di costruire un’Italia al servizio di cittadini e imprese, più semplice e più competitiva, attraverso l’ascolto e il confronto diretto con i rappresentanti delle realtà territoriali. Dopo questa prima tappa nel capoluogo umbro, il viaggio toccherà le città di L’Aquila, Napoli e Trieste, proseguendo nel 2023 nelle regioni di tutta Italia.

Durante i workshop, curati dai vertici di Palazzo Vidoni, sul piano della formazione è stato descritto il lavoro di preparazione che porterà alla sottoscrizione di Protocollo d’intesa per l’istituzione di un polo umbro della SNA, che nascerà dalla collaborazione tra la stessa Scuola Nazionale dell’Amministrazione, la Funzione pubblica, l’Università degli Studi di Perugia e la Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica. Sul piano delle semplificazioni, è stato ricordato in particolare l’obiettivo previsto dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) della realizzazione di un catalogo di 600 procedure semplificate e reingegnerizzate entro il 2026, di cui 200 entro il 2024.

In tale ambito sono state annunciate le azioni in via di definizione, con particolare riguardo alle attività produttive, per la modifica dei (e per una riflessione complessiva sui) regimi autorizzatori, per la standardizzazione e la digitalizzazione della modulistica, e per la riduzione dei tempi e la perentorietà dei termini. È sul primo ambito, in particolare, che si concentra la proposta relativa all’individuazione di un elenco condiviso di attività artigiane e alla loro definitiva identificazione come attività libere. Al momento, infatti, oltre alla Comunicazione Unica d’Impresa (che tiene insieme il modello per il Registro Imprese, quello per l’Agenzia delle Entrate, e quelli per Inps e Inail) è in genere richiesta una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività): si tratta, in molti casi, di un passaggio amministrativo ridondante che potrebbe essere superato. Per le attività turistiche, l’assenza di un iter standardizzato e di una modulistica uniforme tra i diversi ambiti di attività (agriturismi, B&B, agenzie viaggio…) rappresenta anche un ostacolo alla piena interoperabilità tra le amministrazioni coinvolte. La proposta è quindi quella di individuare un set condiviso di informazioni da includere in un modulo standard con la predisposizione delle specifiche tecniche per la completa digitalizzazione. La proposta per l’individuazione e la pubblicazione dell’elenco dei casi di autorizzazioni espresse previste dalle norme europee mira, invece, a superare l’incertezza dovuta al fatto che a tali provvedimenti non si applica il silenzio-assenso.

Capire dove semplificare da qui al 2026 implica un processo di analisi che non può essere svolto in maniera del tutto efficace nel chiuso di un ufficio. È necessario un processo di condivisione più ampio, di cui soprattutto le amministrazioni territoriali devono essere protagoniste. Non dobbiamo dimenticare che più del 70% delle risorse del PNRR  sono dedicate a progetti che dovranno essere realizzati proprio dagli enti territoriali, ed è quindi evidente l’importanza di prestare attenzione al territorio“, ha dichiarato il Ministro Zangrillo aprendo i lavori nella Sala dei Notari del Comune di Perugia, dove si sono svolti i workshop “Una nuova PA” e “Formazione del Capitale umano della PA”. Nel pomeriggio, presso il Centro Servizi “Galeazzo Alessi” della Camera di Commercio dell’Umbria, si è tenuto poi il workshop “Semplificazione e digitalizzazione”. Proprio ai fini dell’obiettivo essenziale di digitalizzazione della PA, il Ministro ha evidenziato l’importanza di investimenti strategici in formazione: “Abbiamo una struttura rodata per l’accrescimento delle competenze, e da qui dobbiamo partire – ha specificato – per capire quali sono le ulteriori e più specifiche necessità delle amministrazioni sui territori“.

Alla giornata di incontri hanno partecipato rappresentanti degli enti territoriali umbri, tra cui numerosi sindaci, delle imprese della regione e delle realtà della formazione. In sala anche studenti del Liceo Statale “Assunta Pieralli” di Perugia. Sono intervenuti, tra gli altri, oltre al Ministro Zangrillo, il Sindaco di Perugia, Andrea Romizi, il Presidente della Provincia di Perugia, Stefania Proietti, il Presidente della Provincia di Terni, Laura Pernazza, il Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, l’Amministratore unico della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, Marco Magarini Montenero, il Presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, l’Assessore regionale alla programmazione europea, bilancio e risorse umane e patrimoniali, turismo, cultura, istruzione e diritto allo studio, Paola Agabiti, l’Assessore regionale allo sviluppo economico, innovazione, digitale e semplificazione, Michele Fioroni.

Il Presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, ha evidenziato “la spinta impressa da anni dal Sistema camerale su semplificazione e digitalizzazione, ricordando come per il Suap (Sportello unico per le attività produttive, ndr) sono circa 4mila le Amministrazioni comunali che utilizzano la piattaforma del sistema camerale, per consentire alle imprese del proprio territorio di gestire – completamente on-line, senza code allo sportello e limiti di orario – qualsiasi adempimento previsto nel ciclo di vita della propria impresa verso tutte le amministrazioni locali competenti“. E di come “il Registro delle imprese sia completamente digitalizzato da circa 30 anni. Oltre a tutta un’altra serie di servizi delle Camere di Commercio digitalizzati. Tale spinta – ha continuato Mencaroni – deriva dal fatto che le Camere di Commercio sono un centauro, perché enti autonomi di diritto pubblico ma in cui le associazioni imprenditoriali svolgono un ruolo direttivo centrale. Un centauro, quindi, che conosce a fondo i problemi delle imprese e da queste riceve organicamente sollecitazioni, trasformandole in iniziative concrete”.