NewTuscia – CIVITAVECCHIA – Torna dopo il successo della scorsa stagione la rassegna A teatro in famiglia alla Cittadella della Musica a cura del Comune di Civitavecchia e ATCL – Circuito multidisciplinare del Lazio sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio con tre appuntamenti pensati per il giovane pubblico da gennaio a marzo 2023.

«È ormai normale, per i giovani, “vivere” il mondo anche attraverso la realtà virtuale. Non per niente vengono rappresentati come “nativi digitali”. È una peculiarità di questi tempi e non bisogna stupirsene. Tuttavia, il mondo reale è ovviamente insostituibile e la socialità ne è parte integrante, come lo sono i riti e le suggestioni che da che mondo è mondo contribuiscono a rappresentarlo anche al di là dei significati più evidenti. La magia del teatro è uno dei riti più luminosi di questo nostro mondo, ed è un antidoto al rischio della spersonalizzazione che sta sempre in agguato dietro la realtà virtuale. Per questo l’Amministrazione comunale di Civitavecchia è felice della rassegna “A teatro in famiglia” che si sta per inaugurare alla Cittadella della Musica, con bellissimi spettacoli in grado di divertire e far pensare, che introdurranno i “nativi digitali” a una condivisione davvero insostituibile» afferma l’Assessore alla Cultura Simona Galizia.

«La programmazione di quest’anno punta l’attenzione sulle grandi storie per l’infanzia trattate con diversi linguaggi scenici per fare in modo che i pomeriggi alla Cittadella della musica siano sia un’occasione di condivisione e divertimento per le famiglie che una possibilità di crescita per i bambini. Pensiamo infatti che attraverso il teatro le giovani generazioni sperimentino un diverso modo di socializzare, di vivere la comunità e acquisiscano nuove forme e modalità di giocare con immaginazione» afferma l’amministratore delegato di ATCL Luca Fornari.

Si inizia il 14 gennaio ore 17.30 con la Compagnia Teatro Verde in Il gatto con gli stivali nella riscrittura di Roberto Marafante, regia Emanuela La Torre con Giovanni Bussi, Andrea Calabretta, Enrico Biciocchi e le musiche originali Marco Schiavoni. Il Gatto con gli Stivali è la favola delle apparenze.

Una favola in cui si denuncia, sorridendo, l’ipocrisia dei rapporti umani.

Una favola che ci dice che è vero solo ciò che sembra… come a teatro, ma che alla fine la verità vien sempre a galla… come a teatro.

E allora la sfida è quella di raccontare una favola classica senza cambiare una virgola, ma stupendovi – e stupendoci – con una messa in scena piena di sorprese.

Due facchini impegnati in un improbabile trasloco, durante la pausa pranzo, si lasciano prendere dalla voglia di raccontare la celebre favola costruendo le scene davanti agli occhi del pubblico, montando scatole, aprendo scatoloni, giocando con buste, cartoni, cappelliere, pacchi e pacchetti.

Ogni scatola che si apre contiene un mondo colorato e sorprendente e i due facchini diventano gli attori di una rutilante messa in scena: un carosello di personaggi e burattini, di musica e canzoni, di risate ed avventure, in un ritmo crescente ed entusiasmante.

Per poi, alla fine della favola, ritornare due semplici facchini, stupiti ed increduli di quanto hanno creato, tra scatole, pacchi e scatolette.

Il Gatto con gli Stivali è la favola delle apparenze.

Una favola in cui si denuncia, sorridendo, l’ipocrisia dei rapporti umani.

Una favola che ci dice che è vero solo ciò che sembra… come a teatro, ma che alla fine la verità vien sempre a galla… come a teatro.

E allora la sfida è quella di raccontare una favola classica senza cambiare una virgola, ma stupendovi – e stupendoci – con una messa in scena piena di sorprese.

Due facchini impegnati in un improbabile trasloco, durante la pausa pranzo, si lasciano prendere dalla voglia di raccontare la celebre favola costruendo le scene davanti agli occhi del pubblico, montando scatole, aprendo scatoloni, giocando con buste, cartoni, cappelliere, pacchi e pacchetti.

Ogni scatola che si apre contiene un mondo colorato e sorprendente e i due facchini diventano gli attori di una rutilante messa in scena: un carosello di personaggi e burattini, di musica e canzoni, di risate ed avventure, in un ritmo crescente ed entusiasmante.

Per poi, alla fine della favola, ritornare due semplici facchini, stupiti ed increduli di quanto hanno creato, tra scatole, pacchi e scatolette.

Il Gatto con gli Stivali è la favola delle apparenze.

Una favola in cui si denuncia, sorridendo, l’ipocrisia dei rapporti umani.

Una favola che ci dice che è vero solo ciò che sembra… come a teatro, ma che alla fine la verità vien sempre a galla… come a teatro.

E allora la sfida è quella di raccontare una favola classica senza cambiare una virgola, ma stupendovi – e stupendoci – con una messa in scena piena di sorprese.

Due facchini impegnati in un improbabile trasloco, durante la pausa pranzo, si lasciano prendere dalla voglia di raccontare la celebre favola costruendo le scene davanti agli occhi del pubblico, montando scatole, aprendo scatoloni, giocando con buste, cartoni, cappelliere, pacchi e pacchetti.

Ogni scatola che si apre contiene un mondo colorato e sorprendente e i due facchini diventano gli attori di una rutilante messa in scena: un carosello di personaggi e burattini, di musica e canzoni, di risate ed avventure, in un ritmo crescente ed entusiasmante.

Per poi, alla fine della favola, ritornare due semplici facchini, stupiti ed increduli di quanto hanno creato, tra scatole, pacchi e scatolette.

Il Gatto con gli Stivali è la favola delle apparenze.

Una favola in cui si denuncia, sorridendo, l’ipocrisia dei rapporti umani.

Una favola che ci dice che è vero solo ciò che sembra… come a teatro, ma che alla fine la verità vien sempre a galla… come a teatro.

E allora la sfida è quella di raccontare una favola classica senza cambiare una virgola, ma stupendovi – e stupendoci – con una messa in scena piena di sorprese.

Due facchini impegnati in un improbabile trasloco, durante la pausa pranzo, si lasciano prendere dalla voglia di raccontare la celebre favola costruendo le scene davanti agli occhi del pubblico, montando scatole, aprendo scatoloni, giocando con buste, cartoni, cappelliere, pacchi e pacchetti.

Ogni scatola che si apre contiene un mondo colorato e sorprendente e i due facchini diventano gli attori di una rutilante messa in scena: un carosello di personaggi e burattini, di musica e canzoni, di risate ed avventure, in un ritmo crescente ed entusiasmante.

Per poi, alla fine della favola, ritornare due semplici facchini, stupiti ed increduli di quanto hanno creato, tra scatole, pacchi e scatolette.

Il Gatto con gli Stivali è la favola delle apparenze.

Una favola in cui si denuncia, sorridendo, l’ipocrisia dei rapporti umani.

Una favola che ci dice che è vero solo ciò che sembra… come a teatro, ma che alla fine la verità vien sempre a galla… come a teatro.

E allora la sfida è quella di raccontare una favola classica senza cambiare una virgola, ma stupendovi – e stupendoci – con una messa in scena piena di sorprese.

Due facchini impegnati in un improbabile trasloco, durante la pausa pranzo, si lasciano prendere dalla voglia di raccontare la celebre favola costruendo le scene davanti agli occhi del pubblico, montando scatole, aprendo scatoloni, giocando con buste, cartoni, cappelliere, pacchi e pacchetti.

Ogni scatola che si apre contiene un mondo colorato e sorprendente e i due facchini diventano gli attori di una rutilante messa in scena: un carosello di personaggi e burattini, di musica e canzoni, di risate ed avventure, in un ritmo crescente ed entusiasmante.

Per poi, alla fine della favola, ritornare due semplici facchini, stupiti ed increduli di quanto hanno creato, tra scatole, pacchi e scatolette.

Il Gatto con gli Stivali è la favola delle apparenze.

Una favola in cui si denuncia, sorridendo, l’ipocrisia dei rapporti umani.

Una favola che ci dice che è vero solo ciò che sembra… come a teatro, ma che alla fine la verità vien sempre a galla… come a teatro.

E allora la sfida è quella di raccontare una favola classica senza cambiare una virgola, ma stupendovi – e stupendoci – con una messa in scena piena di sorprese.

Due facchini impegnati in un improbabile trasloco, durante la pausa pranzo, si lasciano prendere dalla voglia di raccontare la celebre favola costruendo le scene davanti agli occhi del pubblico, montando scatole, aprendo scatoloni, giocando con buste, cartoni, cappelliere, pacchi e pacchetti.

Ogni scatola che si apre contiene un mondo colorato e sorprendente e i due facchini diventano gli attori di una rutilante messa in scena: un carosello di personaggi e burattini, di musica e canzoni, di risate ed avventure, in un ritmo crescente ed entusiasmante.

Per poi, alla fine della favola, ritornare due semplici facchini, stupiti ed increduli di quanto hanno creato, tra scatole, pacchi e scatolette.

Si inizia il 14 gennaio ore 17.30 con la Compagnia Teatro Verde in Il gatto con gli stivali nella riscrittura di Roberto Marafante, regia Emanuela La Torre, con Giovanni Bussi, Andrea Calabretta, Enrico Biciocchi e le musiche originali Marco Schiavoni. Il Gatto con gli Stivali è la favola delle apparenze. Una favola in cui si denuncia, sorridendo, l’ipocrisia dei rapporti umani. Una favola che ci dice che è vero solo ciò che sembra, come a teatro, ma che alla fine la verità vien sempre a galla, come a teatro. E allora la sfida è quella di raccontare una favola classica senza cambiare una virgola, ma stupendovi – e stupendoci – con una messa in scena piena di sorprese. Due facchini impegnati in un improbabile trasloco, durante la pausa pranzo, si lasciano prendere dal racconto della celebre favola costruendo le scene davanti agli occhi del pubblico, montando scatole, aprendo scatoloni, giocando con buste, cartoni, cappelliere, pacchi e pacchetti. Ogni scatola che si apre contiene un mondo colorato e sorprendente e i due facchini diventano gli attori di una rutilante messa in scena: un carosello di personaggi e burattini, di musica e canzoni, di risate e avventure, in un ritmo crescente ed entusiasmante. Per poi, alla fine della favola, ritornare due semplici facchini, stupiti e increduli di quanto hanno creato, tra scatole, pacchi e scatolette. Può un semplice gatto, con l’astuzia ed un paio di stivali diventare ricco e famoso? Può un semplice gatto, con il coraggio e un paio di stivali, sconfiggere un potente orco? Può un semplice gatto, con la fantasia e il solito paio di stivali, fare innamorare una principessa di un povero mugnaio?

Il 18 febbraio ore 17.30 Matutateatro presenta Cappuccetto Red, ideazione e testi Julia Borretti, con Julia Borretti e Agnese Chiara D’Apuzzo, regia Titta Ceccano. Nella storia c’è una bambina, che tutti chiamano Cappuccetto Red per il colore della sua mantella. Un giorno la madre la manda a far visita alla nonna e le raccomanda di non fermarsi per strada per nessuna ragione. Nel bosco inizia la sua avventura e camminando, Cappuccetto Red si dimentica dei consigli della mamma. La compagnia racconta questa storia giocando con la lingua inglese. I bambini avranno così la possibilità di seguire le avventure della protagonista scoprendo e imparando di volta in volta termini semplici della lingua inglese quali i nomi degli animali, i numeri, i colori, i membri della famiglia, il saluto.

Chiude la rassegna il 19 marzo ore 17.30 la Compagnia Settimo Cielo con Giannino Stoppani in arte Burrasca, scritto e diretto da Giacomo Sette, con Gloria Sapio e Maurizio Repetto e le musiche di Andrea Cauduro. In questo spettacolo si raccontano le vicende di Giannino Stoppani in Arte Burrasca, un bambino di dieci anni nella Toscana di fine ‘800, ispirato in parte alla mitica figura di Gianburrasca. Giannino è un bambino vivace, creativo, sensibile e intelligente: la sua vitalità e sincerità smascherano spesso l’ipocrisia e l’arroganza che governano il mondo degli adulti. Questo lo rende inviso al paese nel quale vive e alla sua stessa famiglia che lo “esilia” in un terribile collegio di provincia. Ma Giannino è mosso solo da buone intenzioni: vuole rendere la vita di tutti migliore, portando la magia che vedono e vivono i bambini nel mondo dei grandi.

Cittadella della Musica, via D’Annunzio – Civitavecchia

Biglietto 5 euro

Biglietteria del Teatro Traiano, Corso Centocelle 1 – Civitavecchia

Aperta anche nei giorni di spettacolo dal lunedì al sabato negli orari: 9 – 13 / 15 – 17, la domenica 15-17

Tel. 0766370011

Chi acquista il biglietto su Ticketone può ritirare il biglietto presso il Teatro Traiano fino alle ore 17, dopo direttamente presso la Cittadella della Musica.