NewTuscia – VITORCHIANO – Regione Lazio, ATO (Ambito territoriale ottimale) e Talete (gestore unico individuato) accelerano repentinamente sul trasferimento al gestore unico delle infrastrutture degli ultimi comuni che ancora gestiscono in modo autonomo il Servizio idrico integrato (SII), tra cui Vitorchiano. Soltanto lo scorso 24 dicembre 2022 ATO e Talete hanno sollecitato la sottoscrizione di un verbale per la presa in consegna del servizio.

Sono già in corso, da parte degli uffici comunali, i necessari approfondimenti circa il rispetto di tempi e modalità conformi alle norme e all’atto di commissariamento ricevuto. Dopo mesi di stasi, queste azioni sono state improvvisamente e quasi ingiustificatamente velocizzate, mettendo anche a rischio l’equilibrio degli uffici nello svolgimento sia dell’ordinaria ma importante amministrazione di fine anno (peraltro in un periodo, quello tra Natale e Capodanno, in cui l’organico è ridotto), sia di quella legata ad altre progettualità straordinarie, urgenti e fondamentali come il PNRR. Una condotta che lascia quantomeno perplessi.

Dopo l’emissione dell’atto di commissariamento, dando peraltro seguito alla delibera della giunta regionale già pubblicata sul BURL n.49 del 12 giugno 2022, gli uffici di tutti i comuni coinvolti hanno prodotto la documentazione richiesta e ora si trovano a trattare “obtorto collo” il trasferimento fisico di infrastrutture e servizi come imposto dalle leggi e dall’atto di commissariamento, per renderlo efficace dal 1° gennaio 2023.

Riepilogando la situazione, a maggio 2022 il Comune di Vitorchiano aveva già reputato eccessiva e inattesa la presa di posizione della Regione Lazio per obbligare i 21 comuni della provincia di Viterbo ancora fuori dalla gestione Talete (su oltre 60 comuni appartenenti al medesimo ATO) a trasferire il servizio idrico dalla gestione comunale al gestore unico. La lettera inviata dalla Regione lo scorso 12 maggio 2022 non solo anticipava l’avvio d’autorità delle procedure per la nomina di un commissario, con diffida ai comuni che non hanno accettato il passaggio a Talete, ma paventava anche un danno erariale in capo agli amministratori locali. Il tutto con tempi di risposta strettissimi che impedivano l’apertura di nuovi tavoli e canali di discussione e confronto.

La Regione Lazio aveva quindi diffidato i comuni, affinché deliberassero autonomamente entro il 20 maggio, per poi trasferire l’intera infrastruttura idrica entro settembre 2022. Un atteggiamento duro dettato da una circolare diffusa dall’allora Ministero della Transizione ecologica per una temuta perdita dei finanziamenti del PNRR a causa della mancata adesione di tutti i comuni dell’intero ATO al gestore. La Regione ha tirato diritto, forte anche delle ulteriori sentenze del Consiglio di Stato del marzo 2022, e ha avviato l’attivazione dei poteri sostitutivi per tutti gli altri.