Il modello di sviluppo e le prospettive  per il rilancio  del  nostro territorio

Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Viterbo e la sua provincia consegue la 61a posizione per la qualità della vita,  sulle 107 province  italiane e migliora di 17 posizioni la classifica del 2021.

Bene ordine pubblico, migliora per consumi e ricchezza, sicurezza e giustizia, ambiente e servizi, subito dopo Roma nel Lazio.

Riscontriamo positivamente un sostanziale miglioramento nella qualità della vita per la provincia di Viterbo, sancito dalla trentatreesima edizione dellindagine realizzata dal Sole 24 Ore, significativamente  la Tuscia guadagna   17 posizioni rispetto allo scorso anno piazzandosi al 61° posto nella classifica nazionale, e al secondo in quella regionale dopo Roma.

La migliore performance si riscontra nell’ordine pubblico, in particolare  nelle rapine in strada: decima con appena 3,3 denunce ogni 100 mila abitanti.

Significativo il responso sul  tasso di motorizzazione: con 77,2 auto circolanti ogni 100 abitanti la Tuscia è al 102° posto.

Per la ricchezza e consumi, Viterbo ottiene il 71° posto, guadagnando 5  posizioni rispetto allo scorso anno, mentre per  “affari e lavoro”  la Tuscia  arretra di 8 posizioni  rispetto al 202, piazzandosi all’82° posto.

La provincia recupera  16 posizioni per  fronte giustizia e sicurezza, piazzandosi al 35° posto nella classifica nazionale, e al 32° per quanto concerne l’indicatore demografia e società.

Migliorano le performance anche in campo ambiente e servizi (47esima posizione, 13 in più dell’anno scorso) e in quello della cultura e del tempo libero (62° posto, 9 in più del 2021).

Ricordiamo che la  classifica stilata dal quotidiano di Confindustria è basata sul punteggio medio ottenuto dalle 107 province italiane in sei gruppi di indicatori: ricchezza e consumi, affari e lavoro, giustizia e sicurezza, demografia e società, ambiente e servizi, cultura e tempo libero.

Viterbo il  Complesso della Cattedrale e del Palazzo dei Papi

Al di là delle cifre e della classifica, e’ tempo di rilanciare la Tuscia anche se ci sono “ferite sociali molto gravi da rimarginare. Penso al lavoro di giovani e donne o a settori tuttora in crisi nel commercio, nel turismo, nella ristorazione, nella cultura”, peraltro “l’ondata è stata contenuta occorre lavorare affinché la ripresa sia più forte  che  nel passato.

Occorre  domandarsi quale   modello di sviluppo  economico e della rete turistico culturale della Tuscia saranno concretamente attuabile nei prossimi mesi, con gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza da porre in essere dai comuni, con l’assistenza tecnico amministrativa della Provincia di Viterbo.

Vanno tenute  presente le opportunità offerte  nel 2025 con l’indizione  indetto delGiubileo  e nel 2030 con l’Expo di Roma, appuntamenti che devono trovare la Tuscia pronta a offrire ai turisti adeguate “alternative” alla esclusiva romanocentricità del turismo nazionale e internazionale.

In unottica orientata alle cose fatte, a quelle da fare, alle esigenze che le nostre popolazioni vorrebbero essere realizzare per migliorare la qualità della vita quotidiana in primis e li sviluppo economico,   vorrei stilare una classifica breve su quanto si sta concretizzando e quanto ancora c’è da fare per laffermazione di un vero modello di sviluppo della Tuscia viterbese.

Le riflessioni che riassumiamo di seguito sono anche il frutto dell’approccio costruttivo e innovativo sulle priorità per l’economia viterbese.

Fermata Alta Velocità Roma Milano ad Orte dal 13 giugno 2021

I Centri storici e le loro tipicità ambientali, culturali, ed eno-gastronomiche, un patrimonio da tutelare e valorizzare”.

Il collegamento inscindibile tra Agricoltura, Ambiente,  Paesaggio ed insediamenti urbani, intesa nel senso di una coerenza con il “genius loci” – con il quale si indica l’insieme delle caratteristiche socio-culturali, architettoniche, di linguaggio, di abitudini che caratterizzano un luogo, un ambiente, un territorio,  una città – dovrà essere concretamente declinato come tutela delle peculiarità della Tuscia, nella sua  varietà di unicità ambientali .   I nostri Centri storici sono caratteristici poiché sorti nei secoli dal mare ai laghi,  dalle colline  alla valle del Tevere, dall’archeologia ai luoghi suggestivi, di valore religioso e storico-ambientale che attraversano praticamente tutti i periodi storici, con testimonianze architettonico-monumentali e artistiche che spaziano dagli Etruschi e Romani, al Medioevo,  sino al Rinascimento e all’archeologia  agricolo-industriale (penso alle Stazioni dismesse delle linee ferroviarie o le Case cantoniere sorte sulle vie stradali)  di interessanti siti della produzione, delle reti viarie, dei trasporti e delle dimore storiche, realizzati  dal XVII al XX secolo.

Chi vuole il vero sviluppo della Tuscia deve essere cosciente che tutto questo patrimonio di potenzialità economiche è a disposizione di privati, volontariato e  istituzioni  per coniugare la tradizione di mestieri con il lavoro agricolo,  artigianale e piccolo-industriale, con le eccellenze delle tipicità enogastronomiche e  la presenza agrituristica e termale, l’innovazione e la ricerca dell’Università della Tuscia,  i  Turismi di qualità, esclusività  e di innovazione.

“Le priorità infrastrutturali ed intermodali per evitare l’isolamento”.

Vista  panoramica del lago di Vico: espressione dell’habitat naturale della Tuscia

E’ determinante rivedere il quadro della mobilità e dei trasporti in questo tratto di Italia centrale. Da qui l’idea di realizzare un collegamento ferroviario ad alta velocità in grado di collegare per la prima volta le realtà come Civitavecchia, Orvieto, Viterbo, e giornalmente con Milano, attraverso il nodo intermodale di Orte, strategicamente rilevante per l’intero Paese (i lavori della superstrada recentemente avviati ne sono un esempio chiaro che andrebbe esteso per completare il quadro alle Vie Consolari ed alle ferrovie così dette  minori, anche con qualche decisione coraggiosa orientata alla finanza di progetto ed alle concessioni).  Senza un sistema infrastrutturale significativo questa provincia ci è stato ripetuto sino all’inverosimile è destinata a un declino irreversibile, perdendo la possibilità di sfruttare le grandi risorse di cui dispone, come le bellezze storico-ambientali, la vocazione agricola, gli impianti termali.

“Il termalismo, l’artigianato artistico, il turismo congressuale, formativo-professionale in collegamento con la Ricerca Universitaria e la sua rete diffusa nel territorio,  i percorsi ciclo-pedonabili e a cavallo come volani di crescita per la Tuscia”, 

Per valorizzare il termalismo della città di Viterbo, ma anche di altri siti legati alle acque salubri di cui è ricchissimo il nostro territorio, l’artigianato artistico legato alle secolari tradizioni di laboriosità  delle comunità dell’area falisca di Civita Castellana, della Valle del Tevere, della costa e maremma Laziale, del comprensorio montano dei Cimini, dell’Alto Lazio legato alla Via Francigena e al percorso degli Etruschi, oltre alla città di Viterbo e dei suoi incantevoli dintorni con siti archeologici e dimore storiche,  il turismo congressuale, le città  ed i Poli del Teatro, dei Musei e della Musica degli Strumenti Antichi con stagioni concertistiche già di successo,  la diffusione di Caffeina oltre Viterbo,  i supporti delle Leggi regionali – Spettacoli dal vivo Reti commerciali di Strada   – con la fattiva collaborazione di Enti regionali e comunali, le Città sedi delle Rievocazioni Storiche Medievali e Rinascimentali, lo sviluppo del trekking, dello Spartan-rice e dei percorsi naturalistici percorribili a piedi, a cavallo, o attraverso piste ciclo-pedonabili sul Tevere), formativo-professionale in collegamento con la Città Universitaria e la sua rete diffusa ed a servizio dello sviluppo del territorio, dall’agricoltura al marketing territoriale, all’agricoltura alle costruzioni eco-compatibili.

Bosco monumentale del Sasseto  di Torre Alfina.

Bosco monumentale del Sasseto  di Torre Alfina.

Come più volte ribadito, occorre  offrire parallelamente una infrastruttura immateriale adeguata, una rete tecnologica di telecomunicazioni avanzate a banda larga che renda il territorio attrattivo e globalmente connesso.  Sul fronte del patrimonio artistico–culturale vanno agevolate con il concorso della Regione Lazio e dei Programmi Europei di Sviluppo Sostenibile  le azioni  più concrete di rigenerazione e rinnovamento, per ridare energia e vitalità ai centri storici, con l’attuazione di un processo di propagazione e dilatazione anche del polo universitario (Università diffusa), sulla base di un’esperienza positiva già realizzata.