NewTuscia – VITERBO – Stamattina è stato presentato il bilancio di fine anno del Comando provinciale dei Carabinieri di Viterbo. A presenziare il Comandante provinciale dell’Arma Col. Massimo Friano e il Col. Guglielmo Trombetta, Comandante del Reparto operativo dei Carabinieri. Presenti molti Comandanti di stazione dei principali Comuni della Tuscia. Il Comandante Friano ha puntato sui concetti di vicinanza alla popolazione, con la quale ha intessuto da subito un rapporto di proficua collaborazione e di squadra, riferito alla sinergia che, fin dal suo insediamento, ha voluto intessere con i colleghi. Insieme a ciò l’importanza dell’ascolto attivo dei cittadini, che devono trovare presso il Comando provinciale una porta sempre aperta, e l’impegno per la tecnologia come strumento di supporto alle attività e per prevenire e combattere i reati contro l’ambiente in sinergia con i colleghi Forestali

Ecco il bilancio globale del 2022 del Comando provinciale dei Carabinieri di Viterbo:

Nell’avviare l’esposizione del bilancio di chiusura dell’operato del Comando Provinciale dei Carabinieri di Viterbo di quanto svolto nel 2022, un anno intenso iniziato ancora con la piena emergenza covid e la cui minaccia non è ancora del tutto svanita, preliminarmente ritengo sia doveroso per parte mia ringraziare il Prefetto Antonio Cananà ed il Procuratore della Repubblica Paolo Auriemma, sotto la cui guida per le parti di competenza si svolge l’azione giornaliera delle 5 Compagnie e delle 56 Stazioni dell’Arma presenti nella Tuscia; ringrazio altresì i colleghi della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e delle Polizie Locali per la collaborazione ogni giorno fornita ma soprattutto i vari comparti di specialità che insistono in questa provincia, a cominciare dal gruppo Carabinieri Forestale, senza i quali non sarebbero stati possibili gran parte dei risultati ottenuti dall’Arma nel nostro territorio a beneficio della cittadinanza.

Venendo invece all’impegno quotidiano, il numero complessivo dei delitti denunciati all’Arma dei Carabinieri nella Provincia è rimasto stabile di poco superiore alle 7000 unita circa. Complessivamente i militari della linea territoriale hanno perseguito l’85% di tutti i reati consumati nel territorio della Provincia di Viterbo, a seguito di ciò hanno denunciato 1900 persone, traendone in arresto ben 187, cui vanno aggiunti ulteriori 93 misure cautelari emesse dall’autorità giudiziaria ed eseguite dai reparti. E’ un dato complessivamente più che soddisfacente, soprattutto se si tiene presente che i primi mesi del 2021 erano ancora pesantemente segnati dall’emergenza covid e dalle restrizioni in essere, soprattutto in orario serale e notturno, mentre in buona sostanza il 2022 è stato un anno che ha visto un ritorno quasi completo alla normalità “precovid” per quanto attiene alla mobilità ed agli spostamenti delle persone.

In questo ambito possono inquadrarsi le oltre 160.000 persone identificate e le circa 90.000 autovetture controllate, mentre le chiamate alle nostre centrali operative, giunte attraverso il 112 NUE con il Centro Unico di Risposta di Roma entrato in funzione dal settembre del 2021, sono state ben 42.000, che vanno praticamente raddoppiate se si prende in considerazione le migliaia di richieste dei cittadini direttamente sulle utenze telefoniche dei nostri presidi.

Nell’ambito della circolazione stradale, durante i servizi esterni svolti nel corso dell’anno, sono stati i quasi mille incidenti stradali rilevati, di cui purtroppo 9 mortali e 43 con feriti gravi. In quest’ambito, a seguito degli accertamenti svolti, 4 persone sono state deferite all’autorità giudiziaria per omicidio stradale, di cui 1 in stato d’arresto (un cittadino straniero alla guida in stato d’ebbrezza dopo un incidente mortale avvenuto a Canepina) e 8 persone deferite per lesioni stradali gravi. Inoltre, sono state ritirate 154 patenti per guida in stato d’ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti, sequestrati 206 veicoli ed elevate 535 contravvenzioni al codice della strada.

Tra i delitti consumati, sempre massima l’attenzione dell’Arma riguarda l’analisi di quelli di natura predatoria, che per loro natura destano maggiore allarme tra la popolazione; in particolari i furti nell’anno in corso, purtroppo,  sono in leggero aumento e sono saliti a quota 2283 di cui ben 477 in abitazione (un anno fa erano stati rispettivamente 1856 e 430), ma comunque va detto che i numeri sono ancora ben al di sotto di quelli che erano stati registrati fino al 2019, prima dell’emergenza covid (in quell’anno furono 621 in abitazione su un totale di 3158). Il dato migliore riguarda senza dubbio il numero delle rapine, solo 28 in totale, sostanzialmente stabili rispetto ad un anno fa, ma va precisato anche qui che nessuna è stata commessa in danno di istituti di credito (e questo è sicuramente lusinghiero). Quelle poche commesse in abitazione sono prevalentemente furti “degenerati”, per così dire, in rapina poiché gli autori erano stati sorpresi dai padroni di casa, aggrediti per garantirsi la fuga, come nel caso deprecabile dell’anziano aggredito a Corchiano recentemente, comunque gravissimo episodio che è stato prontamente scoperto dai militari di quella Stazione, con l’arresto del responsabile (per tentato omicidio) ed il deferimento di 3 presunti complici, ritenuti responsabili di un precedente furto in un capannone.

Continua la grande attività di contrasto al fenomeno del traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, come i testimoniato dai 12 kg complessivi di sostanza stupefacente sequestrati. Al riguardo sono oltre 500 i reati scoperti dai diversi comandi dipendenti, con oltre 80 persone tratte in arresto e altrettante deferite in stato di libertà.

Per quanto attiene l’attività svolta nel contrasto ai delitti connessi alla violenza di genere, anche quest’anno l’attività svolta dalle Stazioni presenti sul territorio, spesso coadiuvate dal Nucleo Investigativo, è stata oltremodo intensa ed ha portato a numerosi deferimenti all’autorità giudiziaria, tra cui spiccano: 105 i casi di maltrattamenti in famiglia, 58 atti persecutori, 13 reati a sfondo sessuale, 4 casi di “revenge porn”. Trattandosi di reati per loro natura estremamente delicati e commessi quasi sempre nell’ambito delle piccole comunità dei 60 comuni della Tuscia è noto che questo comando non ha mai divulgato alla stampa i singoli eventi per tutelare le vittime, che altrimenti finirebbero per vedere inequivocabilmente resi di dominio pubblico le proprie vicissitudini personali; comunque sia nell’anno in corso finora l’Arma in Provincia ha deferito in stato id libertà 206 persone e ne ha tratte in arresto 18, oltre all’emissione di altre 50 misure cautelari di divieto di avvicinamento alla vittima o alla casa familiare. I numeri sono sicuramente importanti, ma fortunatamente il 2022 non è stato funestato dai gravissimi fatti sangue che avevano caratterizzato gli ultimi mesi del 2021 (l’omicidio-suicidio di Castel Sant’Elia, la morte del piccolo Matias e di Dario Angeletti) su cui l’Arma era stata chiamata ad intervenire.

Per quanto attiene ai comparti di specialità dell’Arma, assolutamente importante e significativo è stato il contributo fornito dal Gruppo Forestale, che ha eseguito più di 11.000 controlli, identificando ulteriori 3.064 persone, riscontrando 606 illeciti amministrativi e 214 reati di natura ambientale; a seguito di ciò sono state deferite all’autorità giudiziaria 115 persone ed elevate sanzioni per un importo complessivo di 38.000 euro circa. In particolare recentemente si segnala l’impegno nel settore del controllo dei cantieri forestali, dove recentemente a Tuscania e Bagnoregio sono stati sorpresi lavoratori in nero e clandestini privi del permesso di soggiorno, con conseguente denuncia dei titolari e sospensione del cantiere.

Va segnalata inoltre l’attività svolta congiuntamente con il Gruppo Forestale ed il N.I.L. nei controlli ai cantieri edili di maggior rilievo presenti nel territorio,  durante la quale sono state controllate 46 aziende, riscontrando irregolarità in ben 17 casi, a seguito dei quali sono stati sospesi 3 cantieri, denunciate 16 persone ed elevate sanzioni pecuniarie per circa 70.000.

Sempre per quanto attiene le specialità dell’Arma, determinante è anche il contributo fornito dal Nucleo Ispettorato del Lavoro, che oltre ad essere in prima linea e ad aver coadiuvato la territoriale in importanti attività d’indagine nella lotta nella lotta al caporalato ed al lavoro nero, a seguito delle 90 ispezioni effettuate sulle ditte del territorio ne ha sospese 17 per impiego di lavoratori in nero o gravi carenze nella sicurezza del posto di lavoro, elevando sanzioni per un totale di 180.000 euro ca.. Inoltre nell’attività di contrasto all’illecita percezione del reddito di cittadinanza sono state denunciate 123 persone per aver ricevuto indebitamente 457.000 euro circa.

Infine tra le specialità è doveroso ricordare l’attività del Nucleo Antisofisticazione e sanità, che nell’anno in corso hanno svolto  ben 1243 ispezioni, riscontrando 38 illeciti penali e 235 amministrativi, denunciando all’autorità giudiziaria 26 persone e segnalandone all’autorità amministrativa 171. 16 strutture sono state chiuse, le sanzioni elevate ammontano a quasi 200.000 euro e sequestrate strutture per un valore di quasi 6 milioni di euro.

Entrando nel dettaglio delle singole attività, sicuramente l’evento più importante che ha visto protagonista l’Arma nella sua pronta risposta al cittadino è stato l’omicidio Bramucci, quando la comunità di Soriano nel Cimino la mattina del 7 agosto scorso è stata scossa dall’efferato assassinio del 57enne di origine di Civitavecchia ma da anni residente nel paese. Le indagini immediatamente svolte hanno potuto portare all’identificazione dei presunti responsabili, mandanti ed esecutori, ed assicurarli all’autorità giudiziaria di Viterbo dopo solo due mesi, accertando che si trattava di un delitto maturatosi negli ambienti criminali della vicina Provincia di Roma.

Per quanto attiene il controllo del territorio vale la pena ricordare il rave di Pasqua scoperto ed interrotto nel comune di Civita Castellana, dove in un terreno proprio al confine con la provincia di Roma sono state sorprese alcune persone mentre stavano dando avvio raduno illegale, ma  grazie il pronto intervento di tutti i militari del Comando Provinciale sono stati identificate e denunciate 40 persone ma soprattutto è stato bloccato sul nascere l’evento mentre erano in arrivo altre centinaia di partecipanti, scongiurandone la prosecuzione.

Infine si vuole porre l’accento su due distinti aspetti che negli ultimi tempi stanno maggiormente occupando spazio tra l’attenzione dell’opinione pubblica.

Il primo è il contrasto alle truffe, in particolare le frodi informatiche, salite a ben 1238 da inizio anno (un anno fa furono 1154) ed è un fenomeno delittuoso che risente ancora della brusca impennata a seguito del lockdown del 2020; ma soprattutto grande attenzione viene posta in quest’ultimo periodo alle truffe verso le persone anziane, un’autentica piaga posta in essere da spregiudicati delinquenti in trasferta provenienti da fuori provincia. Solo nei mesi di novembre e dicembre sono 10 gli episodi che sono stati sventati o scoperti dai militari di differenti stazioni (Soriano nel Cimino, Orte, Castel Sant’Elia, San Martino al Cimino, Marta), cui vanno ad aggiungersi altri 2 presunti autori di una truffa ad un’anziana arrestati proprio ieri a Marta dalla locale Stazione assieme alla Stazione di Capodimonte e si ribadiscono per l’ennesima volta gli appelli alla popolazione a prestare la massima attenzione e la maggior tutela possibile delle persone care che sono in là con gli anni.

La seconda è il contrasto allo sfruttamento della manodopera e al caporalato. Nell’anno in corso, grazie al prezioso supporto del nucleo ispettorato del lavoro, spiccano la più recente portata a termine a Casteldasso, dove si è raggiunto un importantissimo risultato non soltanto investigativo, dopo aver accertato la posizione di quasi 150 lavoratori, sequestrato più di mezzo milione di euro ritenuto provento illecito e disposto magistratura il controllo giudiziario dell’impresa, che così ha potuto continuare a svolgere la sua attività imprenditoriale e dare lavoro alle sue centinaia di braccianti; ma spicca anche l’attività condotta con la Procura di Civitavecchia che ha portato alla scoperta di un sistema di sfruttamento e caporalato, seppur di dimensioni considerevolmente più ridotte, che però vedeva coinvolte ben 6 aziende, di cui 4 sono state sospese.