Gaetano Alaimo

NewTuscia – VITERBO – Monsignor Orazio Francesco Piazza, alle 16.10, ha ufficialmente preso la guida della Diocesi di Viterbo. Il vescovo uscente Lino Fumagalli ha ceduto, per limiti d’età, dopo 11 anni di episcopato, il suo incarico al Vescovo uscente di Sessa Aurunca. E gli è stato accanto per tutta la celebrazione visibilmente commosso.

In una cattedrale di San Lorenzo gremita in ogni ordine di posti, alla presenza delle massime autorità civili e militari, Orazio Francesco Piazza è stato ricevuto da una lunghissima folla di fedeli, dai vertici delle Università cattoliche in cui ha insegnato (Università del Sannio, in cui è stato docente di Etica sociale alla Facoltà di Scienze Economiche ed Aziendali e la Pontificia facoltà teologica dell’Italia Meridionale, in cui è stato professore ordinario di Ecclesiologia e Mariologia). Insieme a loro tanti cittadini della Diocesi di Sessa Aurunca che l’hanno voluto salutare con grande partecipazione.

A portare il saluto della comunità viterbese sono stati la sindaca di Viterbo Chiara Frontini ed il presidente della Provincia Alessandro Romoli, che hanno ringraziato monsignor Fumagalli per il suo impegno più che decennale ala guida della Chiesa di Viterbo e garantito a Monsignor Piazza la vicinanza ed aiuto per lavorare al meglio per il bene della comunità.

Impeccabile l’organizzazione generale della giornata a cura della Diocesi di Viterbo e di Don Emanuele Germani, responsabile della comunicazioni sociali.

“Due invocazioni si incrociano –  ha detto Monsignor Piazza nel suo intervento dopo la lettura delle sacre scritture – in questo momento di grazia per questa nostra chiesa locale in cammino sinodale inserito nel cammino della chiesa universale: sono due invocazioni che raccolgono già un’eredità del fratello Lino, per me già feconda di futuro, la raccolgo, la vedo preziosa, e certamente mi impegnerò a far sì che nulla sia perduto. Sono due invocazioni che sono anche emerse nei saluti iniziali, che sembrano formali ma non lo sono, sono l’espressione del nostro contesto di vita, della nostra quotidianità. L’una l’invocazione di una chiesa in cammino, definita dal sindaco carovana solidale, così anche ho sentito ripetere, è certamente chiamata in causa un’umanità segnata da tante contraddizioni. Questo vieni Signore Gesù, questa invocazione a Cristo luce del mondo, colui che ci toglie dalla tenebra della paura, dell’ansia, nel rimanere sconfitti dalla preoccupazione che, invece, dovrebbe divenire azione: più che preoccupati dovremmo impegnarci a vivere. Ed è un’invocazione che assume un tono sempre più denso oggi dove la difficoltà economica, la lacerazione sociale, soprattutto questa atteggiamento predatorio che rende il nostro ambiente di vita meno umano e, soprattutto, meno solidale, non solo verso l’uomo ma anche verso il creato. Un’economia molto spesso aggressiva, disumana, senza cuore, che dimentica i volti delle persone, delle famiglie, che sono chiamate a rispondere quotidianamente con quell’impegno del lavoro che, molto spesso, non c’è, ed è un’invocazione che rivolgiamo in alto ed in avanti verso colui che ci viene incontro, Cristo nostra speranza”.

Il nuovo Vescovo di Viterbo ha subito fatto capire che contano l’aspetto della fede e spirituale ma vanno tradotti in azione ed in aiuto concreto verso chi soffre ed è indietro.

“L’altra invocazione – ha continuato Monsignor Orazio Francesco Piazza – scende dall’alto fratelli miei, Dio spera in noi, è lui che invoca la nostra corresponsabilità. E la parola di Dio di questa sera traccia un sentiero molto chiaro, inequivocabile, ci viene dettata la prospettiva e ci vengono date le condizioni erché questa due invocazioni possano trovare lo spazio comune di un’umanità redenta e trasformata in pienezza, quella pienezza di vita che tutti ci auguriamo e speriamo possa abitare presto il cammino dell’uomo. C’è stato detto con chiarezza che giustizia e pace, fedeltà e giustizia debbano essere la cintura dei nostri fianchi: l’illegalità diffusa, quwgli atteggiamenti superficiali, talvolta inducono a girarsi da un’altra parte, diventando spettatori, responsabili ancora di più di coloroc he provocano queste azioni predatorie nel creato, nell’economia, nel vissuto, nello stile di vita. Abbiamo bisogno di prendere posizione: all’invocazione corrisponde la risposta alla speranza di Dio in noi, lui spera in noi. Ha bisogno che sentiamo il protagonismo di costruire e trasformare la nostra vita, talvolta utilizziamo atteggiamenti molto vacui, speriamo che la vita venga trasformata così, un mero miracolo. Il miracolo è la responsabilità di ognuno di noi che risponde alla chiamata di Dio attraverso le indicazioni che questa sera diventano programmatiche. Diventano un tragitto da seguire, la carovana che è l’umanità, la chiesa in ciò assume la sua responsabilità e ciascuno di noi in questa sinodia. Fratelli, spesso parliamo di responsabilità e di altre parole ma ci dimentichiamo che tutto questo ha un volto, dietro ci sono persone con storie precise, con esperienze condivise e che spesso raccontano insieme la fatica del vivere. Ecco perché ci viene chiesto di cambiare prospettiva”.

Da questa prima parte dell’intervento di Monsignor Piazza si evince un nuovo Vescovo molto pragmatico, che unisce i principi della Chiesa cattolica all’impegno sul campo, perché nei tempi che stiamo vivendo rimanere su vuoti principi astratti, come ha chiarito Piazza, non serve a nulla, anzi, peggiora delle situazioni quotidiane di vita già largamente complicate. Il resto del discorso potete vederlo nella diretta integrale sopra.

Parte un nuovo cammino, quindi, che Monsignor Orazio Francesco Piazza ha garantito coniugherà con il solco tracciato da Monsignor Lino Fumagalli e con la sinergia e la collaborazione con tutte le istituzioni locali e la comunità dei fedeli.

Buon lavoro Monsignor Piazza!