NewTuscia – CORCHIANO – Argento, bronzo, bronzo: terno secco. Anzi poker, perché c’è pure il premio per l’innovazione. Un risultato dolce, dolcissimo, quello conquistato da Monia Achille della Pasticceria Cioccolateria Isanti di Corchiano – impresa di casa CNA – agli “International Chocolate Awards”. Niente però arriva per caso, dietro infatti ci sono anni di passione, studio ed esperienza. E così è riuscita a svettare per ben quattro volte in mezzo a centinaia di partecipanti di tutto il mondo.

Perché di mondiale si tratta. E lei si è fatta largo con “Ma rrakech” (medaglia d’argento e premio per l’innovazione), “Ma miele e sambuco” (bronzo) e “Ma karkade” (bronzo). La premiazione si è svolta online dopo che i campioni dei vari prodotti sono stati inviati ai giudici sparsi per il globo.

Ecco come la protagonista descrive “Ma rrakech”. “Nella confezione – dice Monia Achille, che è anche docente del Gambero Rosso – è presente un vero e proprio cioccolato, non in polvere, aromatizzato e in questo caso anche vegano, insieme a un sacchetto contenente the alla menta e rose, che una volta messo in infusione viene versato sul cioccolato creando così una cioccolata calda. Come era in origine, ovvero non con il latte ma con l’acqua”.

Gli altri due: “Ma karkade” è sempre una cioccolata calda, che nasce in questo caso dai fiori di ibiscus: unisce karkadè e cioccolato. “Ma miele e sambuco” mette invece i due prodotti con il the. Da notare la finezza: Corchiano, dove lavora Monia, è territorio ricco di sambuco.

Tanto per rendere l’idea: i partecipanti erano centinaia e la giuria, ovviamente, qualificatissima. L’unica che rilascia un feedback a tutti, anche ai non premiati, in modo che ognuno possa capire dove deve migliorare. I campioni sono stati inviati a fine agosto. La genesi dei prodotti di Monia Achille è un mix tra le sue esperienze professionali e storia. “Facendo quest’anno il terzo livello di chocolate taster – spiega – abbiamo affrontato durante il corso la nascita del cioccolato nella sua parte storica. All’inizio era usato come bevanda fatta appunto con l’acqua. Da qui mi è venuto in mente di creare la mia cioccolata calda, che ancora non avevo. Ed essendo anche the tester, volevo sfruttare la mia competenza pure in questo campo”.

Insomma, “di solito la cioccolata calda si consuma per merenda, come il the. Perché dunque scegliere quando puoi avere tutto in un unico prodotto? E poi volevo cercare di fare qualcosa di diverso”. Il verdetto non è stato annunciato prima: al momento della premiazione i partecipanti erano tutti online. “Non mi aspettavo questi risultati, perché era la prima volta che creavo una cioccolata calda”. E adesso? “Continuerò a provarci, perché mi piace la competizione e mi stimola. E poi vorrei portare il territorio fuori dai confini, farci conoscere – conclude Monia Achille – valorizzando allo stesso tempo i nostri prodotti”.

“Il cibo degli Dei in Italia”, l’indagine CNA Agroalimentare sulla cioccolata

Tutti pazzi per il cioccolato: in Italia i consumi sono in crescita e il business vale 2 miliardi, con un aumento delle vendite del 18,5% nell’ultimo anno. Sono 4 i chili di cioccolato pro capite che gli italiani consumano ogni anno. La prima regione, in termini percentuali, per imprese che producono e lavorano il cioccolato in rapporto al totale di quelle dell’industria agroalimentare, è la Val D’Aosta, seguita dalla Sardegna. Il Lazio è sul podio in terza posizione. In Italia ci sono 7.100 imprese che producono e lavorano il cioccolato, 565 delle quali nel Lazio.
Quanto all’incidenza delle imprese che lavorano e producono il cioccolato sul totale nazionale di quelle del solo cluster del cioccolato, Viterbo si posiziona al 76° posto su 107 con 28 imprese, lo 0,39% del totale. Mentre Roma è seconda con 364 (5,1%). L’indagine è stata effettuata su dati Infocamere.