NewTuscia – Una stufa a pellet rappresenta una buona alternativa per il riscaldamento domestico anche ora che il prezzo di gas ed energia cresce e rischia di far lievitare la bolletta? La risposta è, in breve, sì e qui di seguito proveremo a capire perché e come migliorare la resa di una stufa a pellet, soprattutto per chi, oltre al proprio portafoglio, è più attento all’ambiente.

Per molti versi, infatti, quella della stufa a pellet è una soluzione sostenibile per il riscaldamento degli ambienti domestici. È una delle più sostenibili, soprattutto, tra quelle che non richiedono di interventi strutturali sull’edificio (come succede, invece, quando si opta per il riscaldamento a pavimento) o un investimento iniziale non indifferente (com’è quello per l’installazione del solare termico). Lo è in virtù del fatto che utilizza come unico combustibile il pellet, appunto, che altro non è che lo scarto della lavorazione del legno pressato.

Come scegliere e perché conviene la stufa a pellet

Secondo le rilevazioni più recenti, il costo del pellet varia dagli 8 ai 15 euro a sacco (per uso domestico è venduto in genere in sacchi dal peso di 10-15 chili). Nonostante abbia subito un aumento, anche solo rispetto allo scorso autunno, insomma, il pellet conviene ancora rispetto al metano: si stima che utilizzando stufe a pellet il risparmio è di oltre 160 euro sulla spesa media per il riscaldamento delle famiglie italiane. Considerato che il costo del pellet ha una certa stagionalità, e cioè si abbassa da aprile a luglio per ricominciare a crescere in agosto, si può provare a risparmiare ancora di più acquistandolo in scorta durante l’estate.

Naturalmente anche la scelta di marca, modello e tipologia di stufa a pellet fa la differenza sia quanto a spese per il riscaldamento e sia quanto a resa. La prima buona notizia è che portali specializzati come Zeta Idraulica offrono ai propri clienti un vasto assortimento di stufe a pellet delle migliori marche, tra cui non deve essere difficile il modello che meglio asseconda le proprie esigenze. La seconda è che anche le più semplici delle stufe a pellet, le cosiddette stufe a pellet ad aria, sono perfettamente in grado di riscaldare un appartamento in città di medie dimensioni. Per ottimizzare il risultato l’ideale sarebbe posizionare la stufa nella stanza più centrale dell’abitazione in maniera tale che il calore possa circolare anche nelle altre; è importante, però, anche assicurarsi che gli ambienti della propria casa non disperdano calore e ciò è tanto più possibile quanto porte e infissi sono ben isolanti, per esempio; naturalmente bisogna fare attenzione anche scegliere una stufa a pellet dalla potenza adeguata (sono oggetti, infatti, che hanno una componente elettrica che permette loro di funzionare ed emanare calore). Oggi in commercio si trovano modelli più moderni di stufe a pellet smart, e cioè che possono essere controllate anche a distanza e tramite smartphone, e in questo caso il vantaggio è soprattutto pratico. Le stufe a pellet canalizzate risolvono, invece, uno dei problemi più comuni in città e in appartamento, e cioè non avere spazio a disposizione per la canna fumaria: possono avere un costo maggiore, però, soprattutto legato all’installazione. Le idrostufe, infine, sono particolari stufe a pellet che hanno un circuito anche per l’acqua e possono essere utilizzate, per questo, anche per ottenere acqua calda in bagno e/o in cucina.