Gaetano Alaimo

NewTuscia – VITERBO – Don Luigi Giussani, venuto a Viterbo nel 1977, è stato il fondatore di Comunione e Liberazione ed ha rappresentato un punto di riferimento per tutti i cattolici non solo per la sua attività di educatore ed insegnante, come teologo e formatore, ma anche per la sua passione ed esempio umano nei confronti dei giovani.

I 100 anni dalla nascita sono stati celebrati anche a Viterbo presso il Centro di documentazione diocesano di Viterbo, contemporaneamente a commemorazioni nazionali ufficiali in Vaticano ed in altre parti d’Italia, in particolare a Milano dove insegnò e visse.

La vita di Don Giussani, nato nel 1922, è stata subito dedicata alla Chiesa ed al suo messaggio. Viene ordinato sacerdote il 26 maggio 1945, in pieno periodo di ripresa e ricostruzione per un’Italia distrutta, ed il 18 settembre ottiene la licenza in Sacra Teologia. Nel 1954 ottiene il dottorato in Teologia col massimo dei voti e, nel frattempo, i suoi viaggi in treno verso Milano (era di Desio) ed i suoi confronti con i giovani si moltiplicano per la consapevolezza che, tra i ragazzi, ci sono spesso luoghi comuni ed ignoranza nei confronti dei principi del cattolicesimo e della Chiesa. Quella di Don Giussani è una vera e propria missione di educatore e, studi e vita, saranno dedicati a formare in primis i giovani e le comunità.

Nel 1954 Don Giussani passa dall’insegnamento in Seminario al Liceo Classico Giovanni Berchet di Milano applicando questi principi, mentre nel movimento Gioventù Studentesca la formazione si fa completa per i giovani, anche morale e sociale, non limitandosi solo a quella religiosa. Qualche grave acciacco di salute, tra cui la pleurite, non lo fermano e continuerà senza sosta nella sua vita di insegnante, scrittore ed educatore. Tanti i testi  teologici che, fino alla sua scomparsa, saranno a sua firma.

 

Negli anni Sessanta Don Giussani ottiene prima, dal 1959, un aiuto dall’Arcivescovo di Milano Giovan Battista Montini, presto Papa Paolo VI, per ampliare l’attività di Gioventù Studentesca, mentre nel 1964 inizia ad insegnare all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Gli anni ’60 sono per lui ricchissimi dal punto di vista della formazione personale. Va negli Stati Uniti per approfondire i suoi studi sul Protestantesimo americano. In questo periodo è forte il contrasto con il nuovo Arcivescovo di Milano Colombo perché gli viene, di fatto, negata la formazione continuativa tra Gioventù Studentesca ed Università, in quanto secondo l’alto prelato e la Diocesi di Milano la formazione cattolica universitaria doveva essere organicamente gestita dalla Fuci.

Da qui le basi per la più grande “creazione” di Don Giussani, Comunione e Liberazione di cui prende la guida. Il movimento è la conseguenza più logica dell’esperienza di Gioventù Studentesca, nata nel 1954 (e fino ad allora “costola” dell’Azione Cattolica), e punta alla formazione continuativa degli studenti, anche a livello universitario, nella consapevolezza che tutta la persona debba essere educata alla cultura cattolica in ogni momento e parte della propria vita e non solo nel momento della scuola. Il valore ufficiale formativo ed educativo di Comunione e Liberazione viene presto ufficializzato dalle gerarchie ecclesiastiche e riconosciuto a tutti gli effetti dalla Chiesa.

Nel 1983 Papa Giovanni Paolo II nomina Monsignore Don Giussani. Gli anni che seguiranno rappresenteranno un conferma continuativa dell’instancabilità di Giussani: nel 1987 è consultore del Pontificio Consiglio per i Laici, nel 1989 è tra i fautori del Banco Alimentare e, nel 1997, arriva all’Onu per la presentazione del suo scritto “Il senso religioso”.

E’ in corso il processo di beatificazione e canonizzazione di Don Giussani che è venuto a mancare il 22 febbraio 2005 a Milano.