La ceramica tardomedievale e le fabbriche di ceramiche aquesiane alla due giorni di convegno a Roma. A presentare gli interessanti studi dei ritrovamenti aquesiani L’arch. Renzo Chiovelli, Giulia Maria Palma e Vania Rocchi

NewTuscia – ROMA – Acquapendente desta attenzione tra gli studiosi nel convegno svoltosi a Roma organizzato dal dipartimento di scienze dell’antichità dell’Università La Sapienza di Roma  Gli studi dell’architetto Renzo Chiovelli di Maria Palma e Vania Rocchi aprono nuovi orizzonti negli studi della maiolica arcaica: “I ritrovamenti della maiolica arcaica di Acquapendente permettono di fare nuova luce sulla ceramica tardomedievale”. Chiovelli ha presentato in un convegno presso la società Romana di storia patria a Piazza della Chiesa nuova, gli studi effettuati sul ritrovamento della maiolica arcaica ed il ruolo, tutto da riscrivere, che ebbero le fabbriche di ceramiche aquesiane nella diffusione di dette maioliche nei musei e nelle collezioni private. Il Dott. Chiovelli, era relatore dell’Università La Sapienza di Roma: “Nel 1995 , nei sotterranei dell’ex convento duecentesco di Sant’Agostino ad Acquapendente, poi divenuto scuola elementare, fu rinvenuta una stanza parzialmente scavata nel banco di tufo . Il vano interrato era completamente pieno di maiolica arcaica trecentesca, Questa comprendeva maioliche dello stesso convento , ma anche di numerose famiglie aristocratiche dell’epoca, come i Monaldeschi, i Ranieri, Orsini ed altri.

Gran parte degli oggetti, oggi esposti al Museo della Città in Acquapendente, si presentavano ancora intatti, come se fossero stati sotterrati nella fossa ancora in buono stato. – riferisce – Questo fa pensare che si sia trattato di una sorta di grande ‘butto’ di peste. Difatti dal 1348 in poi, vi furono varie ondate di pestilenze che seguirono per alcuni decenni la cosiddetta ‘peste nera’ che mietette numerose vittime anche in tutta la Tuscia. Proprio in una di queste ondate della seconda metà del XIV secolo, secondo la sua agiografia, fu in Acquapendente San Rocco e vi fece i suoi primi miracoli proprio nell’ospedale per appestati di San Gregorio”. “Il mio intervento alla conferenza romana è stato relativo all’importanza del ritrovamento aquesiano di maiolica arcaica, ma anche e soprattutto sulla ricostruzione del commercio verso musei e collezioni private all’estero che di tali reperti arcaici si fece a partire dall’inizio del secolo scorso.

Ho delineato anche l’importante ruolo che antiquari come Domenico Fuschini, che dal 1926 aveva aperto una fabbrica di maioliche artistiche ad Acquapendente, ebbero in queste esportazioni, tra veri reperti e falsi d’autore che tutt’oggi si trovano in vari musei del mondo.I ritrovamenti della maiolica arcaica di Acquapendente permettono di fare nuova luce sulla storia della ceramica tardomedievale, così come nasce l’esigenza di tornare ad indagare e riscrivere il ruolo che personaggi e fabbriche ceramiche aquesiane ebbero nella diffusione della maiolica arcaica in molti musei e collezioni internazionali”.

Anna Maria Vinci