NewTuscia – CIVITAVECCHIA – Riceviamo e pubblichiamo.

Venerdì 18 novembre 2022 si è svolto, nella Cattedrale di Civitavecchia, un convegno su “Il servizio della Carità nella Chiesa e nell’Ordine di Malta”, organizzato dalla Delegazione Viterbo – Rieti del Sovrano Militare Ordine di Malta e coordinato dal dott. Alessio Bruno Bedini.

Tra le personalità che hanno rivolto i saluti: l’Ospedaliere del Gran Priorato dell’Ordine di Malta, Carlo Vitalini Sacconi, anche a nome del Gran Priore Balì Fra’ John Critien, il Delegato per Viterbo- Rieti, Roberto Saccarello, il Sindaco di Civitavecchia, Ernesto Tedesco, il Direttore Caritas, Enzo Ferraccioli e il Responsabile del Centro dell’Ordine di Malta a Civitavecchia, dott. Fabio Uzzo.

Tra i relatori, S.E. Mons. Gianrico Ruzza, vescovo di Civitavecchia – Tarquinia, che  ha parlato su “Il Servizio della Carità nella Chiesa di oggi”, sottolineando come la Carità che la Chiesa offre, comprende tutti gli aspetti della vita umana; deve quindi essere ascoltato  in modo profondo e attento il vissuto delle persone, con le loro ferite e le loro bellezze. Solo in questo modo i credenti saranno protagonisti di una rivoluzione culturale autentica, per cui la carità diverrà un amore diffusivo e pervasivo.

Il presidente della Società Storia Civitavecchiese, Enrico Ciancarini, ha tenuto poi  una relazione su “La carità a Civitavecchia nel passato” offrendo ai convenuti diversi interessanti spunti su come gli ordini religiosi, le confraternite e le altre istituzioni ecclesiali operavano. Filippo Orsini, delegato per l’Umbria dell’Ordine di Malta, ha quindi relazionato su “Assistenza caritativa nel passato”, spaziando in un area territoriale più vasta e puntualizzando su come anche il concetto di povertà sia profondamente cambiato tra il medioevo, il rinascimento e l’età contemporanea.

Ha concluso il convegno S.E.  Mons. Andrea Ripa, Vescovo titolare di Cerveteri, Segretario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e Cappellano Capo del Gran Priorato di Roma, parlando su “La Carità come obsequium nel carisma melitense”, delineando tre elementi essenziali della carità come obsequium pauperum all’interno della spiritualità e della vita dell’Ordine di Malta: il  primo è rappresentato dalla  missione originata dalla fede e che riguarda tutti i componenti dell’Ordine; il  secondo,in quanto missione comune, richiede poi  di essere vissuto nella forma dell’ospitalità,attraverso  la quale l’assistito viene accolto in un rapporto di evangelica uguaglianza e pari dignità, nonché di “compassione”, cioè di “sentire insieme”. Il terzo aspetto della carità  intesa come obsequium, infine, è il viverla e praticarla liberi da ogni spontaneismo o proselitismo. La carità va considerata come un atto evangelicamente dovuto al povero, perché è dovuto a Cristo, presente nei “Signori Assistiti”.