NewTuscia – TERNI – E’ passato stamattina all’unanimità in Consiglio il piano provinciale sulle “linee guida per la programmazione territoriale della rete scolastica e dell’offerta formativa in Umbria per gli anni scolastici 2022/2023, 2023/2024, 2024/2025.

“Abbiamo accolto le richieste delle scuole e dei Comuni sia in merito all’offerta formativa che alle deroghe per il dimensionamento scolastico nei territori più periferici che hanno difficoltà con le iscrizioni”, ha detto la presidente della Provincia Laura Pernazza. “La scelta di accogliere le richieste si inserisce nell’obiettivo fondamentale di costruire una formazione che dia sempre di più risposte alla domanda proveniente dal territorio e dalle aziende.

Abbiamo poi accettato le istanze di proroga delle scuole sotto dimensionate perché siamo convinti che qualsiasi chiusura sarebbe una perdita per tutta la provincia”. La presidente ha parlato inoltre del progetto a cui sta lavorando l’amministrazione per realizzare un evento in grado di far incontrare domanda e offerta e di aiutare i giovani e le loro famiglie a fare le scelte migliori per il futuro. “L’iniziativa – ha spiegato la Pernazza – ha l’obiettivo di mettere in stretta comunicazione domanda e offerta e di guardare sia al domani dei giovani che ad una formazione adeguata alle richieste del territorio e del tessuto economico”.

Il consigliere di “Nuova Provincia Terni”, Federico Pasculli ha sottolineato “l’importanza di poter avere un Its anche in provincia di Terni per dare la possibilità a chi esce dalle superiori di formarsi sulla base di reali esigenze del mondo del lavoro”.

Anche Gianni Daniele di “Provincia Libera” ha rimarcato l’esigenza della salvaguardia di una didattica di qualità “che – ha detto – deve essere applicata al territorio, in modo da poter far fronte alle richieste che da esso provengono”.

La vice presidente della Provincia Monia Santini ha infine evidenziato la necessità di una presenza costante delle istituzioni, “in particolare – ha spiegato – Regione, Provincia e Comuni, per sensibilizzare oltre ai ragazzi anche le famiglie. Abbiamo scuole di altissimo livello che i giovani potrebbero frequentare ma a volte essi non trovano rispondenza nelle aspirazioni delle loro famiglie. Per questo – ha concluso – c’è bisogno di un sistema che raccordi, studenti, ambienti famigliari e richieste ed esigenze provenienti dal territorio”.