NewTuscia – VITERBO – Grande successo per “I buoni frutti della buona terra”, la decima edizione dello Slow Food Village, in programma a Valle Faul-Viterbo dal 22 al 23 ottobre, organizzato da Slow Food Viterbo e Tuscia con la collaborazione di Slow Food Lazio e il patrocinio di Slow Food Italia.

Quest’anno la manifestazione è stata caratterizzata dal focus sull’agricoltura sociale, realizzato insieme all’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della provincia di Viterbo presso l’Auditorium della Fondazione Carivit. I numerosi e qualificati interventi provenienti da ogni parte d’Italia – in rappresentanza di istituzioni, produttori, associazioni di categoria, ordini professionali, università, organizzazioni non profit, mondo della scuola e della sanità, Comunità Slow Food – ha costituito un momento significativo di confronto e di elaborazione di proposte per arrivare alla creazione della rete Slow Food dell’agricoltura sociale e alla stesura di un documento di posizione dell’agricoltura sociale buona, pulita e giusta. Grande partecipazione e applausi ha suscitato la proiezione in anteprima nazionale del cortometraggio “Uno sguardo dall’altro”, realizzato nell’ambito del progetto di agricoltura sociale “Innesta”. Negli stessi giorni nell’area del parcheggio di Valle Faul è stata inaugurata la prima edizione della fiera-mercato “Tuscia in Bio”, frutto della collaborazione di Cooperazione contadina, Mercato della Terra di Slow Food Viterbo e Tuscia, i Biodistretti della Via Amerina e delle Forre, del Lago di Bolsena e della Maremma etrusca e monti della Tolfa, e il supporto di Aucs, Arci Viterbo e Amici di Galliana. Questi gli espositori presenti tra produttori agricoli e artigianato artistico biocompatibile: Poleggi, Fattoria Solidale, La Romanella, Comunaletto, La Culla Di Maggini Giulia,  Pesano, Fiorucci, Opificio 13, Laboratorio Dei Sogni, Semi di Tuscia, Savini, Volta ja Terra, Il Sambuco, La Cascina delle Pantane, Teveriva, Chierici, Ferri, Manca, Ezio Maggini, Bekibio, Sapori di Ieri, Enrico Meini, Mazzi Mirella, Ass. U-Mani, Volta La Terra, Fattoria Faraoni, Cibofficina, Arvalia, Caffè Pefè, Birrificio Free Lions, produttori del  Biodistretto della Via Amerina e delle Forre.

Come di consueto lo Slow Food Village ha proposto un ricco programma di animazione: i laboratori del gusto sui fiori eduli, i micro ortaggi e il miele; gli incontri sul caporalato, lo spreco alimentare nei panifici, le nuove forme di sviluppo delle piccole aziende agricole e sull’utilità degli insetti in agricoltura; gli show cooking dei Cuochi dell’Alleanza sulla nocciola, il Pamparito di Vignanello e le ricette del riuso; gli spettacoli estemporanei di Pietro Benedetti, gli artisti di strada del “Circo Verde” e “Teverina Buskers”, il gruppo musicale Gran Caciara Ensamble”; la ludoteca per bambini a cura di Arci Solidarietà. Inoltre sono stati coinvolti i ristoranti e street food di Viterbo e provincia con la proposta del Menù Slow Food Village. Nel centro storico presso: Ristorante O’Sarracino, Ristorante “Al Vecchio Orologio”, Paninoteca “Leccabaffo”, Piadineria artigianale “Buongusto” e la  Gelateria “Gelart”. Nella Tuscia: Trattoria “Il Moderno” (San Martino al Cimino), Agriristoro “Il Calice e La Stella” (Canepina), “Il Forno di Ezio Gnisci” (Vignanello), “Mactra” (Vitorchiano), l’Agriristorante “Il Casaletto” (Grotte S. Stefano). Infine nel corso della manifestazione si è svolto il tour “Acquapendente da scoprire” nell’ambito degli itinerari di “Cammini di Comunità” con oltre 30 partecipanti, a cura della Comunità Sow Food di valorizzazione dell’agricoltura sociale dell’Etruria meridionale in collaborazione con Alicenova. Particolarmente emozionante è stato il momento finale della manifestazione a Valle Faul con la consegna del Premio “Italo Arieti” alla memoria di Alberto Valentini, pioniere dell’agricoltura biologica e presidente di Slow Food Viterbo e Tuscia, consegnato alla moglie Edda e ai figli Marco e Lorenzo. “Il nostro auspicio – commenta Marco Tortolini, presidente di Slow Food Viterbo e Tuscia  – è che questa decima edizione dello Slow Food Village sia stata quella della rinascita. E’ stato bello vedere tante persone fermarsi presso gli stand di Tuscia in Bio e assistere agli show cooking e agli spettacoli degli artisti che si sono esibiti. Così come molto partecipati sono stati i dibattiti e le tavole rotonde”. “Sono convinto – dichiara Luigi Pagliaro, presidente di Slow Food Lazio – che con lo Slow Food Village di quest’anno sia stata compiuta una tappa significativa di cui nei prossimi giorni si continuerà a parlare anche fuori Viterbo per le proposte lanciate sull’agricoltura sociale buona, pulita e giusta. Inoltre è nato un sodalizio tra realtà che credono e promuovono l’agricoltura biologica e che certamente a breve proporranno nuove edizioni della fiera Tuscia in Bio”.Lo Slow Food Village 2022 è stato inserito nell’Almanacco degli investimenti culturali del Comune di Viterbo. Oltre all’Amministrazione comunale hanno dato il loro patrocinio: Regione Lazio, Provincia di Viterbo, Camera di Commercio Rieti-Viterbo, Università degli studi della Tuscia, Arsial, Fondazione Carivit, Istituto universitario Progetto Uomo, Confartigianato Viterbo, Confcooperative Lazio Nord, CNA Viterbo e Civitavecchia, Coldiretti Viterbo, Aicare, Arci Solidarietà, Aucs, Fipe-Confcommercio Rieti-Viterbo, Collegio degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati di Roma, Rieti e Viterbo, Suore Ospedaliere Villa Rosa. 

 Per informazioni: www.slowfoodvillage.it / Facebook Slow Food Viterbo e Tuscia – tel. 335.318537