NewTuscia – CASCINA -PISA

 Labaro è stato inaugurato con una significativa funzione svoltasi all’interno della sede del Museo della Società Operaia Legno e Mestieri (Piccoli Musei Italiani) e benedetto dall’Arcivescovo di Pisa, Mons. Giovanni Paolo Benotto.

L’arrivo del Vessillo è stato possibile grazie alla sentita vicinanza di soci e cittadini che non si sono risparmiati neppure durante la cerimonia, partecipando con sentimento e commozione.

Durante il rito liturgico è stato esposto un grande crocifisso intagliato dal maestro del legno Modesto Giancarlo, presente alla funzione, per dimostrare quanto la Società Operaia, insieme i suoi soci, sia ancora presente per valorizzare l’artigianato artistico del territorio.

L’Arcivescovo Giovanni Paolo Benotto si è emozionato nel vedere le nove stanze tematiche del Museo, raccontate dal Presidente dell’associazione Meri Gronchi, dalla lettura della poesia dedicata al nuovo labaro della poetessa cascinese Antonella Iacoponi e dal dono che il Sodalizio ha offerto a Sua Eccellenza.

Il presidente Meri Gronchi: “Si avvicinano i 160 anni di vita per la Società Operaia di Cascina e il consiglio direttivo ha ritenuto opportuno arricchire il patrimonio storico e culturale che l’Associazione custodisce anche con un nuovo Vessillo, cosi’ che le generazioni future possano elevare i valori della Società Operaia, come noi attuali volontari facciamo con le bandiere che abbiamo ereditato.

Cascina ha la fortuna di avere una delle Associazioni piu’ antiche d’Italia, questo storico sodalizio, tesoro di storia, cultura e tradizioni cascinesi e i cittadini ne devono essere orgogliosi.

Oggi, nell’Ottobre 2022, siamo riusciti a regalare un nuovo labaro a questo sodalizio. Perché un labaro? Perché il labaro rappresenta di per se il centro ideale di raccolta dei principi ispiratori comuni per chi partecipa attivamente con fede; la fede di una Cascina che ha cercato di riscattarsi, migliorarsi e aiutarsi, ottenendo tale risultato al di là di ogni divisione politica, sociale o di consorteria varia.

Tutti assieme hanno fatto di Cascina e della Società Operaia una realtà indiscussa.

I colori del nostro labaro riprendono il vecchio sistema di rappresentazione della Società Operaia, infatti, precedentemente, vi era la bandiera tricolore, con l’effige del sodalizio.

Ma perché il tricolore?

Il tricolore era, ed è, il segno tangibile di fede, unità e patriottismo, che sempre hanno connotato la Società Operaia ed i monumenti che oggi caratterizzano Cascina ne sono una testimonianza.

Senso di appartenenza, onore, rispetto, dovere, sacrificio e dignità sono valori che, seppur desueti e gravosi, oggi giorno, per noi, rimangono la pietra miliare di questo nostro cammino, iniziato nel 1863 e che il nuovo labaro, da adesso, sintetizza e ricorderà ovunque sarà presente.

Col cuore pieno di gioia, vi ringrazio tutti per questa occasione e vi saluto con il nostro motto:

onestà e lavoro.

Grazie.”-               

 Il presidente Meri Gronchi