NewTuscia – SORIANO NEL CIMINO – Nel pomeriggio di sabato 22 ottobre 2022, i carabinieri del Comando Provinciale di Viterbo, con il supporto di quelli della Compagnia CC di Tivoli (RM), hanno dato esecuzione ad una seconda ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Viterbo, su proposta della Procura della Repubblica, nei confronti di una donna, ritenuta – in concorso con altre due persone, già sottoposte a provvedimento restrittivo – gravemente indiziata del delitto di omicidio volontario.

Si ricorderà che il 7 agosto 2022 a Soriano nel Cimino (VT), un uomo del posto, appena uscito dalla sua abitazione, veniva bloccato mentre si trovava alla guida della sua autovettura ed assassinato con diversi colpi di arma da fuoco. Le indagini immediatamente avviate sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Viterbo mettevano subito in evidenza che l’azione delittuosa era il frutto di un agguato organizzato in ogni minimo dettaglio, preceduto anche da sopralluoghi nella zona teatro dell’omicidio.

Nella prima fase delle indagini si accertava che tre persone, a bordo di due autovetture, una delle quali risultata asportata alcuni mesi prima, avevano raggiunto la località rurale di Acquafredda-Basso della Campana, dove attendevano l’uscita dalla propria abitazione della vittima, gli bloccavano la strada e a distanza ravvicinata gli esplodevano sei colpi di arma da fuoco al capo e alla parte superiore del corpo, provocandone la morte immediatamente.

Le indagini consentivano lo scorso 13 settembre di dare esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due italiani, residenti nella periferia est della Capitale, provvedimento tuttora in essere e, per uno di loro, confermato anche dal Tribunale per il Riesame di Roma.

Il successivo sviluppo investigativo ha permesso di accertare che il “gruppo di fuoco” si muoveva sulla base di precise indicazioni fornite da una donna che aveva preso parte alla pianificazione dell’azione omicidiaria fin dall’inizio della sua ideazione.

Gli elementi indiziari raccolti a carico della predetta sono stati ritenuti particolarmente gravi dal G.I.P. di Viterbo che, anche in ragione della sussistenza dell’esigenze cautelare, ha emesso il provvedimento restrittivo in questione. La persona interessata dalla misura cautelare è stata associata presso la Casa Circondariale Rebibbia di Roma.

I fatti oggetto del procedimento penale de quo risultano avere una particolare rilevanza pubblica. Infine, si ritiene opportuno richiamare il principio giuridico secondo il quale: Il soggetto indagato è persona nei cui confronti vengono fatte indagini durante lo svolgimento dell’azione penale; nel sistema penale italiano la presunzione di innocenza, art 27 Costituzione, è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva.