NewTuscia – VETRALLA – Sono uscite le motivazioni della sentenza di condanna all’ergastolo di per omicidio premeditato del figlio Matias di 10 anni lo scorso 8 luglio. Si ricorda che fino alla sentenza definitiva vige la presunzione di innocenza e La difesa può ricorrere in appello.

Mirko Tomkow, il muratore 45enne d’origine polacca che il 16 novembre 2021 ha ucciso, a Vetralla, avrebbe agito, secondo il giudizio di primo grado, per “motivi abietti”, aggravati dalla minore età, dalla minorata difesa e dal vincolo di parentela con la vittima. A questo va aggiunta “l’assenza di qualsiasi manifestazione di pentimento o consapevolezza della gravità dell’atto e come sia stato infierito in maniera reiterata sul bambino, provocandogli una morte non immediata e densa di sofferenza fisica e morale”. Nessuna attenuante, tuttavia, la dinamica dell’omicidio non integra l’aggravante della crudeltà che richiede che “alla vittima vengano inflitte sofferenze che esulano dal normale processo di causazione dell’evento.”

Nel testo si legge anche come i giudici siano rimasti sfavorevolmente colpiti dal disinteresse del padre per il figlio.

Il cadavere di Matias è stato rinvenuto dentro un cassettone del letto con un coltello conficcato nella gola e del nastro adesivo su naso e parte della bocca; il padre sdraiato a terra ubriaco sul pavimento di un’altra stanza con accanto le bottiglie di alcolici ormai vuote e una tanica di benzina di cui anche il corpo del bambino era imbevuto. Il piccolo non è morto subito, raggiunto dai colpi del coltello anche al torace e al capo, sarebbe deceduto per soffocamento, si è trattato di asfissia meccanica violenta provocata dal nastro adesivo e di anemia meta emorragica acuta per via delle lesioni.