NewTuscia – ORTE –  Dallo scorso anno, i Carabinieri del Comando Provinciale di Viterbo sono
impegnati in una campagna di sensibilizzazione delle c.d. fasce deboli per la prevenzione delle truffe in danno, in particolare, degli anziani. In questo ambito, vengono tenuti dai Comandanti di Stazione e di Compagnia incontri presso i centri di aggregazione presenti in tutti i comuni della Provincia. Tra tali eventi, i più recenti sono stati organizzati dalla Compagnia di Civita Castellana lo scorso 2 ottobre proprio presso il centro anziani comunale di Orte e nella giornata di ieri, martedì 18 ottobre, il Comandante della Stazione Carabinieri di Nepi ha incontrato gli anziani del locale circolo comunale. Come di consueto, durante l’incontro, a cui ha partecipato anche il Sindaco, Franco Vita, sono stati forniti consigli e raccomandazioni da adottare in casi sospetti, invitando caldamente la platea a diffidare delle apparenze, raccontando casi realmente accaduti. In tanti casi infatti, i malfattori si sono qualificati quali addetti a società di fornitura di utenze domestiche, avvocati, appartenenti alle Forze di Polizia o addirittura parenti, allo scopo di raggirare le persone più vulnerabili e sottrarre loro denari e preziosi. È fondamentale quindi, in questi casi, allertare i carabinieri attraverso il numero unico di emergenza 112.
I frutti della campagna di sensibilizzazione sono stati subito raccolti. Infatti, i militari della Stazione di Orte hanno denunciato a piede libero un ventisettenne di origine campana che, con un complice non ancora identificato, qualche giorno fa aveva truffato un sessantunenne di Orte.
La vittima aveva denunciato ai Carabinieri che due uomini lo avevano contattato telefonicamente facendogli credere che sua sorella fosse rimasta coinvolta in un incidente stradale e che, per sollevarla da ogni responsabilità, avrebbe dovuto versare una somma di 1.800 euro. Il malcapitato però, non disponendo di tutta quella somma, aveva consegnato 350 euro in contanti nonché la propria carta bancomat, da cui i delinquenti avevano poi prelevato ulteriori 600 euro. Grazie alle telecamere di videosorveglianza dell’ufficio postale e del Comune, gli operanti sono riusciti a risalire alla targa dell’autovettura, scoprendo, con la collaborazione dei colleghi di Popoli (PE), che lo stesso veicolo era già stato usato per la commissione di un’altra truffa commessa, con la stessa tecnica, in quel comune pochi giorni prima, quando alla vittima erano stati sottratti 1.500 euro ed alcuni oggetti in oro. La tempestività con cui la vittima si è rivolta ai carabinieri non appena compreso di essere stata truffata, è stata determinante nella risoluzione del caso, e sottolinea l’importanza degli incontri che l’Arma dei Carabinieri sta organizzando presso i principali punti di aggregazione nell’ambito della campagna di sensibilizzazione sulla tematica.