NewTuscia – Con la crisi energetica globale che sta investendo il paese e il continuo peggioramento delle condizioni ambientali, sono molte le persone che stanno ripensando il proprio sistema energetico. A trainare il trend ci sono sicuramente gli incentivi messi a disposizione dal Governo. Quello che non tutti sanno è che ci sono diversi tipi di autosufficienza: l’indipendenza energetica è possibile per una casa unifamiliare, resta però un investimento impegnativo, proprio per questo motivo la maggioranza dei casi realizzati in Italia si basano sull’impiego di impianti in grado di alleggerire i consumi spendendo cifre ridotte.

Tipologie di impianti energetici per l’autosufficienza

L’indipendenza energetica consiste nel soddisfare completamente i consumi di elettricità di una determinata abitazione facendo uso di fonti di energia rinnovabile. Per fare ciò sono necessari sistemi di produzione energetica come il fotovoltaico, l’eolico o l’impianto solare termico. Con questi sistemi è possibile puntare a tre tipologie di risultati diversi:

  • Autosufficienza energetica reale: consente di avere l’energia necessaria per coprire tutto il fabbisogno.
  • Autosufficienza energetica media bilanciata: in questo caso la produzione energetica annuale dell’edificio corrisponde o supera i valori di consumo.
  • Casa ad energia quasi zero: si basa sulla quantità di energia media necessaria e tiene conto solo dei consumi per il riscaldamento, il raffreddamento e produzione di acqua calda. Non sono quindi comprese le spese relative ad elettrodomestici o simili.

Quali impianti scegliere per l’indipendenza energetica: consigli e caratteristiche

Le scelte principali per l’alimentazione energetica della propria casa sono l’uso di impianti fotovoltaici o l’impianto solare termico. Spesso i due sistemi sono utilizzati in contemporanea.

  • L’impianto fotovoltaico necessità di una pompa di calore per poter distribuire tutta l’energia prodotta. Per farlo basta collegare la pompa di calore ad un impianto fotovoltaico con una batteria di accumulo. La pompa sfrutta l’energia termica gratuita presente nell’aria, acqua o terreno per scaldare e rinfrescare casa e acqua sanitaria. L’uso della pompa necessita anche di energia elettrica che viene solitamente fornita dall’impianto fotovoltaico. La centralità del fotovoltaico è assoluta: l’alimentazione della casa dipende in tutto e per tutto da esso, anche quando è notte o c’è brutto tempo.
  • L’impianto solare termico unito all’impianto fotovoltaico è in grado di coprire il fabbisogno termico annuale. Questo è possibile con collettori di grande superficie che, nelle stagioni più calde, soddisfano completamente la necessità di acqua calda occorrente e, in quelle più fredde, sono un importante integrazione all’impianto di riscaldamento. In questo caso il calore viene immagazzinato in accumuli d’acqua che conservano il calore nel tempo. Se la temperatura esterna scende, l’impianto preleva calore dal serbatoio di accumulo per riscaldare gli ambienti e produrre acqua sanitaria.

Chiaramente, entrambi i sistemi devono essere ideati per soddisfare il proprio fabbisogno in modo incisivo. Per far si che l’impianto sia efficace, è importante ottimizzare i consumi di energia in modo ottimale.

Come ridurre il consumo di energia per rendersi autosufficienti

Bisogna quindi fare uso di sistemi di consumo di energia efficaci ed efficienti per poter vivere senza consumare una quantità eccessiva di energia. L’occhio cade quindi sui sistemi di riscaldamento e raffreddamento e sui sistemi di illuminazione e conduzione dell’elettricità.

Elettrodomestici e illuminazione a basso consumo

Il primo passo da compiere per abbattere i costi energetici è sicuramente quello di utilizzare lampade ed elettrodomestici a basso consumo energetico. Le lampadine da utilizzare sono quelle a fluorescenza, prodotti che spesso vengono confuse con le lampade al neon. Questi articoli contengono gas argon e materiale fluorescente che producono luce ultravioletta quando attraversati da corrente. Possono arrivare a consumare ben il 70% in meno rispetto alle lampadine tradizionali. Mettono, inoltre, a disposizione luce bianca o tonalità più calde.

Per quanto riguarda invece l’utilizzo di elettrodomestici a basso consumo, questi risultano facilmente identificabili grazie alla classificazione energetica. Nella scala dei consumi è bene acquistare prodotti con classe dalla A alla A+++. L’acquisto di lavatrici, lavastoviglie e frigoriferi deve quindi tenere in considerazione il consumo di energia legato alle possibilità di programmi di lavaggio e utilizzo (per sfruttare la modalità ECO).

I pavimenti riscaldabili e raffreddabili

La scelta migliore per tenere bassi i costi ed il consumo di energia è sicuramente quella del pavimento termico o riscaldabile: si tratta di un impianto di riscaldamento a terra, installato sotto al pavimento della casa. Il sistema è costituito da tubazioni disposte su tutta la superficie della struttura. Le tubazioni, contenenti acqua riscaldabile o raffreddabile, vengono poi coperte con un massetto di cemento. Successivamente, vengono poggiate delle piastrelle in gres porcellanato, materiale spesso utilizzato per le ottime prestazioni termiche, per la grande resistenza agli impatti e per la grande quantità di soluzioni estetiche che variano dal gres effetto resina, a  quello effetto legno, a quello effetto pietra messe a disposizione sul mercato.

Con questa tipologia di pavimento è possibile ridurre la quantità di energia consumata e gestire manualmente le temperature della casa utilizzando l’energia prodotta dal proprio sistema termico e fotovoltaico.

Serbatoio di accumulo per acqua sanitaria

L’ultimo passaggio importante è l’impiego di un serbatoio di accumulo, ovvero un magazzino di acqua costantemente riscaldata dall’impianto termico. Questi serbatoi consentono di avere sempre a disposizione una grande quantità di acqua calda e di poter gestire il calore dell’impianto riducendo sensibilmente i costi e il consumo di energia.