NewTuscia – RONCIGLIONE – Riceviamo e pubblichiamo. Il 31/07/2003 con atto n° 17 la Conferenza dei Sindaci dell’ATO n°1 Lazio Nord Viterbo deliberò l’affidamento in house providing del servizio idrico integrato, alla costituenda Società per azioni denominata Talete.

Dopo circa 20 anni, possiamo affermare che la scelta non fu certamente la migliore, tanto che anche al momento dell’adozione del suddetto atto, alcune parti politiche ne criticavano l’impostazione e soprattutto l’aver individuato la società per azioni come natura giuridica della società che avrebbe dovuto gestire il servizio idrico integrato nella nostra Provincia.

Oggi ci troviamo ad affrontare l’ennesima crisi economico – finanziaria della Soc. Talete SPA, tanto che l’Amministratore unico ha affermato che se non si ricapitalizzerà la società, sarà costretto a depositare i libri in tribunale.

Vogliamo sin da subito chiarire che è necessario, in questa fase, agire al fine di garantire una stabilità economico – finanziaria della Talete SPA, ponendo sin da subito in essere ogni azione utile a tale scopo.

Però dobbiamo avere la forza e il coraggio di affermare a chiare note che è giunto il momento di procedere con la TRASFORMAZIONE DELLA TALETE SPA IN TALETE AZIENDA SPECIALE.

Riteniamo sia necessario procedere in tal senso per avere la possibilità di richiedere alla Regione Lazio un contributo fisso annuo che vada a coprire parte della spesa corrente, sostegno che ci spetta di diritto in quanto siamo riconosciuti come ATO debole; questo ad oggi non è possibile a causa della forma giuridica privatistica della Talete.

Prima di formulare la suddetta proposta abbiamo verificato che la trasformazione in azienda speciale di una società di capitali che gestisce un servizio pubblico, è compatibile sia con le norme civilistiche – trattandosi entrambi di organismi dotati di patrimonio separato, a garanzia dei terzi e dei creditori – sia con le disposizioni pubblicistiche, intese a ricondurre tali organismi ad un regime uniforme.

L’ipotesi di trasformare una società di capitali in un’azienda speciale è una scelta discrezionale dell’ente locale che deve essere motivata, tenuto conto della convenienza economica dell’operazione, per cui già basterebbe la sola possibilità di ricevere un contributo fisso annuo sulla spesa corrente per giustificare tale scelta.

La sentenza del Consiglio di Stato n° 3946 del 27 Giugno 2018 sancisce il principio per cui la trasformazione da azienda per azioni in un’azienda speciale non da luogo ad una duplice vicenda estintiva/costitutiva, ma esclusivamente genera un mutamento della forma organizzativa dello stesso soggetto imprenditoriale.

Ne consegue l’applicazione del principio generale di continuità dei rapporti giuridici, secondo il quale “Con la trasformazione l’ente trasformato conserva i diritti e gli obblighi e prosegue in tutti i rapporti anche processuali dell’ente che ha effettuato la trasformazione” (art 2498 c.c.); tale principio è certamente operante nei rapporti intrattenuti con i terzi dall’ente trasformato, che continuano in capo all’ente risultante dalla trasformazione.

Quindi i giudici amministrativi hanno affermato che la trasformazione non determina la costituzione di un nuovo soggetto giuridico, ma soltanto la modificazione della struttura organizzativa della preesistente società per azioni in azienda speciale.

La trasformata azienda speciale si configura come un diverso modello organizzativo del soggetto imprenditoriale che faceva, e continua a fare capo, all’ente pubblico territoriale per la gestione dei pubblici servizi locali.

Questo vuol dire che, procedendo con  la trasformazione della TALETE in AZIENDA SPECIALE, resteranno in capo alla stessa crediti e debiti generati dalla TALETE SPA, ma rispetto al passato avremo la possibilità di richiedere e pretendere il riconoscimento di un contributo fisso annuo a copertura di parte della spesa corrente, diritto sancito dal riconoscimento di ATO “debole”, garantendo così una maggiore sostenibilità economica della TALETE.

Invitiamo tutti gli altri amministratori, Sindaci in primis, a sostenere questa posizione e chiedere che tale opzione venga posta in discussione nella prossima Conferenza dei Sindaci dell’ATO.

Il Sindaco Del Comune di Ronciglione                      Il coordinatore provinciale di Sinistra Italiana

Mario Mengoni                                                                            Sergio Giovagnoli