NewTuscia – ROMA – Al via il terzo anno del progetto “Lavori in Corso – Adottiamo le città”, che anche quest’anno si pone l’obiettivo di rigenerare socialmente, culturalmente e da un punto di vista ambientale il quartiere di Roma Montespaccato.

Il progetto, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile in Italia, prevede il coinvolgimento dell’intera comunità educante e a Roma ha come partner di progetto l’Istituto Comprensivo Via Cornelia 73.

IL PROGETTO

La povertà economica e la povertà educativa si alimentano a vicenda: è un dato di fatto che la carenza di mezzi culturali e di reti sociali riduce nel lungo periodo anche le opportunità occupazionali, in particolare dei giovani, e la capacità di diventare cittadini consapevoli e attenti al bene comune.

Lavori in Corso – Adottiamo le città” si occupa di ricucire e ritessere legami sociali, di creare opportunità e di sostenere una rigenerazione sociale, ambientale e culturale in 5 quartieri periferici d’Italia: Montespaccato a Roma, Putignano a Pisa, La Zisa a Palermo, Tolentino, in provincia di Macerata, Sant’Arpino, in provincia di Caserta.

Il progetto, attraverso la creazione di servizi e sportelli dedicati alla comunità, vuole ricucire i territori e ritessere legami sociali e culturali, rendendo i ragazzi protagonisti attivi della rigenerazione del quartiere e della città.

Vari partner collaborano a livello nazionale e locale: oltre a Legambiente Onlus, capofila di progetto, localmente rappresentata dal Circolo di Legambiente, Anpas Lazio, Anpas Marche, il Dipartimento di Ingegneria Civile Edile e Ambientale (Università La Sapienza di Roma), EuroUSC s.r.l., Disamis s.r.l., cinque Istituti comprensivi ed i Comuni di Tolentino e Sant’Arpino.

LE ATTIVITÀ

Tante le iniziative, organizzate grazie all’ausilio di esperti, che nei primi due anni hanno coinvolto e continueranno a interessare i ragazzi e la comunità territoriale. Tra queste, i laboratori per acquisire competenze STEM, i laboratori sulla cittadinanza attiva e la legalità, i corsi di primo soccorso, le formazioni di attività assistita con gli animali, ma anche incontri per sensibilizzare i minori su tematiche quali la violenza di genere, il cyberbullismo e la sostenibilità ambientale.

A disposizione anche quest’anno scolastico il “Pedibus“, il servizio di trasporto sociale che permette ai minori, accompagnati dagli operatori, di effettuare in sicurezza e in maniera sostenibile il tragitto casa-scuola e viceversa.

Non solo, il progetto ha attivato gli sportelli gratuiti di mediazione sociale dedicati alle famiglie. Si tratta di due servizi, uno di aiuto psicologico – dove uno psicologo si mette a disposizione dell’utenza per affrontare problematiche relative al benessere psicologico della persona e al counseling genitoriale -, e uno sportello legale -un avvocato a disposizione per una consulenza gratuita- . Gli utenti possono contattare il servizio al numero verde 800.48.40.60. È anche possibile contattare lo sportello legale scrivendo una mail a sportellolegalelic@gmail.com

Il percorso svolto fin qui ha portato le ragazze e i ragazzi all’individuazione dei luoghi del quartiere da riqualificare. La rigenerazione ambientale, sociale e culturale degli spazi adottati è infatti un punto focale per permettere ai minori di vivere il territorio come un luogo di aggregazione, in cui poter ricucire le proprie personali reti sociali e superare quei fenomeni di povertà educativa, sociale e culturale in cui si ritrovano costretti a vivere.

La meta che ha concluso il secondo anno è stata proprio la creazione della Mappa di Comunità, una rappresentazione grafica del quartiere, costruita dai ragazzi stessi, dopo un’attenta attività di riscoperta dei luoghi.

La Mappa di Comunità rappresenta quindi un primo passo fondamentale per guidare l’attività di rigenerazione del territorio, un’attività che vedrà i ragazzi, i genitori e la comunità educante impegnata nel corso di questo terzo anno.

Abbiamo cominciato due anni fa con una sfida impegnativa – ha dichiarato Carlo Patrizio, docente dell’Università “La Sapienza”, partner di progetto- ossia coinvolgere, intorno a un metodo di lavoro proprio dei processi di rigenerazione urbana, i ragazzi dai 9 ai 14 anni con l’obiettivo di fare un esperimento di contrasto alla povertà educativa. La sfida è importante, perché interventi contro la povertà educativa si conoscono e sono di varia natura, ma questo è stato un primo tentativo per combatterla con il valore patrimoniale della ricchezza dei singoli luoghi in cui questi ragazzi vivono. È una sfida concettuale e metodologica che sta riuscendo; in questi anni abbiamo fatto un lungo percorso che ci ha portato all’elaborazione della mappa di comunità. I ragazzi e la comunità educante hanno capito il valore storico-architettonico, economico e culturale degli elementi dei luoghi che abitano. La Mappa serve a dare una direzione alle azioni di rigenerazione fisica dei territori, individuare i possibili interventi di rigenerazione di un’area scelta dai ragazzi e la comunità educante. Gli interventi di rigenerazione serviranno alle persone che abitano i territori ad aumentare il livello di riconoscibilità di quegli spazi: questo è l’obiettivo programmatico dell’ultimo anno.

Il progetto ha incontrato in questi due anni, caratterizzati dalla pandemia, degli ostacoli da un punto di vista concreto della realizzazione delle attività, però quello che ci fa piacere è il riscontro di quanto questo sia stata una risposta al post-pandemia – ha commentato Vanessa Pallucchi, Vicepresidente nazionale di Legambiente – il fatto di riuscire, dopo un periodo di isolamento sociale, a ristabilire un rapporto con il territorio e la propria comunità ha dato una risposta ai ragazzi che vivevano una forte condizione di spaesamento. Il progetto ha alla base la rigenerazione, ma soprattutto il protagonismo dei ragazzi nell’ambito della rigenerazione e il coinvolgimento della comunità. “Lavori in Corso” parte dall’analisi delle realtà coinvolte e ha lo scopo di riuscire a creare una ricchezza di comunità accessibile a tutti. Le azioni di progetto fanno in modo che i ragazzi possano mettere in campo le loro competenze e svilupparne di nuove, come quelle legate alle STEM. Quest’anno raccoglieremo i frutti, perché abbiamo fatto molte attività propedeutiche. Il progetto fiorirà e i protagonisti saranno, come sempre, i ragazzi

 Legambiente Lazio