NewTuscia – ROMA – In tempi di caro bollette il classico shopping della moda non decolla e, anche se è presto per dichiarare un effettivo calo delle vendite, tra i negozianti del settore serpeggia una forte preoccupazione. “Abbiamo collezioni bellissime acquistate tra dicembre 2021 e gennaio 2022, capi anche costosi che abbiamo comprato con aspettative ottimistiche, che la pandemia passasse, ma ora la situazione di grande difficoltà non può che preoccuparci “. E’ quanto afferma Leonardo Tosti, presidente di Federmoda di Confcommercio Lazio Nord, in rappresentanza dei negozi di moda, tessile, abbigliamento, calzature, pelletterie, accessori ed articoli sportivi in cui operano migliaia di addetti a Rieti e Viterbo.

“L’aumento dei costi in generale e delle bollette fa sì che i consumatori siano prudenti. I consumi rallentano quando c’è incertezza – aggiunge – e anche se c’è una gran voglia di ritorno alla normalità la frenata economica sta condizionando l’appeal di acquisti di abbigliamento e accessori”.

In base a un sondaggio flash che Federmoda Italia sta svolgendo sulle vendite di inizio autunno tra i commercianti emerge che “le vendite sono inferiori rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti, ma sta emergendo che molti negozi stanno pensando di chiudere per l’enorme aumento dei costi”.

“Ci attendiamo risposte immediate dal Governo – sostiene TOSTI – ma crediamo sia opportuna un’interazione con le altre associazioni per fare un ragionamento insieme e cercare di risolvere il problema della filiera della moda. Bisogna infine regolamentare le vendite online per far sì che vi siano uguali regole (soprattutto fiscali) tra chi vende nei negozi e chi vende lo stesso prodotto sul web. Federmoda sta con i negozi di vicinato che operano online ed è contro le multinazionali che sullo stesso mercato hanno obblighi diversi con regole diverse.

Stesso mercato stesse regole cominciando dalla tassazione”.