NewTuscia – VITERBO – Illustrata la nuova stagione teatrale 2022-2023 del San Leonardo, presenti la sindaca Chiara Frontini, Vanessa Sansone e Giuseppe Berardino che gestiscono lo spazio di via Cavour tra Bistrot e un teatro da 300 posti, il regista Simone Precoma, lo storico e regista Marco Paoli e l’attrice professionista Manuela Miscioscia, in arte Manuela Athena.

Dal 19 novembre al primo aprile 2023 andrà in scena “Persistenza” il titolo della stagione, che si focalizzerà su autori riletti in chiave contemporanea dalle compagnie teatrali chiamate ad intervenire con nove spettacoli in totale.

Di seguito il programma

19 novembre 2022 – Fëdor Dostoevskij, “Memorie dal sottosuolo” di e con Nicholas Gallo

Memorie dal sottosuolo di Fedor Dostoevskij, adattamento e regia di Nicholas Gallo: uno spettacolo che mette a nudo la coscienza dell’uomo e le sue molteplici personalità continuamente in conflitto. Le paure, le debolezze e l’odio di un uomo che farà i conti con sé stesso in un dialogo a tre carico di tensione. Un dibattito moderno e psicotico sull’odio e sull’autodistruzione dell’uomo.

Musiche di scena: Roberto Valle e Sergej Rachmaninov

3 dicembre 2022 – Luigi Pirandello, “I giganti della montagna” di Laboratorio Tetraedro

regia di Francesco Cerra e Alessandra Cappuccini

Una compagnia di attori, ha deciso di recitare un’unica grande opera La favola del figlio cambiato, e, non trovando accoglienza favorevole presso i comuni teatri, si reca alla villa degli Scalognati; si tratta di una strana villa animata da singolari prodigi, il cui regista è una specie di mago, Cotrone. «I sogni, la musica, la preghiera, l’amore… tutto l’infinito che è negli uomini, voi lo troverete dentro e intorno a questa villa», con queste parole Cotrone invita la compagnia, a recitare per gli ospiti di quell’incantata dimora.

7 dicembre 2022 – Jack London, “Il vagabondo delle stelle” di e con Francesco Pennacchia Collaborazione artistica e tecnica Luca Serrani

Produzione Esecutivi per lo Spettacolo

Una volta mi chiamavo Darrell Standing, vivevo in California, erano i primi anni del Novecento. A causa della mia furia rossa, che a volte mi coglie in modo tale da non poter controllare le mie azioni, fui condannato prima all’ergastolo, poi alla pena di morte. La mia condizione di detenuto, già dura in partenza, andò peggiorando nel tempo perché come essere pensante non tolleravo certe assurdità dell’organizzazione di quel carcere e lo manifestavo fino a farmi bollare dal direttore in persona come “incorreggibile” e “irrecuperabile”, il che si traduceva in lunghi periodi di isolamento accompagnati da torture atroci.

Come “Incorreggibile” e “irrecuperabile” venivo spesso impacchettato nella camicia di forza che comprimeva i miei organi vitali e in quella condizione mi lasciavano per ore o per giorni. Fu così che imparai a liberare il mio spirito che prese a vagabondare come un bambino tra le stelle, frantumandole e incarnandosi ogni volta in una vita precedente.

21 gennaio 2023 – Martin Crimp, “Play house” di e con Francesco Montanari

Un uomo e una donna. L’amore, la noia, la famiglia, il sesso, i battibecchi, il rancore.

In 13 quadri Katrina e Simon esplorano piccoli momenti di quotidianità, affondano la lama nel loro rapporto, costruiscono e distruggono la relazione. Il mondo, fuori, è solo un’eco e, quando penetra nel loro appartamento, eccita e destabilizza. Ma chi sono veramente Katrina e Simon? Quale ruolo interpretano? Si sono veramente mai conosciuti? Lo spettatore ha costantemente l’impressione di spiare dal buco della serratura nella stanza, asettica, in cui si consuma la vita di un uomo, drammaticamente esilarante, disperatamente sola.

Con la collaborazione di Davide Sacco, Luci e scenografie Andrea Pistoia

Organizzazione Ilaria Ceci, Luigi Cosimelli – Una Produzione LVF / Teatro Manini

18 febbraio 2023 – Euripide, “Medea” regia di Pietro Gambacorta

Testo e traduzione: Massimo Bernardo Dolci

Regia: Pietro Gambacorta

Interpreti: Jacopo Adolini, Lucrezia Forni, Pietro Gambacorta, Edoardo Spina. Medea, una volta sconfitto il drago che custodiva il Vello dʼOro e aver conquistato vari regni insieme al marito Giasone, eroe greco, si reca a Corinto, dove regna Creonte. La pièce inizia dieci anni dopo le vicende di Giasone e gli Argonauti. Creonte promette sua figlia in sposa a Giasone, che accoglie la promessa di matrimonio con la speranza di elevarsi di grado e portare fortuna e prosperità alla sua dinastia. Medea, donna straniera in terra straniera, è dunque costretta all’esilio. Cerca udienza da Creonte, signore della città, ma non ottiene successo, per lei e i suoi figli non c’è salvezza. Nemmeno suo marito sente ragioni. Giunge quindi alla sua conclusione. La vendetta di Medea si abbatte sulla città e sul marito. Nel finale, sola si allontana, ma il coro, rimasto spettatore di tutte le vicende, offre a Medea il trono ormai vuoto. E così la nostra eroina ascende all’alto dei cieli.

25 febbraio 2023 – Harold Pinter, “Il calapranzi”, con Manuele Pica e Remo Stella, regia di Dario Iubatti

(Produzione Teatro San Leonardo)

Commedia scritta nel 1957 da Pinter e messa in scena per la prima volta tre anni dopo a Londra, racconta di due sicari, Ben e Gus, in attesa di qualcosa in un seminterrato. Lʼunico contatto con il mondo esterno è un calapranzi da cui ricevono oggetti e messaggi dal loro capo misterioso. Non conoscono la loro vittima, sanno solo che prima o poi entrerà dalla porta dello scantinato dove sono chiusi e loro dovranno ucciderla.

L’attesa snervante è riempita con dialoghi vuoti, illogici, futili, in un crescente stato ansioso che li porterà non solo allo scontro verbale.

Due personalità completamente opposte che si cimentano in un dialogo dove il compito di uccidere viene quasi dimenticato.

8 marzo 2023 – Sheyla Bobba, “Le (In)Amabili” di Simone Precoma

Con Manuela Athena, Giorgia Fabiani, Marta Marino, Raffaella Fiumi, Fosca Sper- anza e con Marco Paoli

Titolo fuori abbonamento

(Produzione Teatro San Leonardo)

Lo spettacolo è una riduzione teatrale del libro Le inAmabili di Sheyla Bobba, una raccolta di lettere di donne che hanno sofferto per amori sbagliati, o forse perfetti, ma che in qualche modo si sono trasformati in circoli viziosi, inquinati e indelebili esperienze. L’odio contrapposto al più nobile dei sentimenti lascia strascichi sanguinanti in cuori carichi d’amore.

Le inAmabili sono donne che si sono disintossicate, liberate o, forse, donne che non riusciranno mai a colmare il vuoto generato.

Brevi scene che lasciano allo spettatore la ricerca della chiave per comprendere che non esiste donna senza interrogativo o passione. Sfoghi di semplici persone che mai saranno semplici donne.

In scena sette donne diverse per età, cultura, estrazione, accomunate dall’incontro con un tipo d’uomo stereotipato, interpretato da un unico attore.

18 marzo 2023 – William Shakespeare, “Romeo e Giulietta” di Teatro Margot, regia di Valentina Cognatti

Con Gaia Canestri Gabriel Durastanti Francesco Savi Michelangelo Raponi Andrea Canestri Raoul Di Maggio Loredana Piedimonte e Tommaso Cardarelli

L’amore e la morte sconvolgono le vite dei giovani figli di Montecchi e Capuleti, in una corsa irrefrenabile verso il proprio destino. La storia ha un forte impatto tragico e il finale è noto, ma molti dimenticano che i protagonisti non sono eroi della tragedia greca, ma giovanissimi figli e figlie che non conoscono la morte né il dolore, ma ridono e scherzano, forti della loro gioventù: quando il sangue irrompe nella loro vita non c’è esaltazione della tragedia, ma un vuoto sconvolto senza spiegazioni e l’eterea bellezza dell’opera torna bruscamente alla realtà. Per questo, la scelta della regia di affidare le parti dei giovani Capuleti e Montecchi a attori giovani e restituire all’opera un contatto tangibile e istintivo con la nostra quotidianità.

1 aprile 2023 – F. Durrenmatt, “Il Sospetto” di Matteo Cecchini con Marco Paoli, regia e drammaturgia Matteo Cecchini

Una foto vista per caso, in un vecchio periodico da un poliziotto alle soglie della pensione, recluso tra le pareti sterili di un ospedale, mostra un chirurgo delle SS mentre opera un paziente senza anestesia. Il medico ritratto nella foto, anche se con il volto parzialmente coperto dalla mascherina, ricorda qualcuno… Da qui nasce il sospetto.