NewTuscia – ASSISI – IL PROF. ERASMO DI GIUSEPPE incaricato nel Settore Scuola della Commissione Regionale per l’Educazione Cattolica, la Scuola e l’Università per il quinquennio 2021-2025 è stato invitato, in rappresentanza del settore scuola della regione Lazio, dal presidente della CEI, card. Matteo Zuppi, in occasione delle celebrazioni per la festa di San Francesco d’Assisi, nelle giornate del 3 e 4 ottobre 2022 ad Assisi, per condividere questo gesto così significativo per la Chiesa in Italia e per l’intero Paese.

Francesco d’Assisi, «sentendo che l’ora della morte era ormai imminente, chiamò a sé i suoi frati e figli prediletti, perché a piena voce cantassero le Lodi al Signore con animo gioioso per l’approssimarsi della morte, anzi della vera vita». Andò verso la morte, preparando sé stesso e i suoi fratelli a questo momento decisivo, guidando tutti in una sorta di liturgia in cui il vangelo di Gesù e la sua vicenda singolare e personale si incontravano e si illuminavano a vicenda.

Dal 1226 al tramonto di ogni 3 ottobre i Francescani non mancano di rivivere quei momenti: non come una veglia funebre, ma come il beato transito di Francesco da questa vita terrena alla letizia dell’Eterno.

Il pellegrinaggio sul luogo del Transito (3 ottobre) e il gesto dell’offerta dell’olio presso la Tomba del Santo (4 ottobre) avranno quest’anno un carattere inedito. Innovando la tradizione, infatti, non è stata interessata una singola Regione, ma la CEI, al fine di promuovere una partecipazione che diventi gesto di gratitudine per quanti si sono prodigati nel far fronte alla pandemia: Istituzioni civili e militari, operatori sanitari, famiglie, mondo del volontariato e della scuola, realtà caritative ed ecclesiali.

A caratterizzare questa particolare edizione sarà anche la presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che il 4 ottobre accenderà la “Lampada Votiva dei Comuni d’Italia” a nome di tutto il popolo italiano e successivamente rivolgerà un messaggio al Paese dalla Loggia del Sacro Convento di San Francesco in Assisi.

Le celebrazioni saranno anche l’occasione per un’invocazione speciale per l’Italia e per la pace. Il convenire ad Assisi avrà così anche un valore simbolico, in questo tempo in cui alla pandemia del Covid si sono aggiunte altre pandemie: la povertà, gli squilibri sociali, la solitudine e la guerra in Ucraina e tutti i conflitti che continuano a seminare distruzione e morte, mostrando chiaramente quanto sia fragile la pace e, allo stesso tempo, quanto sia importante pensarsi fratelli tutti.

nella fede del Dio della Pace, nutriamo la speranza che la ragione prevalga sulla forza delle armi, il dialogo sulla violenza, e crediamo che lo Spirito Santo incoraggi il dialogo verso un terreno di comune comprensione.

                                                                                                                                                                                            Don Giancarlo Palazzi