Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Sono trascorsi tre anni dal 27 settembre del 2019,  quando mons. Dante Bernini ha concluso  la sua esperienza terrena. Con queste parole il Tavolo per la Pace di Viterbo  lo ricorda:“Vogliamo ricordarlo per quello che è stato ovvero un educatore amorevole, un uomo sapiente capace di ascolto e di condivisione, una persona quotidianamente protesa al servizio degli ultimi.

Un esempio di una vita virtuosa, accudente, sobria, sollecita del bene di tutti. Un uomo sempre impegnato a soccorrere chi era nel dolore, a promuovere la pace, la giustizia, il dialogo interreligioso, la fratellanza, la solidarietà fra tutti gli esseri umani e con una sensibilità e attenzione profetiche, che per tanti aspetti hanno precorso i tempi, verso le sofferenze delle persone migranti, della Madre Terra e dell’intero mondo vivente.

L’amico prezioso, l’amico che tutti vorremmo avere vicino nell’ora della prova, nell’ora del bisogno, nell’ora della verità. L’amico, il padre, il maestro che tanto ci mancano in questi giorni di sempre maggiore incertezza e sofferenza per le sorti del genere umano anche a causa della guerra in Ucraina.

Il 2 ottobre 2014, nella Giornata internazionale della nonviolenza, la Città di Viterbo con una solenne cerimonia nella Sala Regia di Palazzo dei Priori gli ha tributato il riconoscimento pubblico dell’impegno di tutta una vita e successivamente, il 13 aprile 2015, nell’anniversario della promulgazione della “Pacem in Terris“, è stata realizzata in suo onore a Viterbo una “Giornata per la Pace“.

Don Dante, nel corso della sua lunga vita, è stato vescovo della diocesi di Albano, presidente della Commissione Giustizia e Pace della Conferenza Episcopale Italiana e membro della “Comece'” (Commission des Episcopats de la Communaute’ Europeenne) un organismo internazionale della Chiesa cattolica volto a favorire pace e dialogo in Europa. E’ stato inoltre promotore di numerose iniziative di solidarietà per la realizzazione di scuole e strutture di assistenza sanitaria in Africa.

Il 20 aprile scorso  presso la Basilica dì Santa Maria della Quercia,  nella celebrazione per i cento anni della nascita del vescovo nativo della Quercia,  e’ stato ripercorso l’apostolato dì don Dante come pastore e per il suo impegno per la concreta promozione della Pace, lo sviluppo integrale e la concordia tra i Popoli.

Il  10 maggio a Viterbo, presso la Sala Regia di Palazzo dei Priori, si e’ svolto il Convegno promosso dal Tavolo per la Pace e la  città di Viterbo su “ Don Dante Bernini nel centenario della nascita,  luminoso uomo di Pace in questi tenebrosi giorni di guerra”.

Così il  “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo ricordava la testimonianza religiosa e civile dì mons. Dante Bernini.

Il 27 settembre 2019, ci lasciava don Dante Bernini, costruttore di pace, amico della nonviolenza, il migliore dei maestri e degli amici.

Alla scuola e alla sequela della sua testimonianza proseguiamo nell’impegno nonviolento contro tutte le violenze, per la liberazione ed il bene comune dell’umanita’ intera, nella difesa dell’intero mondo vivente, per la condivisione fra tutte e tutti di tutto il bene e tutti i beni.

Un tratto  biografico di mons. Dante Bernini

“Vescovo emerito della diocesi di Albano, gia’ presidente della Commissione Giustizia e Pace della Conferenza Episcopale Italiana e gia’ membro della “Comece'” (Commission des Episcopats de la Communaute’ Europeenne), una delle figure piu’ illustri dell’impegno di pace, solidarieta’, nonviolenza, che nell’arco dell’intera sua vita come sacerdote e come docente e’ stato costantemente impegnato per la pace e per la giustizia, nella solidarieta’ con i sofferenti e gli oppressi, nell’impegno per la salvaguardia del creato, nella promozione della nonviolenza, unendo all’adempimento scrupoloso dei prestigiosi incarichi di grande responsabilita’ un costante ascolto di tutti coloro che a lui venivano a rivolgersi per consiglio e per aiuto, a tutti sempre offrendo generosamente il suo conforto e sostegno, la sua parola buona e luminosa e l’abbraccio suo saldo e fraterno”.Immagine

Cosi’ nella motivazione del riconoscimento attribuitogli il 2 ottobre 2014, nella Giornata internazionale della nonviolenza, dalla Citta’ di Viterbo con una solenne cerimonia nella Sala Regia di Palazzo dei Priori. Successivamente, il 13 aprile 2015, nell’anniversario della promulgazione della “Pacem in Terris”, era stata realizzata in suo onore a Viterbo una “Giornata per la Pace”.

Don Dante era nato a La Quercia, piccola frazione di Viterbo, il 20 aprile 1922, e vi era tornato a vivere nell’operosa sua vecchiaia; li’ e’ scomparso il 27 settembre 2019. Persona buona, costruttore di pace, luminosa figura della nonviolenza, era un punto di riferimento per ogni persona bisognosa di aiuto come per ogni persona impegnata nella solidarieta’ concreta, per il bene comune dell’umanita’, per la salvaguardia del mondo vivente.

Un suo amico cosi’ lo ricordava: “E’ stato un costruttore di pace, un difensore della dignita’ umana, un testimone della nonviolenza.

E un educatore amorevole, un uomo sapiente capace di ascolto e di condivisione, una persona diuturnamente protesa al servizio degli ultimi, alla sequela del migliore dei maestri.

E un amico prezioso, l’amico che tutti vorremmo avere vicino nell’ora della prova, nell’ora del bisogno, nell’ora della verita’.

Lascia luminoso un ricordo, un esempio e un appello.

Il ricordo della dolcezza, della mitezza con cui sapeva adempiere ai suoi uffici, con cui sapeva sovvenire chi a lui si rivolgeva per aiuto, per conforto o per consiglio, con cui sapeva accogliere chiunque bussasse alla sua porta, il piu’ generoso e fraterno degli ospiti. E il ricordo della sua sapienza armoniosa e della sua forza ermeneutica, della sua virtu’ pedagogica, della sua capacita’ maieutica.

L’esempio di una vita virtuosa, accudente, sollecita del bene di tutti. L’esempio di una vita impegnata a soccorrere chi e’ nel dolore, a promuovere la pace, la giustizia, la fratellanza e la sororita’, la solidarieta’ fra tutti gli esseri umani e con l’intero mondo vivente.

L’appello a contrastare il male facendo il bene, ad essere operatrici ed operatori di pace, alla solidarieta’ che ogni essere umano riconosce e raggiunge e sostiene e conforta, alla condivisione del bene e dei beni, ad essere l’umanita’ come dovrebbe essere.

Chi ha letto i Miserabili ricordera’ per sempre il folgorante episodio che apre quell’opera grande: il sant’uomo che accoglie Jean Valjean e lo salva due volte. Don Dante Bernini era quel sant’uomo”.

Chiunque lo abbia conosciuto reca inciso nel cuore il suo ricordo, e sente ancora la sua sollecitudine e il suo appello ad operare per il bene comune, per la vita, la dignita’ e i diritti di tutti gli esseri umani, per il rispetto e la protezione dell’intero mondo vivente; sente ancora la sua solidarieta’ con tutte le oppresse e gli oppressi; sente ancora la sua costante attitudine ed esortazione alla condivisione del bene e dei beni con ogni persona bisognosa di aiuto; ricorda ancora quel volto e quella voce che chiamano all’impegno per la liberazione comune, all’impegno contro tutte le violenze, all’impegno per l’eguaglianza di diritti, la giustizia e la liberta’, la solidarieta’ e la misericordia, la fraternita’ e la sororita’, la responsabilita’ e la condivisione. Quest’uomo era veramente figura della nonviolenza in cammino, alla sequela di chi ad ogni oppressione, ad ogni menzogna, ad ogni ingiustizia, ad ogni violenza sempre si oppose.

Anche nel ricordo di don Dante Bernini continui l’impegno comune contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto. Salvare le vite e’ il primo dovere.  Sii tu l’umanita’ come dovrebbe essere. (Il “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo.  Viterbo, 27 settembre 2021).