“Patrimonio culturale sostenibile: un’eredità per il futuro” Sabato 24 e domenica 25 settembre i siti aperti: Bolsena, Capena, Cerveteri, Pyrgi-Santa Severa, Sutri, Tarquinia, Vulci e aree  archeologiche del Viterbese.

Simone Stefanini Conti

NewTuscia – VITERBO – Anche quest’anno, nell’ultimo fine settimana di settembre, tornano le Giornate europee del patrimonio.

Istituite dal Consiglio d’Europa a partire dal 1991, l’Italia vi ha aderito dal 1995. Sono ben 49 i Paesi coinvolti, corrispondenti agli Stati Membri firmatari della Convenzione culturale europea del 1954.   Molte le iniziative programmate.

                           La necropoli etrusca di Tarquinia

Le date sono quelle di sabato  24 e domenica 25 settembre. Per il primo appuntamento di sabato è prevista la doppia possibilità di attività in diurna e in serale.

                  L’area archeologica di Vulci tra i comuni di Montalto di Castro e Canino

La nostra Soprintendenza organizza eventi, aperture straordinarie e visite guidate ai principali antiquaria e aree archeologiche:

Bolsena, Capena, Cerveteri, Pyrgi-Santa Severa, Sutri, Tarquinia, Vulci e aree  archeologiche del Viterbese, apriranno le porte in diurna.

Per gli appuntamenti in serale, invece, si potrà scegliere fra: Capena, Vulci, Sutri e Santa Severa, che illumineranno e saranno illuminate di bellezza.

Visite guidate, iniziative speciali e aperture di luoghi normalmente chiusi al pubblico saranno organizzate nei musei e nei luoghi della cultura statali, cui si accederà con orari e costi ordinari nel corso delle giornate di sabato  e domenica.

Com’è nello spirito dell’iniziativa, le Giornate Europee del Patrimonio si pongono come obiettivo quello di incrementare  e incentivare la tradizionale offerta culturale sia rendendo fruibili al pubblico con aperture straordinarie luoghi normalmente inaccessibili sia offrendo eventi speciali e visite guidate inedite a monumenti, musei e aree archeologiche, al fine di sottolineare la centralità della cultura quale essenziale fattore di coesione sociale, da cui ripartire verso nuovi modelli di sviluppo sostenibile.  

Le Giornate offrono un’impressionante serie di appuntamenti in tutta l’Italia, con aperture straordinarie, presentazioni di restauri e opere di valorizzazione, itinerari naturalistici, storici ed eno-gastronomici, convegni di approfondimento, concerti, spettacoli, proiezioni cinematografiche e visite guidate.

Collaborazione tra istituzioni pubbliche e private: il ruolo del volontariato e laffermazione delle radici e dellidentità culturale dei nostri territori.

Un sistema di promozione culturale ramificata e coinvolgente: invito a scoprire la cultura del viaggio ed il bene culturale vicino alla propria città.    I nostri beni, scaturiscono da un incontro di civiltà diverse. Le strade, dunque, che, attraversando l’Italia, ricca di tesori artistici, culturali e ambientali, la collegano all’Europa; le strade lungo le quali le peculiarità del nostro paese si fondano con le influenze che, da oltre duemila anni, provengono da altri paesi europei, dai paesi del Mediterraneo o da culture apparentemente distanti.  All’iniziativa non partecipano soltanto gli istituti culturali dello stato, ma anche altre istituzioni pubbliche come il Ministero degli Affari Esteri – con gli Istituti Italiani di Cultura all’estero – il Ministero dell’Istruzione, il Ministero dell’Università e della Ricerca, gli enti locali (Regioni, Province Autonome, Province, Comuni), organizzazioni private, associazioni: gran parte del mondo culturale italiano che pone il patrimonio al centro dei propri interessi.

#Gep2022 #museitaliani   #EuropeanHeritageDays #GiornateEuropeeDelPatrimonio  #EuropeForCulture

#sustainableheritage  #culturasostenibile