Francesco Tiselli sulla chiusura della piscina comunale di Montalto

NewTuscia – MONTALTO DI CASTRO – “Io a Montalto non ci volevo neanche venire… invece!”

E’ Francesco Tiselli, classe 1971, qualifica di direttore sportivo, allenatore di nuoto, una vita al cloro, dedicata alla piscina, sua grande passione da sempre. L’ acqua è il suo ambiente naturale ma soprattutto il rapporto con le persone” insegnare nuoto non è solo una professione ma uno scambio, un’esperienza, s’impara a camminare e s’impara a nuotare, sono due modi di stare al mondo, sulla terra e in acqua.”

Francesco Tiselli, si parla di lui in questi giorni grazie ad un post che ha veicolato attraverso i social nel quale annuncia:
“Oggi è un giorno triste finisce la nostra avventura a Montalto di Castro partiamo con i ringraziamenti ad iniziare dalle varie amministrazioni che si sono succedute nei 22 anni di gestione[…] grazie grande a tutti gli istruttori allenatori manutentori segretarie e tutti quelli che hanno gravitato vicino alla nostra società siete stati il motore ed infine a tutti i frequentatori bambini adulti le ragazze del fitness al Centro Maratonda con tutti i ragazzi e ragazze ai Centri Anziani di Montalto e Pescia Romana a tutti i nostri atleti della squadra agonistica passati e presenti alle ragazze del Syncro alla loro Allenatrice Roberta e un pensiero speciale va a Luciano Ceccherelli che non c’è più un uomo d’altri tempi sempre nei nostri cuori”.

Si riferisce alla chiusura della piscina comunale di Montalto di Castro, una decisione presa a cuore stretto figlia della crisi pandemica prima, ma soprattutto energetica ora.

Tiselli, allora siamo ai saluti la piscina chiude. Le motivazioni?
“Le motivazioni che ci hanno spinto a mollare sono molteplici partiamo dalla pandemia che in 2 anni ci ha messo a terra dovuti a restrizioni e protocolli impossibili da praticare, fino al caro bollette che ha portato il prezzo del gas a 7 volte il dovuto e l’elettrico a 4 volte costi improponibili da sostenere senza nessun aiuto. Ci abbiamo provato fino alla fine da marzo che c’erano incontri serrati con la vecchia amministrazione e subito dopo l’insediamento della nuova già a partire dal 15 giugno abbiamo subito chiesto incontri sollecitati più volte a gli uffici competenti e con pec. Il primo incontro avvenuto il 18 agosto e il secondo circa una settimana dopo per cercare di trovare un accordo, un aiuto, abbiamo fatto una proposta di gestione con (pec) protocollata per poter andare avanti pagando una parte di spese ma l’amministrazione non ha accettato sotto un certo punto di vista anche giustamente perché in questo periodo di disagio economico accollarsi le spese tanto onerose di un impianto (circa 300 mila euro) è veramente problematico lo capiamo benissimo “

Dunque le responsabilità della chiusura?
“Ma sono tutte da rintracciare nella crisi pandemica prima che c’ha costretto a protocolli davvero ristrettivi, e quella del gas ora. Mantenere una piscina con questi costi è un’impresa quasi impossibile, il caro bollette, senza aiuti esterni, ma parlo di aiuti da parte di grandi gruppi, colossi dell’economia, è tutto impraticabile”

Ventuno anni nella piscina di Montalto di Castro, di aiuti non ne ha mai ricevuti?
“ Ma certo! dall’amministrazione Sacconi, Carrai, in parte Caci. La nuova sindaca si è inserita in un momento in cui la crisi energetica lascia poco spazio a poter aiutare la piscina, la coperta è quella e magari c’è chi non arriva a fine mese e non mette a tavola un piatto di pasta e mi rendo conto, che ci sono delle priorità, poi ripeto, io non sono qui non per fare polemica al più per ringraziare, il mio è uno spirito sportivo sempre e comunque sono lontano dalle chiacchere e miro al gioco di squadra sono uno sportivo, la polemica la lascio alla politica”

Come è stato all’inizio venire qui, in questo piccolo comune tosco laziale, lei che veniva da una grande città?
“Guardi, la verità? Io all’inizio a Montalto di Castro a lavorare non ci volevo neanche venire…
Poi cosa è successo?
“(Ha la voce rotta dall’emozione, esita un pochino nella risposta) È successo che in vent’anni e più in questa comunità, sono stato trattato come un figlio, ho insegnato a nuotare a bambini che poi sono diventati uomini e mi portano i figli a conoscere. È gente semplice di quella che ti arriva a bordo vasca con la crostata fatta dalla nonna. E poi a Montalto ho conosciuto quella che ora è mia moglie, abbiamo messo su famiglia…”

Quindi anche una storia d’amore non solo professionale legata a questo paese?
“Assolutamente si! ma non solo mia personale guardi. Una storia d’amore ogni volta che ad esempio un portatore di handicap, perché ne abbiamo avuti, impara a nuotare e ti va in corsia con gli altri ragazzi, dopo aver fatto un suo percorso. Il miracolo della piscina? In acqua siamo tutti normali si mollano le carrozzelle, si galleggia, se non è amore anche questo! L’handicap in acqua non esiste più siamo tutti normali si annullano le differenze, e di progressi se ne possono fare tantissimi”

Quindi grandi soddisfazioni in questo posto dove non voleva venire…
“Ma come no, a parte che se si dovesse risolvere tornerei anche domani a Montalto. Grandi soddisfazioni come Luca Moscatelli medaglia bronzo 200 delfino, o Luca Mencarini campione europeo e mondiale junior “

Cosa può dirci di tutta questa vicenda?
“Io continuerò a fare il mio lavoro, la piscina di Montalto di Castro è come un figlio per me, immagini con quale stato d’animo sto vivendo queste giornate. Credo che con il caro bollette, il fenomeno sia esteso a tutta Italia, se lei pensa che per scaldare solo l’acqua della vasca, con questi prezzi per tre ore ci vogliono 1200 euro, e ripeto solo l’acqua della vasca”

Quindi la piscina è uno sport di lusso adesso con il caro bollette
“Rischiamo proprio questo, come per Montalto di Castro per tutte le altre piscine d’Italia ci vorrebbero aiuti da parte di grandi gruppi, manifestazioni d’interesse appunto da grandi gruppi, da soli affoghiamo c’è il caro bollette. Ma io la piscina di Montalto la ho nel cuore e spero che succeda anche un miracolo e di vederle riaperte quelle due vasche 25 metri per 6 corsie, 12 metri per 3. Un bellissimo impianto”
E ci salutiamo con Francesco Tiselli, sportivo fino in fondo che rinuncia alla polemica politica, che lancia il suo appello “cosi le piscine chiudono” in questa vicenda confessa di andare oltre la sua indole riservata, si sforza nell’aprirsi, nello spiegare, nel cercare anche lui di capire. Tiselli che nuota, ed in acqua si sta a bocca chiusa, invece in questa occasione ci ha aperto il cuore in nome e per conto dell’amore che ha nutrito per una comunità e un centro sportivo che almeno adesso resta chiuso.

Lo salutiamo augurando a lui, e a tutte le piscine d’Italia di poter riaprire, o perlomeno di ricevere queste manifestazioni d’interesse da parte di grandi gruppi economici, perché è davvero un peccato che questa bolletta sia al punto salata da mettere fine ad una storia lunga più di vent’anni, che ha saputo fare comunità, contagiare con la sana adrenalina che solo lo sport può dare.

Cristina Volpe Rinonapoli