Caro bollette energetiche: destinati ulteriori 400 milioni agli enti locali per garantire i servizi ai cittadini

Liquidità, credito d’imposta, l’incentivazione e la facilitazione verso le fonti di energia rinnovabile, il tetto al prezzo del gas, la rateizzazione delle bollette

Stefano Stefanini

NewTuscia . ROMA – Caro bollette energetiche: destinati ulteriori 400 milioni agli enti locali per garantire i servizi ai cittadini.  Ratificata l’intesa dalla Conferenza straordinaria Stato-Città, sul provvedimento che stanzia ulteriori 400 milioni di euro per il 2022, di cui 350 milioni per i Comuni e 50 milioni per le Città metropolitane e Province, al fine di garantire la continuità dei servizi erogati dagli enti locali in risposta al “caro bollette” di luce e gas.

I comuni dell’Associazione di Comuni Italiani, Anci, ha però espresso forte preoccupazione per le difficoltà che gli enti locali devono affrontare nel mantenere gli equilibri di bilancio a fronte di aumenti incontrollati dei costi dell’energia, che stanno mettendo a rischio i servizi essenziali per le comunità locali.

Per queste ragioni si auspica che, con i prossimi provvedimenti, vengano adottate le misure necessarie a fronteggiare i costi della crisi energetica prevedendo sostegni aggiuntivi, come il blocco degli aumenti e ulteriori risorse finanziarie.
Nel corso della riunione della Conferenza straordinaria Stato-Città è stata espressa intesa anche sullo schema di decreto sul riparto del fondo di 20 milioni di euro per l’anno 2022, in favore delle Province e delle Città metropolitane, delle Regioni a statuto ordinario, della Regione siciliana e della Regione Sardegna, ad esclusione della Città Metropolitana di Roma Capitale, che hanno subìto una riduzione percentuale del gettito dell’imposta provinciale di trascrizione (IPT) o dell’imposta RC Auto.
Si è registrato, infine, parere favorevole in relazione al provvedimento che riguarda il riparto della quota restante per il 2021 e della quota per il 2022 del fondo per il ristoro ai Comuni delle minori entrate derivanti dalla riduzione dell’IMU e della tassa sui rifiuti per unità immobiliari a uso abitativo possedute in Italia da soggetti non residenti nel territorio dello Stato, titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia.

Anche le regioni italiane hanno sollecitato misure quali la liquidità e il credito dimposta, lincentivazione e la facilitazione verso le fonti di energia rinnovabile, il tetto al prezzo del gas, la rateizzazione delle bollette.

 “L’emergenza energetica che sta vivendo il Paese è senza precedenti e sta mettendo in seria difficoltà l’intero tessuto produttivo. Per questo occorre far fronte alle esigenze di aziende e famiglie con un’azione condivisa Governo–Regioni, partendo da un intervento urgente per destinare tutto il surplus derivante dal gettito all’abbattimento del costo delle bollette già emesse”. Lo hanno sottolineato il vicepresidente della Marche, Mirco Carloni (coordinatore della Commissione Sviluppo Economico della Conferenza delle Regioni) e Anita Pili, Assessore della Regione Sardegna (coordinatrice della materia energia nell’ambito della Commissione Ambiente, energia e sostenibilità della Conferenza delle Regioni).

“La Conferenza delle Regioni ha approvato recentemente un documento di proposte – predisposto dalla Commissione Sviluppo Economico e dalla Commissione Ambiente, Energia e Sostenibilità – che si articola lungo due direttrici, una emergenziale da concretizzare urgentemente, l’altra prevede invece interventi di medio-lungo periodo.

Proposte che riguardano – hanno spiegato Carloni e Pili – la liquidità e il credito dimposta, lincentivazione e la facilitazione verso le fonti di energia rinnovabile, il tetto al prezzo del gas, la rateizzazione delle bollette.

Le Regioni sono disponibili – hanno concluso i due coordinatori – ad un confronto immediato sui temi proposti per la tenuta dell’industria italiana che resta tra le più competitive del mondo ma che oggi è a forte rischio a causa della preponderante dipendenza dal gas per l’approvvigionamento energetico”.