Contributi agli allevatori: in arrivo sostegni fino a 500mila euro ad impresa

Giovanni Pira (Agri Viterbo):”Finalmente un aiuto concreto per aumentare la competitività della filiera zootecnica”

NewTuscia – VITERBO – Riceviamo e pubblichiamo. Più risorse e sostegno agli allevatori per migliorare il proprio patrimonio zootecnico. E’ quanto previsto dal recente decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali attraverso un bando dedicato per l’erogazione di contributi a favore della filiera zootecnica, per un importo complessivo pari a 78 milioni di euro. Le aziende che dispongono di idoneo fascicolo aziendale potranno farne richiesta a partire dal 28 settembre fino al 14 ottobre.

“Finalmente un aiuto concreto anche alla filiera zootecnica, che ha pesantemente risentito della situazione di crisi che ha investito l’intero comparto agricolo”, ha affermato Giovanni Pira, presidente di Agri Viterbo. “L’attuale peggioramento economico e l’inevitabile innalzamento dei costi di produzione hanno messo a dura prova la tenuta finanziaria delle nostre aziende, sempre più schiacciate dai rincari energetici e delle materie prime. Infatti l’aumento vertiginoso del costo dei mangimi, collegato al rialzo delle quotazioni delle principali materie prime quali soia, mais e cereali, a causa dell’attuale guerra in Ucraina, ha provocato un aumento spropositato dei costi per le produzioni del latte e delle carni, che ha impattato pesantemente sulle economie delle nostre aziende, determinando così un’ulteriore contrazione della redditività degli allevamenti”.

Bene, dunque, il nuovo decreto che nello specifico riguarderà le imprese agricole di allevamento di suini, scrofe, vitelli, bovini di razze autoctone, ovicaprini, conigli, galline ovaiole, tacchini e polli allevati e macellati in Italia.

“Il sostegno – prosegue Pira – sarà elargito e commisurato sul singolo capo macellato o presente in azienda. E’ previsto, a titolo di esempio, un contributo pari a 110 euro per ogni bovino di età inferiore agli otto mesi, o 150 euro ai detentori di bovini di razze autoctone da carne (iscritti ai libri genealogici italiani risultanti nella BDN), per un massimo di 500mila euro per impresa all’anno.

“La concessione di queste risorse – conclude Pira – rappresenta sicuramente un valido contributo al fine di aumentare la competitività della filiera e far fronte alle emergenze impreviste che questa situazione di crisi riflette sul mercato”.