L’ Alleanza per la mobilità dolce AMODO presenta l’Atlante della mobilità dolce in Italia

Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – Oggi venerdì 16 settembre 2022 a Roma, in coincidenza con la Settimana europea della mobilità – SEM, è stat indetta l’assemblea dell’Alleanza per la mobilità dolce – AMODO, che quest’anno avrà un focus dedicato al progetto pluriennale di realizzazione e sviluppo di un “Atlante della mobilità dolce in Italia” insieme a Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane). La SEM di quest’anno è dedicata all’intermodalità: tema da sempre molto caro ad AMODO, che proprio per facilitare gli scambi tra i mezzi di trasporto pubblico e la mobilità dolce ha sviluppato con RFI un compendio di big data per mettere in relazione stazioni ferroviarie, ciclovie, cammini, sentieri e greenways con il patrimonio storico, artistico e naturalistico presente su tutto il territorio nazionale. L’assemblea sarà un ‘occasione per incentivare la diffusione di buone pratiche da parte dei gestori di rete e delle PPAA, con il coinvolgimento degli stakeholders, di cui le 29 associazioni partecipanti sono una parte significativa.

Nasce “lAtlante della mobilità dolce in Italia”, dalla collaborazione  tra Rete Ferroviaria Italiana e l’Alleanza per la Mobilità Dolce: il  binomio del futuro tra mobilità lenta e turismo sostenibile .

Un ‘Atlante della mobilità dolce in Italia’ sviluppato sui big data per mettere in relazione stazioni ferroviarie, ciclovie, cammini, sentieri e greenways con il patrimonio storico, artistico e naturalistico presente su tutto il territorio nazionale.

È l’iniziativa promossa da Rete Ferroviaria Italiana  e dalle 29 associazioni che compongono l’Alleanza per la Mobilità Dolce (A.MO.DO.) per contribuire alla mobilità slow e incentivare il turismo sostenibile.

Per quanto concerne la linea ferroviaria Civitavecchia-Orte, una delle ferrovie in cui si potrà sperimentare la “mobilità turistica” storica la regione Lazio sta concretamente elaborando  un progetto (le risorse sono state stanziate) per la riapertura della strada ferrata che collega il por to di Civitavecchia  a Orte e di lì l’Adriatico, con la Orte Falconara Ancona.  

Il Comitato per la riattivazione della linea inaugurata nel 1928, presieduto da Raimondo Chiricozzi – e che noi come indirizzo editoriale abbiamo giornalisticamente da sempre fortemente appoggiato, sia su www.newtuscia.it che sulla rivista Il Centro Italia che nei programmi televisivi  Fatti e  Commenti di Teleorte – vedrebbe in questo senso coronato un impegno esemplare e una battaglia combattuta anche quando sembrava che fosse impossibile proporre la riattivazione di una linea dichiarata assolutamente  improduttiva, ma che il tempo e gli adeguamenti tecnici ferroviari necessari dimostreranno di utilissima necessità, in primis  per il traffico merci, per il collegamento tra il porto di Civitavecchia e l’interporto di Orte, il collegamento con Terni e le sue industrie e il collegamento con le Marche e il porto di Ancona.

Interporto Centro Italia di Orte

Il porto di Civitavecchia

Valutiamo anche l’aspetto turistico e ambientale:  le gradevolissime stazioni di  Aurelia, Mole del Mignone, Allumiere, Monte Romano, Le Pozze, Civitella Cesi, Blera, Barbarano, Vejano, Capranica/Sutri, Madonna del Piano, Ronciglione, Caprarola, Fabrica di Roma (con successiva interconnessione con la Ferrovia Roma-Civita Castellana- Viterbo e la fermata presso l’ospedale di Belcolle) , Corchiano,  Gallese e Orte, utilissime  porte promo-turistico- culturali di  un territorio dalle altissime e diversificate  potenzialità: si pensi al trekking, al cicloturismo, alle reti ricettive di agriturismi, ai siti archeologico-ambientali, alle peculiarità enogastronomiche che le stazioni in stile liberty potranno assumere se “adottate” e ristrutturate dai rispettivi comuni.

Tornando all’Atlante della Mobilità dolce, il protocollo di durata triennale firmato da RFI e AMODO permette di sperimentare una nuova formula di geografia collaborativa, basata sulle tecnologie digitali, per mappare stazioni, percorsi ciclopedonali, borghi, parchi e beni storici per costruire un modello di mobilità sostenibile, integrata e diffusa sul territorio, a sostegno del turismo e delleconomia locale e delle aree interne, dando continuità alla collaborazione avviata un anno fa.

Le attività svolte durante il primo anno hanno riguardato lo studio, il rilevamento e l’integrazione delle informazioni sulle infrastrutture, l’individuazione degli “hub dell’intermodalità dolce” funzionali ai servizi di interscambio tra treno, bicicletta e cammini, la condivisione di banche dati e l’utilizzo dei rispettivi sistemi informativi GIS (Geographic Information System) delle reti di mobilità attiva e dolce e dei luoghi di attrazione dislocati sul territorio, correlati al fitto reticolo delle stazioni.

L”Atlante della mobilità dolce in Italia’ racchiude una preziosa raccolta di informazioni, utile a orientarsi fra innumerevoli siti di interesse storico e culturale presenti nelle vicinanze delle stazioni.

Un pratico strumento di divulgazione in grado anche di orientare valutazioni, scelte e soluzioni di Istituzioni ed Enti Locali (Regioni, Province, Enti Parco eccetera) nello sviluppo della mobilità dolce nei propri territori. È il primo compendio nel suo genere a comprendere in modo integrato la rete di cammini, ciclovie, ferrovie turistiche, parchi, borghi, beni storici e bellezze paesaggistiche presenti in tutta Italia.

La prima edizione dell”Atlante della Mobilità Dolce in Italia’, di prossima pubblicazione, contiene la mappatura delle oltre 3.000 stazioni ferroviarie attive (di cui circa 2.000 di RFI), delle 28 linee ferroviarie turistiche attive o in progetto (per circa 1.300 km), dei circa 900 borghi delle reti appartenenti ad AMODO (Bandiere Arancioni, Borghi Autentici d’Italia, Cittaslow, Comuni Virtuosi, Borghi più Belli d’Italia), dei circa 12.000 km di sentieri (Sentiero Italia del CAI e i sentieri internazionali di FIE), degli 83 cammini (per un totale di circa 23.000 km), delle 1.656 aree protette per un totale di circa 100.000 km2 (24 Parchi Nazionali, 147 Riserve Naturali Nazionali, 134 Parchi Naturali Regionali e Riserve Naturali Regionali, 68 SIC e 610 ZPS, 171 Altre Aree Naturali Protette, 112 Oasi WWF, 3 Parchi Naturali Sommersi e 27 Aree marine protette, 66 Parchi Minerari ReMI), dei 55 siti Unesco (per circa 5.700 km2), dei circa 18.000 km di greenways e ciclovie, esistenti e in progetto (37 greenways, 3 itinerari Eurovelo, 10 Ciclovie Turistiche Nazionali, 20 itinerari Bicitalia).

A tutte queste reti, si aggiungono 50 linee ferroviarie locali in esercizio di straordinaria bellezza che attraversano le aree interne ed i territori italiani, che sono state denominate da RFI e AMODO come ‘Linee del paesaggio’ da proporre per il turismo slow. La collaborazione tra RFI e AMODO è punta a divulgare un nuovo strumento a favore della mobilità attiva, una spina dorsale delle reti del trasporto ferroviario, a lavorare per creare servizi per l’intermodalità dolce nelle stazioni e nei territori, stimolando esperienze di viaggio multimodali e multiculturali.

L’iniziativa intende supportare il rilancio del turismo di prossimità, slow e sostenibile che vede protagonisti il trasporto ferroviario e le stazioni nel riscoprire e valorizzare le eccellenze di un’Italia ricca di peculiarità territoriali, paesaggistici, culturali. Un ambizioso progetto pluriennale che propone una visione strategica per il futuro del Paese per l’individuazione di investimenti e servizi al viaggiatore.