NewTuscia – SANTA SEVERA – Un’avventura lunga trent’anni, passati a incontrare e ascoltare i giovani, interpretarne i bisogni, educarli alla sensibilità in un mondo sempre più complesso.

Quest’anno Juppiter spegne 30 candeline: il 18 novembre ricorrerà il trentesimo anniversario dalla nascita del primo dei centri giovanili di Exodus voluto da Salvatore Regoli insieme a don Antonio Mazzi. Obiettivo: dare spazio ai ragazzi, lasciarli esprimere, sostenerli nella loro crescita senza soffocarli. Un po’ come il filo degli aquiloni, che li tiene ancorati alla terra senza privarli del cielo.

Per festeggiare la ricorrenza Juppiter ha in serbo una serie di iniziative. L’anteprima si terrà giovedì 1 settembre, ore 21.00, al Castello di Santa Severa. Una serata per tracciare il bilancio di trent’anni di attività tra e con i ragazzi, soprattutto “ragazzi speciali” diversamente abili e “ragazzi difficili”, con alle spalle un passato di dipendenze, ma anche adolescenti nel pieno di un disagio profondo, che spesso non sanno codificare e che, a volte, specie se lasciati soli, paralizza. Storie di mani tese, perché nessuno si salva da solo, e di buio trasformato in luce. Ma la missione primaria di Juppiter è di fare aggregazione, di scongiurare l’isolamento e la solitudine tra i giovani, mettendoli insieme attraverso i linguaggi del teatro, della musica, dello sport. Trent’anni di laboratori, attività, feste, grandi eventi, occasioni di riflessione per coinvolgere bambini e adolescenti, tessere del mosaico multicolore che sarà la società del domani.

Protagonisti, al Castello di Santa Severa, saranno ancora una volta i giovani: più di 150 quelli che si alterneranno sul palco, tra ragazzi speciali, bambini e atleti di Juppiter Sport, per momenti di danza, musica e spettacolo.

Spazio anche alle tantissime voci autorevoli con cui Juppiter ha dialogato negli anni: personaggi famosi e figure di spicco in campo culturale, sociale, scientifico, sportivo, presenti alle tante iniziative dell’associazione. Da Nicola Piovani a Carla Fracci, da Arnoldo Foà a Edith Bruck, fino alla band e ai familiari di Fabrizio De André o al grande Piero Angela, che ci ha lasciato di recente.

Proprio Angela, durante uno degli incontri con l’associazione, nel 2001, osservò che “Juppiter coinvolge 1000 giovani in un comune di meno di 6000 abitanti.

So che quello che sto dicendo è un paradosso ma se a Roma ci fosse un’associazione che, come Juppiter, si occupa di giovani, coinvolgendone in proporzione oltre 500.000, a Roma ci sarebbero molti meno problemi. C’è bisogno di più associazioni come Juppiter, per rendere migliore il nostro Paese”.

Associazione Juppiter