Rapporto ASviS. L’Italia e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile

Obiettivi: sistema energetico, lotta al cambiamento climatico, giustizia e istituzioni solide ora alla prova delle elezioni politiche

Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – Il Rapporto dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, l’ultimo disponibile è del 2021, mentre quello del 2022 sarà pubblicato  nei prossimi mesi,  analizza lo stato di avanzamento del nostro Paese rispetto all’attuazione dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 e illustra un quadro organico di proposte, segnalando gli ambiti in cui bisogna intervenire per assicurare la sostenibilità economica, sociale e ambientale del nostro modello di sviluppo.

I dati disponibili per l’Italia mostrano come il progresso verso gli Obiettivi sia stato messo seriamente a rischio.

Secondo il Rapporto, infatti, tra il 2019 e il 2020 il nostro Paese mostra segni di miglioramento solo per tre Obiettivi, relativi a sistema energetico (Goal 7), lotta al cambiamento climatico (Goal 13) e giustizia e istituzioni solide (Goal 16).

Si registra una sostanziale stabilità per altri tre Obiettivi: alimentazione e agricoltura sostenibile (Goal 2), acqua (Goal 6) e innovazione (Goal 9). Mentre sono peggiorati gli indicatori relativi a nove obiettivi: povertà (Goal 1), salute (Goal 3), educazione (Goal 4), uguaglianza di genere (Goal 5), condizione economica e occupazionale (Goal 8), disuguaglianze (Goal 10), condizioni delle città (Goal 11), ecosistema terrestre (Goal 15) e cooperazione internazionale (Goal 17). Per i Goal 12 e 14 l’assenza di informazioni relative al 2020 non ha permesso una valutazione completa.

Grazie al contributo di centinaia di esperti appartenenti dalle oltre 300 organizzazioni aderenti all’ASviS, il Rapporto fornisce un quadro delle iniziative messe in campo nel mondo, in Europa e in Italia a favore dello sviluppo sostenibile, valuta le politiche realizzate negli ultimi 12 mesi e avanza proposte per accelerare il percorso del nostro Paese verso l’attuazione dell’Agenda 2030. 

Per la prima volta, oltre a un corposo insieme di raccomandazioni urgenti di carattere trasversale, le analisi e proposte sono presentate seguendo i singoli Target degli Obiettivi dell’Agenda 2030, permettendo un maggiore approfondimento sui singoli temi e le politiche e offrendo una più efficace comparabilità nel tempo. 

Il documento Rapporto 2021 “L’Italia e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile” si apre con un appello-premessa, sottoscritto dai presidenti dell’ASviS Marcella Mallen e Pierluigi Stefanini:

“Avvertiamo l’esigenza di iniziare il Rapporto con un grido di allarme e una parola di speranza: non possiamo più perdere tempo, dobbiamo mettere a frutto tutte le nostre energie per portare avanti un cambiamento.

La nostra più grande sfida per complessità e impegno sarà la lotta ai cambiamenti climatici, questione che riguarda lambiente, leconomia e il funzionamento delle nostre società”.

“I segnali di allarme sono sempre più inequivocabili”, si dice ancora nell’appello. “La nostra responsabilità nel garantire uno stato di salute planetario che tuteli il futuro nostro e delle nuove generazioni deve essere un obiettivo prioritario per tutti. Le scelte che facciamo oggi possono garantire un futuro realmente sostenibile delle nostre società, ma il tempo a disposizione per invertire la rotta appare purtroppo sempre più ristretto”.

“Allo stesso tempo si aggravano i problemi sociali. La pandemia ha provocato un aumento della povertà estrema e dell’insicurezza alimentare. Le disuguaglianze e i conflitti, tra i Paesi e all’interno dei Paesi, tendono ad aumentare. La tragedia in corso in Afghanistan è solo uno dei molti esempi. Milioni di persone si muovono dalle loro zone d’origine, spinte da guerre, violenza, ma anche dall’inaridimento delle terre e da situazioni economiche insostenibili, ma i Paesi più sviluppati sembrano incapaci di instaurare dei rapporti alla pari, capaci di supportare la crescita dello sviluppo sostenibile nei più svantaggiati, anche al fine di limitare i fenomeni migratori”.

“Se da un lato è cresciuta la comprensione della gravità delle sfide che dobbiamo affrontare”, sottolinea l’appello, “dall’altro possiamo registrare segni di cambiamento, ancorché insufficienti, nelle condizioni politiche per affrontarla”.

Il testo segnala in particolare la nuova politica europea che si è espressa con il Next Generation Eu e lavvio del Piano nazionale di ripresa e resilienza in Italia.

Le proposte dell’Alleanza. L’ASviS presenta, all’interno del Rapporto, un insieme corposo di proposte concrete. Per la prima volta le analisi sono presentate seguendo i singoli Target degli Obiettivi dell’Agenda 2030, permettendo un maggiore approfondimento sui singoli temi e le politiche e offrendo una più efficace comparabilità nel tempo. Inoltre, l’Alleanza raccomanda di attuare con urgenza alcune misure trasversali, tra cui: 

  • il già avvenuto inserimento in Costituzione (articoli 9 e 41)  del  principio di sviluppo sostenibile, basato sul principio di giustizia intergenerazionale, dovrà essere attuato concretamente negli ambiti  istituzionale, ambientale, imprenditoriale e sociale ;
  • definire con chiarezza la responsabilità della Presidenza del Consiglio nel sovraintendere all’attuazione complessiva dell’Agenda 2030 in Italia;
  • aggiornare la Strategia nazionale di sviluppo sostenibile (SNSvS), in coerenza con le proposte formulate nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e con il Programma nazionale di riforma (PNR);
  • assumere gli impegni internazionali sul contrasto ai cambiamenti climatici e perdita di biodiversità come guida delle politiche nazionali;
  • predisporre l’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile, come articolazione della Strategia azionale, con un forte ruolo di coordinamento da parte del Comitato interministeriale per le politiche urbane (Cipu), opportunatamente riformato;
  • aggiornare il Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec) per allinearlo agli obiettivi europei di un taglio alle emissioni per almeno il 55% entro il 2030;
  • creare, con la Legge di Bilancio per il 2022 e il 2023, un Ente pubblico di ricerca per gli studi sul futuro e la programmazione strategica;
  • istituire un Tavolo di confronto istituzionale permanente con la società civile sulle politiche di genere, che si interfacci con il Governo nella discussione sull’attuazione della Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2025;
  • riformare complessivamente l’esistente sistema di welfare per dargli una prospettiva universale, semplificando le procedure e l’accesso ai servizi e garantendo la copertura alle fasce della popolazione attualmente escluse;
  • garantire il raggiungimento della quota dello 0,7% del Reddito nazionale lordo (Rnl) per l’Aiuto pubblico allo sviluppo per l’Italia entro il 2025

“In questa difficile situazione, l’Alleanza è più che mai impegnata a dare il suo contributo, all’inizio del suo secondo quinquennio di vita”, concludono Mallen e Stefanini. “Sentiamo con più forza la necessità di affermare che questo è il momento nel quale richiamare tutte e tutti a un impegno straordinario, fuori del comune. Non solo per le prossime generazioni, ma anche per noi stessi, di fronte alla “tempesta perfetta” che, con anticipo rispetto alle previsioni, ci è già piombata addosso”.