Omicidio Bramucci, la tac potrebbe svelare la traiettoria dei colpi

NewTuscia – SORIANO NEL CIMINO – Le forze dell’ordine continuano a cercare di dare un nome e un volto all’assassino che domenica mattina intorno alle 8.00, ha ucciso il 58enne Salvatore Bramucci, a colpi di pistola, sparati attraverso il parabrezza dell’auto su cui la vittima viaggiava e almeno uno a bruciapelo alla testa. Le uniche tracce lasciate sono di pneumatici appartenenti ad una moto o ad uno scooter.

Per il momento però potrebbe essere il corpo di Bramucci a fornire indizi: la tac a cui è stato sottoposto dopo il ritrovamento potrebbe essere utile per capire l’esatta posizione dei proiettili e la traiettoria che saranno poi comparate con i risultati dell’autopsia. Nel frattempo la salma è stata restituita ai familiari e ieri nel pomeriggio di mercoledì sono stati celebrati i funerali a Soriano.

La mancanza di ulteriori indizi, come l’arma e i bossoli della pistola, le modalità dell’uccisione, fanno pensare all’esecuzione di uno o più professionisti nonostante tutte le ipotesi siano ancora al vaglio. Ci sarebbero diversi modi in cui impedire il ritrovamento dei bossoli. Con le armi automatiche per esempio, sparando con la pistola avvolta in un sacchetto di plastica, oppure con a pistola a tamburo, un tipo di revolver che non lascia cadere a terra l’involucro del proiettile. Per trovare degli indizi sul tipo di arma, in questo caso, occorrere esaminare la palla esplosa che ha colpito la vittima o un oggetto, a meno che non sia andata perduta uscendo dal corpo o sia stata deformata dall’impatto con il vetro o un osso.

Sulla vittima pendono due condanne per usura con patteggiamento di una pena a 3 anni e 4 mesi e successiva ammissione ai benefici dei domiciliari.