I tramonti della città di Ferento illuminano la “Forma della Città “di Pier Paolo Pasolini

di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – A “Pasolini, il poeta corsaro della Torre di Chia” abbiamo dedicato dedicato l’ evento culturale perfettamente allestito da Giuseppe Rescifina domenica  7 agosto, sfidando un tempo incerto,  presso l’area delle Antiche Terme  per la rassegna “Tramonti in scena”.

L’amico direttore di vecchia data –  ho avuto l’onore di collaborare con Giuseppe  al “Corriere di Viterbo”  alla sua nascita – mi ha chiesto di approfondire i contenuti ed il messaggio del cortometraggio- programma televisivo RAI “Io e… La forma della Città’ “ registrato dal poliedrico regista e intellettuale friulano ad Orte e a Sabaudia nell’autunno  del 1973 e andato in onda su RAI il 7 febbraio 1974. Pasolini dialoga con Ninetto Davoli e dimostra, spostando la telecamera da un’inquadratura all’altra di Orte adagiato su una rupe tufacea secolare, come alcuni elementi costruttivi moderni, un Palazzo costruito ai piedi della rupe, possano deturpare l’armonia secolare del paesaggio urbano della città .

Ho aderito con estremo piacere all’invito di Giuseppe Rescifina  in quanto l’esperienza artistica, intellettuale e giornalistica, con “ Scritti Corsari”, di Pier Paolo Pasolini, ha  interpellato e sensibilizzato la coscienza critica di noi adolescenti di quegli anni e continua ad ispirare, anche nella diversità di ispirazioni culturali e ideali, le “battaglie di elevazione dall’omologazione e dal pensiero unico” che ancora resistono nel piatto e spesso infruttuoso panorama intellettuale, culturale e politico di questi anni .

Anche oggi viene da affermate la “Straziante, meravigliosa bellezza del creato” ispirandoci dalle parole del poliedrico intellettuale, poeta, scrittore, regista, commediografo … scrittore e giornalista d’inchiesta.

Ricordiamo Pier Paolo Pasolini – oltre che per le sue partite nei campi di calcio dei paesi della Tuscia insieme a Ninetto Davoli e ad altri amici – che nel 1964  era alla ricerca di unadeguato scenario naturale  per ambientare le riprese del battesimo di Cristo,  per il suo capolavoro  “Il Vangelo Secondo Matteo”.   Percorse da Roma l’Autostrada del Sole, appena inaugurata e probabilmente uscì alla stazione di Orte.

Pasolini – dopo averlo cercato in varie parti d’Italia – identificò il “suo” Giordano nel torrente Chia, che scorre tra  Orte, Soriano nel Cimino e Viterbo, e vi ambientò le scene più suggestive del suo film, con le comparse scelte tra gli abitanti di Chia, nel comune di Soriano nel Cimino .

Nel 1965 girò in terra viterbese un altro classico, “Uccellacci e uccellini”, favola surreale e poetica, tra ironia e nostalgia, interpretata magistralmente da Totò ed ambientata nelle verdi colline che fanno da sfondo alle basiliche romaniche di Tuscania.

Ma in quei luoghi fu affascinato da una Torre, alla quale dedicò dei versi…

… “Ebbene ti confiderò, prima di lasciarti, che io vorrei essere scrittore di musica, vivere con gli strumenti dentro la torre di Viterbo, nel paesaggio più bello del mondo, dove l’Ariosto sarebbe impazzito di gioia nel vedersi ricreato con tanta innocenza di querce, colli, acque e botri, e lì comporre musica, l’unica azione espressiva forse, alta, e indefinibile come le azioni della realtà “…

Un paesaggio tra rocce scoscese che si alternano ad una rigogliosa vegetazione. – lontano oggi come allora da emergenze ambientali – definito dall’intellettuale friulano “forte e soave”, dolcemente malinconico ove…..  “il sole taglia la vallata piena di querce di un rosa di paradiso; i due piccoli fiumi si riuniscono, in fondo mormorano come spiriti beati.  Anche il verde del vischio qua e là è un verde di paradiso….. (“La nuova gioventù “– 5 marzo 1974)

Ricordiamo che Vittorio Sgarbi  a  Ferento, nel suo monologo di Ferragosto del 2016 dedicato a Caravaggio, aveva parlato di esperienze e di vite parallele tra due artisti, Caravaggio, maestro dellinnovazione pittorica del Seicento e, dopo quattrocento anni, Pier Paolo Pasolini.

Sempre nell’estate del 2016 Massimiliano Fucsas, uno dei più autorevoli architetti italiani nel mondo, in una trasmissione sugli scempi dell’Ornato  e dei Piani del Colore  disattesi nelle nostre città, aveva di nuovo citato la lezione del regista e intellettuale friulano che già nel 1974 denunciava la deturpazione della Forma della Città, con colori impropri, vicini all’evidenziatore, tollerati in Centri Storici, che nei secoli avevano mantenuto tonalità uniformi di intonaci invecchiati dal tempo.

Per i colori uniformi delle facciate Orte  definita in epoca rinascimentale “Insula aurea”, per le tonalità dorate che le facciate illuminate al tramonto conferivano all’abitato adagiato sulla rupe tufacea, popolata nell’antichità da Etruschi e Romani.

Per questo ribadiamo  – per le amministrazioni comunali per l’installazione dell’arredo urbano, la pavimentazione o sistemazione di piazze e strade, per l’elaborazione dei “Piani del Colore delle facciate dei palazzi e per i cittadini che costruiscono ex nuovo o ristrutturano i loro fabbricati, specie se ubicati nel Centro Storico,  – l‘invito a riscoprire la lezione di Pier Paolo Pasolini per la Tutela dell’ambiente urbano e della cultura popolare.

Veduta panoramica del Centro storico di Orte, Pasolini inquadro’ il profilo della città oltre il Tevere.

Torniamo a proporre di intitolare al grande regista e intellettuale la passeggiata di Porta san Cesareo ad Orte, recentemente ristrutturata, illuminata e arricchita con un parcheggio, perfettamente integrata nel paesaggio.  Il documentario La Forma della Città” girato a Orte da Pasolini nel 1974  nel corso della trasmissione Io e…. ” in onda su RAI2 e oggi reperibile sulle Teche RAI”. 

Ad Orte Pasolini ha lasciato il percorso registrato  nel 1974 nel cortometraggio “La forma della Città” per  la  difesa della del paesaggio  e dell’ambiente urbano e la difesa lirica  della cultura popolare, racchiusa nella stradina di ciottoli di fiume che collega Porta San Cesareo,  suggestivo ingresso del Centro Storico di Orte, con la valle del Tevere .

Orte ha ricordato  in questi ultimi anni l’impegno di denuncia e di promozione di  Pier Paolo Pasolini con la messa in scena della sua prima Commedia presso l’Auditorium di Orte Scalo, a cui ha presieduto la nipote del regista e  con l’iniziativa promossa nel marzo  del 2016 dalla Biblioteca dell’Ente Ottava medievale, dall’ Università delle Tre Età e dal giornale Il Bersaglio: “Pasolini e Orte La forma della città” con le proiezioni del Cortometraggio di Pier Paolo Pasolini, di Philippe Daverio e dei Cineamatori Ortani e l’intervento del professor Tommaso Mozzati, docente di Storia dell’Arte Moderna.

Il messaggio che il regista e scrittore Pier Paolo Pasolini lasciò nella trasmissione di RAI 2  “ Io e”  “La Forma della Città” nel 1974 è di una straordinaria attualità  per lautorevolezza e la lucida lungimiranza delle argomentazioni che lintellettuale lanciò attraverso la macchina da presa puntata su Orte, la sua rupe deturpata dalle nuove costruzioni e dalla  “lirica” difesa della stradina senza nome” di Porta San Cesareo, espressione della cultura popolare” che nei secoli ha contribuito a dar vita allimmenso patrimonio del nostro Bel Paese.

I cittadini,  e gli  amministratori della cosa pubblica  dovrebbero sempre aver presente nelle loro scelte la testimonianza,  le parole pronunciate  e le immagini lasciate da Pier Paolo Pasolini come testimonianza di denuncia e di impegno e di salvaguardia del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico italiano.

Da qualche anno e’ “salpata” la nave  di ” Spazio corsaro” nel centro storico di Chia con una serie di iniziative culturali.

Come anticipato in un’intervista esclusiva  concessa qualche tempo fa a Teleorte  e a NewtusciaTV   dal presidente del Gruppo Roccaltia Musica Teatro, Marco Saverio Loperfido, lo Spazio Corsaro, rappresenta un luogo ove arte e cultura, artista e pubblico vengono direttamente in contatto.

Il luogo della cultura dove il Gruppo Roccaltia prosegue ed amplia le attività di musica, teatro e performance, condotte e portate in scena negli anni all’interno della Torre di Chia, ultima dimora di Pier Paolo Pasolini, che definì il paesaggio visibile dalla Torre “forte e soave, ove il sole taglia la vallata piena di querce di un rosa di paradiso e dove due piccoli fiumi si riuniscono e in fondo mormorano come spiriti beati.”

Il Gruppo Roccaltia ha deciso di continuare e sviluppare le sue attività  nella sede di Via di Ripetta 18, ubicata nell’antico Borgo medievale di Chia, ove sono in programma  tante manifestazioni con Suoni, Immagini e Parole delle varie iniziative artistiche.

Occorre concretamente   attualizzare il  messaggio che Pier Paolo Pasolini lasciò nella trasmissione “La Forma della Città” nel 1974, messaggio di una straordinaria attualità  per l’autorevolezza e la lucida lungimiranza delle argomentazioni che l’intellettuale lanciò attraverso la macchina da presa puntata su Orte, la sua rupe deturpata dalle nuove costruzioni e dalla “lirica” difesa della stradina “senza nome” di Porta San Cesareo, espressione della “cultura popolare” che nei secoli ha contribuito a dar vita all’immenso patrimonio del nostro Bel Paese.

Nel corso nel mio intervento, sollecitato dall’amico Giuseppe Rescifina,  ho sottolineato come Pasolini oggi avrebbe salutato positivamente la riforma costituzionale  del 9  marzo 2022 di modifica gli articoli 9 e 41 della Carta.

Nell’articolo 9 si afferma che “La Repubblica (…) tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni” e che la legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”.

Nell’articolo 41 si afferma adesso che “L’iniziativa economica privata (…) non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana, alla salute, all’ambiente” e che “la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali”. An ne i giovani che lottano oggi per misure concrete contro i cambiamenti climatici avrebbero avuto il consenso di Pier Paolo Pasolini, come, ho aggiunto quella di Giorgio La Pira, sindaco di Firenze negli anni 1960 e deputato alla Costituente, che si impegno’ come cattolico in politica per la Pace tra i popoli, il ruolo e la salvaguardia della Città,  della qualità della vita delle periferie urbane  e dei loro abitanti .

Un percorso di “convergenze parallele” che accomuna molti intellettuali, politici e amministratori lungimiranti, di varie estrazioni culturali, per tutelare oggi e domani “ i  paesaggi e la qualità della vita del Paese più bello del mondo”.

Immagini della visita guidata al sito archeologico di Ferento, che ha preceduto