La Tuscia protagonista al cinema: tanti i film girati sul territorio

NewTuscia – Non tutti sanno che la Tuscia, oltre a essere una zona ricca di meraviglie storiche e naturalistiche, è stata nel corso degli anni anche la location di numerosi set cinematografici di spessore. Da Pasolini a Monicelli, tanti sono stati i registi che qui hanno ambientato alcune delle pellicole che hanno fatto la storia del cinema: ecco alcune delle più importanti.

Cinema e Tuscia, un rapporto che dura da decenni

La Tuscia ha da sempre un rapporto privilegiato con il mondo del cinema, che in questi decenni ha spesso puntato proprio sugli scenari storici e naturali di quest’area geografica per ambientare storie di ogni tipo. I film girati nella Tuscia spaziano infatti tra diversi generi cinematografici, dal neorealismo alle pellicole storiche, fino ad arrivare ai western italiani, un genere che ancora oggi trova spazio nella cultura popolare come dimostra il fatto che tale tematica sia stata ripresa anche in altre industrie, a partire dalle slot machine su Bonanza oppure dal merchandise che ripropone gadget tematici relativi a questo personaggio, tra cui tazze, portachiavi e cartoline.

Se Roma è la città italiana che, per ovvie ragioni, vanta il maggior numero di set cinematografici e televisivi, la provincia di Viterbo si colloca subito dopo la capitale per ciò che riguarda le location laziali, a dimostrazione del fatto che questo territorio affascina anche i più grandi registi e sceneggiatori. Ecco dunque alcuni dei titoli da non perdere per riscoprire, tramite lo schermo, alcune delle zone più belle del nostro Paese.

L’Otello di Orson Welles

Uno dei film più importanti girati nella Tuscia viterbese è l’adattamento cinematografico dell’Otello di Shakespeare, diretto da Orson Welles nel 1949. Il famoso regista scelse infatti come luoghi in cui riprodurre le scene della tragedia non soltanto Venezia e il Marocco ma anche Viterbo e Tuscania.

Anche se la storia originale è ambientata a Cipro e Venezia, durante la visione del film è infatti possibile ammirare la loggia del Palazzo dei Papi, che qui attraverso degli effetti speciali sembra affacciarsi sul mare, e la cripta della chiesa di San Pietro a Tuscania, in cui viene collocata la residenza di Otello e Desdemona. Il letto nuziale in cui si consuma il dramma dei due amanti, invece, è in una piccola chiesa sconsacrata di Viterbo.

I vitelloni e La strada di Fellini

Anche Federico Fellini ha scelto in diverse occasioni la Tuscia come set per girare alcune importanti scene dei suoi film. In particolare, ciò è accaduto in occasione delle riprese de I vitelloni, come ricorda l’edizione romana del Corriere, che pur essendo ambientato a Rimini vede comparire sullo schermo Piazza delle Erbe, Via dell’Orologio Vecchio, Piazza della Rocca e altri scorci di Viterbo, e con La strada, per il quale invece il grande regista ha scelto i suggestivi scenari di Bagnoregio.

Anche in altre occasioni Fellini ha diretto i suoi film nella Tuscia: in Luci del varietà del 1951 compare la cittadina di Capranica, La dolce vita invece passa per Bassano Romano, così come Il bidone vede diverse scene girate a Castel Sant’Elia e il famoso 8 e ½ di nuovo Viterbo.

Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini

Chi ha avuto un rapporto molto stretto con la Tuscia, come racconta anche Il Messaggero, è Pier Paolo Pasolini, che qui ha ambientato diversi suoi capolavori. Il primo è il Vangelo secondo Matteo, con scene tra Chia, Orte e Viterbo, seguito poco tempo dopo da Uccellacci e Uccellini, in cui compaiono la basilica romanica di San Pietro e le rovine del Castello del Rivellino di Tuscania. A Chia sono state girate anche alcune scene di Medea, mentre nella Basilica di Castel Sant’Elia le riprese hanno riguardato uno degli episodi del Decameron boccaccesco. A Orte è invece dedicato l’intero documentario La forma della città.

Da sottolineare come Pasolini sia rimasto talmente affascinato da questi luoghi da decidere di acquistare e restaurare nel 1970 la torre di Chia, in cui negli anni successivi si è spesso ritirato per studiare e rilassarsi.

Gli altri film girati nella Tuscia

Difficile raccontare in un solo articolo tutti i luoghi della Tuscia protagonisti di set cinematografici dall’inizio del ‘900 a oggi: la lista è infatti molto lunga e vanta alcuni dei nomi più importanti del cinema italiano e internazionale, sia per quanto riguarda i registi che gli attori coinvolti.

L’armata Brancaleone di Mario Monicelli, per esempio, è stasto girato tra i comuni di Tuscania, Canino, Vitorchiano, Valentano, Civita di Bagnoregio, Bolsena, Nepi e Falerii, così come alcuni spezzoni de Il vigile, Lo scapolo, L’avaro e Il marchese del grillo, tutti con protagonista Alberto Sordi. Nel 1972 è stato il turno di Franco Zeffirelli con Fratello sole, sorella luna, girato in parte a Viterbo, mentre nel 1984 Massimo Troisi e Roberto Benigni hanno condiviso parte del set di Non ci resta che piangere tra Vulci e la vecchia stazione di Ronciglione.

Tra i maggiori titoli stranieri ambientati nella Tuscia troviamo infine Ladyhawke, del 1985, che vede diverse scene girate tra Vulci e Tuscania, Luther – Genio ribelle (2003) a Viterbo e Catch-22, miniserie televisiva statunitense diretta da George Clooney girata in parte proprio nel capoluogo. Una lista non esaustiva, ma che rende l’idea di quanto la Tuscia sia un luogo magico e ricco di meraviglie tutte da scoprire, magari ammirandole prima sullo schermo e poi dal vivo.

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21