Stefano Stefanini

NewTuscia – CELLENO – In una assolata domenica di fine  luglio ha chiuso la sua esperienza terrena a 89 anni Antonio  Archilletti, in  arte Toni Arch .

Eclettico artista romano, classe 1933,  giunto alla maturità, ha scelto di affidare parte dei suoi lavori a diverse istituzioni in Italia e all’estero, in particolare, a suggello del suo laborioso soggiorno  a Celleno dal 2000, a Viterbo sono state esposte alcune sue opere a Palazzo Mazzatosta.

Antonio Archilletti mostra fin da giovane  una grande capacità di adattamento e, con il padre  dipendente del Quirinale,  rifiuta un lavoro “tradizionale e sicuro”  e, a cavallo della guerra, sperimenta una serie di occupazioni  delle più umili, sino  alla consacrazione come affermato e poliedrico artista nella pittura, nella scultura, nella scenografia e nella creatività dei costumi di scena.

Gli amici Massimo Bordignon e Carmen Tabarelli De Fatis ci hanno delineato i tratti biografici dell’artista,  che ha  insegnato per lungo tempo in una scuola di Roma per portatori  di handicapp.

Dai suoi scritti autobiografici, intitolato “Amor fati” – un diario di vita che avremo modo di approfondire successivamente per la  grandissima  mole di informazioni e di descrizioni concentrate dall’autore  in 218 pagine – emerge impetuoso il suo  profondo amore per la moglie Anna, ispiratrice e sinceramente “consorte” di una vita , anch’essa dedita all’arte come attrice e figlia di attori.  L’artista risentirà spiritualmente  e fisicamente della perdita della moglie, con ripercussioni anche sulla sua produzione artistica.

Toni Arch e’ stato per anni uno degli animatori del “Festival del teatro amatoriale”  di Viterbo partecipando attivamente  alla Giuria  del Premio.

E’ stato un grande amico di Giovanna Scapucci,   Che ha messo a disposizione dell’artista le magnifiche Sale di  Palazzo Mazzatosta e che presso il ristorante  storico “Il Richiastro”  ha sempre riservato un tavolo agli artisti, tra cui Toni, animando un “salotto culturale” discreto e intraprendente.

Alcuni cenni biografici dell’artista. Toni Arch era  nato a Roma nel 1933. Pittore astrattista, si forma presso il Centro Cinematografico di Roma, iniziando poco più che ventenne un’intensa attività di scenografo e costumista che lo porterà a lavorare con numerosissimi registi tra cui Giovacchino Forzano, Mario Moretti, Vito Pandolfi, Nico Pepe, Lino Procacci, Guido Salvini, Vincenzo Tieri, Andrea Camilleri, Paolo e Vittorio Taviani.

Nel 1961 le prime mostre, sotto la spinta di artisti e critici da Giovanni Anceschi, Enrico Castellani, Gianni Colombo, Franco Grignani. Sperimenta nuove tecniche inerenti alla metodologia del design e si interessa di ricerche visuali applicate alla fotografia e alle fonti di luce: gli elaborati di queste ricerche sono i Percorsi del 1963 e successivamente gli Atti. Determinante per la sua formazione artistica il corso di educazione alla visione Teoria del Campo del prof. Attilio Marcolli nel 1970.

Queste esperienze vengono applicate con accorgimenti particolari anche alla scenografia basata su percezioni visive e spaziali diverse, ne sono esempi: Primo Teatrino dei Gufi, Milano 1964, e la commedia musicale “Bene, Bravo, Bis” per la regia di Mario Landi del  1967, per poi passare ad un impegno maggiore con lo spettacolo di Rafael Alberti “Tra il garofano e la spada” al Piccolo Teatro di Milano per la stagione 1970-71.

Tra il 1978 e il 1985 fa parte del Gruppo Sincron di Brescia con Bruno Munari ed i critici Gillo Dorfles, Corrado Maltese, Guido Montana e Cesare Vivaldi. In quegli anni inizia la collaborazione con vari enti pubblici e privati, industrie e studi pubblicitari di Genova, Milano e Roma. Dal 2000 ha vissuto e lavorato  a Celleno.

Il Centro Studi del Teatro Stabile di Torino è stato oggetto nel 2011 di una prima donazione, consistente in svariate decine di bozzetti scenografici e figurini realizzati nel corso di un’intensa e prolifica attività teatrale, minuziosamente documentata. All’Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare sono stati invece affidati quelli che Toni Arch chiama “burattini”, ovvero, per usare le sue parole, quegli “oggetti realizzati ispirandomi ai riti antichi, all’esoterismo, magia, astrologia, natura e ai luoghi d’origine visitati”. In ultimo l’artista, attraverso l’associazione Artares di Ivrea, ha scelto di donare quarantuno opere pittoriche al Museo Civico Pier Alessandro Garda di Ivrea. ( museogardaivrea.it)

Il pubblico nelle innumerevoli mostre allestite  ha avuto la  possibilità di conoscere e apprezzare la produzione di questo poliedrico artista che allo studio rigoroso della percezione della realtà e della sua trasformazione in spazialità astratta, contrappone un forte ancoraggio alla matericità dei medium utilizzati per la creazione delle sue opere, sia pittoriche che sceniche.

“L’eliminazione del superfluo, fa si che le opere di Toni Arch riescano a comunicare tutta la loro essenzialità attraverso la costruzione astratta e l’immaginazione più esuberante, già a partire dai titoli delle creazioni, veri racconti in miniatura: La generosità del maestro senza cattedra ne rappresenta un esempio significativo e ricco di suggestione.

La ricchezza dell’excursus artistico e la particolarità dell’atto narrativo insito in tutte le opere dell’artista, permetteranno di organizzare laboratori e momenti di esperienza attiva per visitatori, bambini, famiglie e tutti coloro che vorranno sperimentare un percorso tra Ivrea e Grugliasco, ascoltando la più allegra delle lezioni possibili: “quella appunto di un maestro senza cattedra”.

L’ultimo saluto a Toni Arch questo pomeriggio alle ore 17 nella Chiesa di San Donato a Celleno.  Grazie della tua Arte e della tua esperienza di Vita, maestro senza cattedra!

Toni Arch con Carmen Tabarelli De Fatis in un’immagine di repertorio.

Rassegna  di Toni Arc a Montalto di Castro

Alcune opere di Toni Arch in mostra a Palazzo Mazzatosta di Viterbo