Sindrome di Lyme, Federica chiede aiuto per curarsi

NewTuscia – VITERBO – Riceviamo e pubblichiamo.

Mi chiamo Federica Gradoli, ho 44 anni e da 4 anni combatto contro una malattia non riconosciuta in Italia che si chiama Lyme Cronica. Per due anni mi hanno massacrata di farmaci dicendomi che era Fibromialgia, in Germania a Spire invece  ho scoperto la verità.

Sono nata a Bollate (Mi), ma ho sempre vissuto in Umbria a Civitella del Lago, vicino a Orvieto e per 12 anni a Viterbo. A causa di una violenza subita dal mio ex compagno che mi ha preso a calci e fratturato 4 costole è scoppiata la mia patologia.

La Lyme Cronica mi comporta dolori nervosi, muscolari e scheletrici in tutte le parti del corpo, costringendomi a stare molte ore a letto, insonnia, occhi secchi, bocca secca, stanchezza cronica e depressione, per curarmi sono andata fino in Messico spendendo tutto quello che avevo e quello che possedevo.

Ora sono costretta a vivere in Lombardia da mia zia a causa della mia infermità, ma il mio desiderio è quello di poter tornare a casa un giorno e vivere a Viterbo, città che amo.

Ho urgentemente bisogno di poter continuare le terapie messicane in Italia e di tornare per un ulteriore ricovero di controllo finale.

Chiedo un gesto di solidarietà e umanità per ricevere donazioni spontanee che mi consentano di vivere.

Ringrazio tutti Voi con il cuore per l’aiuto e per la comprensione, voglio  tornare a vivere.

Questa foto è il mio appello fatto presso una testata giornalistica lombarda per testimoniarvi la mia gravità di salute e il silenzio che ho ricevuto da questa regione, sono di origine umbra-viterbese, la mia famiglia è umbra-viterbese e so che avete un cuore grande.

Per contattarmi potete scrivermi su Facebook o su Messanger al nickname Federica Gradoli o su WhatsApp al numero 3476403405

I mie dati per poter ricevere le vostre piccole donazioni e gesti di amore sono:

IBAN: Federica Gradoli IT46U0364601600526847488250

IBAN: Federica Gradoli IT11O0302501601TB8880256875

Oppure Postepay intestata a Federica Gradoli