Elezioni politiche probabilmente il 18, il 25 settembre o il 2 ottobre

L’eredità e le prospettive tracciate dal governo di Unità Nazionale di Mario Draghi, le priorità per lo sviluppo perseguite dal governo uscente, per i nostri comuni, la provincia e la regione

Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – Il dado è tratto: la sfiducia “anomala” espressa in modo esplicito dai  Cinque Stelle e nel campo del Centro Destra in modo indiretto da Forza Italia e dalla Lega, ha posto fine all’esperienza di Unità Nazionale guidata dal prof. Mario Draghi.

Ci preme qui porre in rilievo gli effetti che l’interruzione anticipata, di solo qualche mese, della Legislatura produrrà’  principalmente nel  campo economico e sociale e nei confronti dei cittadini, ora giustamente in ferie, ma che in autunno si dovranno confrontare con le problematiche energetiche e di una probabile recessione economica.

Oggi, dopo la sfiducia “affievolita e  per certi aspetti “mascherata” dalla non partecipazione al voto “pilatesca” ammessa dal regolamento di voto del Senato” di un Parlamento ormai con la mente orientata alle elezioni,  valgono secondo noi le riflessioni di chi auspica elezioni da tenersi quanto prima per dare al Paese rapidamente una maggioranza ed  un governo eletto dal popolo,  che vada alle urne ed esprima la Sovranità che la Costituzione gli attribuisce, dissolvendo la sfiducia che porta a dire tanto le cose non cambieranno.

Occorre invece partecipare in massa alle elezioni politiche, scegliendo per quello che sarà possibile i candidati e il programma che si ritiene migliore in questo frangente storico così delicato.

Mi preme in questo momento porre in risalto alcuni punti salienti del discorso pronunciato dal premier Mario Draghi in Senato, un bilancio delle cose fatte e un autorevole pro memoria delle corse da fare per ridare slancio all’Italia, nei prossimi mesi dopo il responso elettorale.

Mario Draghi:

L’Italia ha bisogno di un governo capace di muoversi con efficacia e tempestività su almeno quattro fronti.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è un’occasione unica per migliorare la nostra crescita di lungo periodo, creare opportunità per i giovani e le donne, sanare le diseguaglianze a partire da quelle tra Nord e Sud.

Mario Draghi: “Entro la fine di quest’anno, dobbiamo raggiungere 55 obiettivi, che ci permetteranno di ricevere una nuova rata da 19 miliardi di euro.

Gli obiettivi riguardano temi fondamentali come le infrastrutture digitali, il sostegno al turismo, la creazione di alloggi universitarie borse di ricerca, la lotta al lavoro sommerso.

Su questo punto riflettiamo come potranno beneficiare al meglio del Piano di Ripresa e Resilienza la città capoluogo Viterbo, con il sindaco Chiara Frontini, i sindaci dei nostri 60 comuni, il presidente della provincia Alessandro Romoli, con il ruolo di consulenza ai comuni per l’acquisizione dei finanziamenti PNRR svolto della provincia, nell’ambito regionale del PNRR Lazio di Nicola Zingaretti, dei Fondi Compensativi e delle risorse regionali di derivazione europea

Il discorso del premier Mario Draghi al Senato. Foto rainews.it

Le parole di Draghi:

Completare il Pnrr è una questione di serietà verso inostri cittadini e verso i partner europei. Se non mostriamo di saper spendere questi soldi con efficienza e onestà, sarà impossibile chiedere nuovi strumenti comuni di gestione delle crisi.

L’avanzamento del Pnrr richiede la realizzazione dei tanti investimenti che lo compongono. Dalle ferrovie alla banda larga, dagli asili nido alle case di comunità, dobbiamo impegnarci per realizzare tutti i progetti che abbiamo disegnato con il contributo decisivo delle comunità locali. Dobbiamo essere uniti contro la burocrazia inutile, quella che troppo spesso ritarda lo sviluppo del Paese. E dobbiamo assicurarci che gli enti territoriali – a partire dai Comuni – abbiano tutti gli strumenti necessari per superare eventuali problemi di attuazione”.

Le riforme urgenti:

Allo stesso tempo, dobbiamo procedere spediti con le riforme che, insieme agli investimenti, sono il cuore del Pnrr. La riforma del codice degli appalti pubblici intende assicurare la realizzazione in tempi rapidi delle opere pubbliche e il rafforzamento degli strumenti di lotta alla corruzione. Dobbiamo tenere le mafie lontane dal Pnrr.

È il modo migliore per onorare la memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e degli uomini e donne delle loro scorte, a trent’anni dalla loro barbara uccisione.

La riforma del codice degli appalti è stata approvata, ed è in corso il lavoro di predisposizione degli schemi di decreti delegati. Questi devono essere licenziati entro marzo del prossimo anno.

La riforma della concorrenza serve a promuovere la crescita, ridurre le rendite, favorire investimenti e occupazione. Con questo spirito abbiamo approvato norme per rimuovere gli ostacoli all’apertura dei mercati, alla tutela dei consumatori……

La richiesta di trasparenza e chiarezza degli obiettivi

“Ora c’è bisogno di un sostegno convinto all’azionedell’esecutivo – non di un sostegno a proteste non autorizzate, e talvolta violente, contro la maggioranza di governo.”

Per quanto riguarda la giustizia, abbiamo approvato la riforma del processo penale, del processo civile e delle procedure fallimentari e portato in Parlamento la riforma della giustizia tributaria. Queste riforme sono essenziali per avere processi giusti e rapidi, come ci chiedono gli italiani.

È una questione di libertà, democrazia, prosperità. Le scadenze segnate dal Pnrr sono molto precise. Dobbiamo ultimare entro fine anno la procedura prevista per i decreti di attuazione della legge delega civile epenale.

La legge di riforma della giustizia tributaria è in discussione al Senato, e deve essere approvata entro fine anno.

Questo l’invito di Mario Draghi che dalle sue dichiarazioni al Parlamento sembra naturalmente proiettato e riferito alla campagna elettorale  ed alla maggioranza e il governo che scaturiranno dal responso elettorale:

 “All’Italia non serve una fiducia di facciata, che svanisca davanti ai provvedimenti scomodi. Serve un nuovo patto di fiducia, sincero e concreto, come quello che ci ha permesso finora di cambiare in meglio il Paese. I partiti e voi parlamentari – siete pronti a ricostruire questo patto? Siete pronti a confermare quello sforzo che avete compiuto nei primi mesi e che poi si è affievolito? Siamo qui, in quest’aula, oggi, a questo punto della discussione, perché esolo perché gli italiani lo hanno chiesto. Questa risposta a queste domande non la dovete dare a me, ma la dovete dare a tutti gli italiani.”

La campagna elettorale che potrà portare al voto probabilmente dal 18 al 25 settembre al 2 ottobre, non potrà che svilupparsi su questi presupposti, ci auguriamo nell’estrema concretezza di programmi e di scelta di candidati (con la riforma saranno eletti 200 senatori rispetto ai 315 di oggi e 400 deputati rispetto ai  630 di oggi).

Per Mario Draghi, se lo vorrà, potrà profilarsi un futuro di impegno internazionale o, quando sara’ il momento e ci saranno le giuste condizioni, di aspirazione ad un’alta Responsabilità’ costituzionale italiana per “Servire e mettere a disposizione dell’Italia” la sua  autorevole  esperienza in campo economico-finanziario, a suo tempo valorizzata del presidente Carlo Azeglio Ciampi.

Sara’ una campagna elettorale aspra, ma occorrerà lavorare per portare al voto il maggior numero di cittadini, sconfiggendo la sfiducia dell’assenteismo elettorale, per dare maggiore legittimazione e controllo sociale alla maggioranza e al governo che scaturiranno dalla consultazione elettorale autunnale.

Prevalga il senso di responsabilità e di servizio!