Terracina/Latina. Pci: “L’assenza di forti idealità fa naufragare la questione morale”

NewTuscia – TERRACINA – “Il dispiegarsi delle misure cautelari inflitte dagli organi inquirenti in queste ore nei confronti del Sindaco di Terracina, Roberta Tintari (sostenuta da Fratelli d’Italia e Cambiamo con Toti), e di altri amministratori, consiglieri e tecnici, lontano dalla teoria della mela unica marcia, fa comprendere come senza un riferimento sicuro, come è stato e come può ess

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ere il Partito Comunista Italiano, la questione morale con la quale Enrico Berlinguer ha sferzato politicamente un momento storico della nostra Repubblica passa nel dimenticatoio e altre pratiche contro i cittadini prendono il posto del buon governo”. Così commenta il Segretario del PCI Lazio, Oreste della Posta, non appena avuto notizia degli accadimenti. “Del resto, come aveva già denunciato a più riprese politicamente il PCI pontino, e come in modo specifico aveva anche sollevato la questione della gestione delle concessioni balneari e quanto connesso nei servizi in questa parte della regione, non sorprende che in assenza di un possibile controllo (con qualche voce sollevata, in realtà, anche dall’ottimo lavoro di Legambiente), si giunga a questi esiti. Certo, la Magistratura e i gradi di giudizio diranno delle responsabilità personali, giuridiche e penali, ma il voto politico amministrativo possiamo già esprimerlo: è uno zero”. A rinforzare tale tesi e denuncia, la segretaria della Federazione PCI di Latina. “Nella provincia di Latina non c’è più pace ( trasparenza amministrativa). – illustra, appunto, Sonia Pecorilli –  Il Principio fondamentale dell’esercizio della funzione amministrativa, manifestazione del principio di imparzialità e buon andamento contenuto nell’articolo 97 della Costituzione nella nostra provincia non viene applicato.

L’art. 1 della l. n. 241/1990 (come modificato dall’art. 1 della l. n. 15/2005) individua la trasparenza tra i principi generali attinenti alle modalità di svolgimento del rapporto tra pubblica amministrazione e privati-cittadini, insieme ad altri principi quali l’economicità, l’efficacia, la pubblicità ecc. La trasparenza delinea la comprensibilità dell’azione dei soggetti pubblici sotto diversi profili, quali la semplicità e la pubblicità (conoscibilità), in modo da consentire la conoscenza reale dell’attività amministrativa e di effettuare il controllo sulla stessa. Il principio di trasparenza è stato introdotto come sopra citato proprio dalla legge n. 15/2005 che stabilisce l’obbligo per tutte le Pubbliche Amministrazioni di rendere visibile e controllabile all’esterno il proprio operato; in sintesi, la trasparenza contribuisce a rendere conoscibile l’azione amministrativa. L’attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri quindi. E  invece cosa è accaduto? – si chiede la segretaria comunista -E’ evidente come questa legge apporti importanti modifiche nei rapporti tra le pubbliche amministrazioni e i diritti dei cittadini. Ciò consente ai cittadini di veder garantiti i propri diritti nei confronti dell’amministrazione pubblica perché essi hanno diritto ad una informazione qualificata, ad accedere ai documenti amministrativi e conoscere, nei limiti precisati dalla legge, lo stato dei procedimenti amministrativi che li riguardano, personalmente e collettivamente, seguendo le fasi attraverso cui l’attività amministrativa si articola.

Questo e’ quanto dovrebbe essere. La realtà invece è un’altra. E proprio in merito a queste ultime stranezze aggiungerei i seguenti eventi politici che hanno determinato questa crisi politica nella provincia di Latina, in ordine: Concorsopoli targato PD; dimissioni ex sindaco di Sabaudia con conseguente arresto per corruzione e turbativa d’asta Lista civica;  decaduto il Sindaco di Latina e tutto il consiglio comunale per incongruenze riscontrate durante la fase dello spoglio lista Latina Bene Comune; infine commissariamento del Comune di Roccagorga lista di centro destra, c’è n’è di che riflettere. L’ho fatto,- aggiunge Sonia Pecorilli – mi sono fermata a riflettere su quanto il discorso politico, dal quale per molti di noi risulta quasi naturale rifuggire (vuoi per le continue delusioni, vuoi per le solite “attrattive temporali” proposte, vuoi per i tanti “giochi sporchi” che ahimè fanno purtroppo parte della storia della politica), non può non essere associato all’idea e alla voglia di progetti concreti, scelte costruttive individuali e collettive, idee e decisioni sagge e soprattutto condivise e costruite insieme che è nel Dna del  PCI. La gestione della “cosa pubblica” non può limitarsi ad una tecnica, a degli schemi e delle regole (ovviamente importanti) dati e condivisi, per essere vera, autentica e completa, la gestione della “cosa pubblica” deve andare oltre arricchendosi di tutte quelle risorse e doti che la natura umana ha ricevuto e che riesce a realizzare nel pieno delle potenzialità solo mettendole a disposizione degli altri, condividendo e confrontandosi insieme nel rispetto di tutti e di ciascuno per costruire, non solo “tecnicamente” ma anche “realisticamente” nel senso più alto del termine, il vero bene comune. Insomma facendo sposare visioni e buon governo, idealità e risposte concrete, partecipazione. Dobbiamo essere consapevoli – conclude la dirigente comunista –  del fatto che l’impegno politico, inteso come “arte del prendersi cura della cosa pubblica”, non è una cosa esclusiva, ma è un impegno da cui nessun cittadino può sentirsi esonerato, o meglio, un impegno a cui istintivamente e naturalmente ciascuno di noi dovrebbe sentirsi partecipe.”.

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21