Il sindaco Chiara Frontini alla commemorazione dei 30 anni della strage di via D’Amelio

NewTuscia – VITERBO – “La mafia non è solo una macchina che salta in aria. Da qualche anno ne sentiamo parlare anche nella nostra città, nella nostra provincia. Sentire risuonare la parola mafia collegata a Viterbo ci ha fatto tremare i polsi, mai avremmo pensato che questo fenomeno ci potesse toccare. La mafia è un fatto umano e come tale nessuno ne è indenne, e noi per primi. Siamo uomini. Per questo, la mafia si combatte con la cultura e, per chi ha l’onore di rappresentare le istituzioni, con l’esempio. Mafioso è chi mafioso fa e non serve far saltare una macchina per essere contaminati da questo atteggiamento. A volte è sufficiente dire dire a qualcuno che ha denunciato un’irregolarità “potevi farti i fatti tuoi”.

Così il sindaco di Viterbo Chiara Frontini sulla manifestazione svoltasi ieri per commemorare i 30 anni dalla strage di via D’Amelio.

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21