Nel ricordo di Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta stasera torna la fiaccolata a Viterbo

Stefano Stefanini (*)

NewTuscia – VITERBO – Oggi  ricorderemo in tutta Italia la testimonianza e il sacrificio del giudice Paolo Borsellino, per non dimenticare la strage di Via D’Amelio, per porre l’accento sulla legalità e sul contrasto alla mafia ricordando, nei giorni dell’anniversario della strage di Via D’Amelio, il sacrificio del giudice Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta.

Questo linvito del Comitato 19 luglio” di Viterbo rivolto a tutta la cittadinanza:

A trent’anni dalla strage di via D’Amelio, torna la fiaccolata in memoria di Paolo Borsellino.
Nel trentennale della strage di via d’Amelio, Viterbo ricorda Paolo Borsellino. La memoria del giudice, ucciso nell’attentato insieme a cinque agenti della scorta, è viva oggi più che mai e la città lo celebra con una fiaccolata statica che si terrà davanti al murales proprio nella via dedicata a Paolo Borsellino e a Giovanni Falcone.L’appuntamento è per martedì 19 luglio alle 21 in Largo Falcone e Borsellino (zona tribunale). La fiaccolata servirà anche a tenere viva la memoria dell’estremo sacrificio per la difesa della libertà.  

La fiaccolata del 19 luglio 2019 a Viterbo

Questa la dichiarazione del Capo delle Stato, Sergio Mattarella, di oggi 19 luglio, nel Trentesimo Anniversario della strage: 

«Paolo Borsellino, come Giovanni Falcone e altri magistrati, fu ucciso dalla mafia perché, con professionalità, rigore e determinazione, le aveva inferto un colpo durissimo, disvelandone la struttura organizzativa e l’attività criminale.La mafia li temeva perché avevano dimostrato che non era imbattibile e che la Repubblica era in grado di sconfiggerla con la forza del diritto.

Nel trentesimo anniversario del terribile attentato di via D’Amelio, desidero rendere omaggio alla sua memoria e a quella degli agenti della sua scorta, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, che con lui persero la vita a causa del loro impegno in difesa della legalità delle istituzioni democratiche.

Paolo Borsellino aveva ferma convinzione che il contrasto alla mafia si realizzasse efficacemente non solo attraverso la repressione penale, ma soprattutto grazie a un radicale cambiamento culturale, a un impegno di rigenerazione civile, a cominciare dalla scuola e dalla società.

Preservarne la memoria vuol dire rinnovare questo impegno nel tenace perseguimento del valore della legge, del diniego nei confronti del compromesso, dell’acquiescenza e dell’indifferenza che aprono la strada alla sopraffazione.

Il suo ricordo impone di guardare alla realtà con spirito di verità, dal quale l’intera comunità non può prescindere. Quell’anelito di verità che è indispensabile nelle aule di giustizia affinché i processi ancora in corso disvelino appieno le responsabilità di quel crudele attentato e degli oscuri tentativi di deviare le indagini, consentendo così al Paese di fare luce sul proprio passato e poter progredire nel presente.

Con questo spirito e nell’indelebile ricordo di Paolo Borsellino, rinnovo ai suoi figli e ai familiari degli agenti caduti, i sentimenti di gratitudine e di vicinanza dell’intero Paese».

Il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella Palazzo del Quirinale Roma.

«Un nostro commento

In questo periodo periodo di semi-emergenza sanitaria, di Ripartenza, di convivenza con gli eventi bellici di Ucraina, di caro energia e di siccità,   non deve venir meno l’impegno quotidiano contro lillegalita e la corruzione ,deve prevalere il recupero di valori di onestà, solidarietà, di  concordia civile e di vigilanza popolare  sulla Legalità. Nonostante lo scetticismo di tanti cittadini.

Per onorare adeguatamente la memoria di tanti martiri della legalità” occorre ripartire, attraverso  una duplice azione,  con il recupero di pratiche virtuose” dallalto e dal basso. Dallalto da parte delle Istituzioni rappresentative, dagli organi centrali dello Stato, sino ai Comuni, alla scuola, allapparato produttivo ed alla famiglia. 

Non ci stancheremo mai di affermare che gli organi istituzionali, fondati sull’elettività dei loro componenti, dovranno attuare una esigente selezione dei candidati: lotta all’incompetenza, alla mediocrità,  alle consorterie di spartizione degli incarichi degli appalti pilotati da comitati di affari, che con le pratiche  corruttive varie e sempre più sofisticate  aggravano le casse dello Stato e conseguentemente fanno pagare più tasse ai soliti contribuenti onesti.

Diffuse  pratiche “corruttive” si riscontrano oltre che negli appalti anche nella pianificazione urbanistica del territorio,  alla vendita del suolo, passando  per  le speculazioni edilizie, il lavoro nero e poco sicuro, i crimini ambientali, il degrado idrogeologico, fenomeni che molti politici, magistrati, forze dell’ordine, organizzazioni civiche e singoli cittadini stanno combattento.

Le risorse significative del PNRR Piano NaIonale di Ripresa e Resilienza dovranno essere investite per “creare veri posti di lavoro” con l’apertura di cantieri e sviluppare iniziative di modernizzazione del nostro Paese come dell’Europa nel suo complesso.

Come dimostrato dall’esempio di moltissimi cittadini in particolare giovani durante la fase più’ acuta della pandemia, qualora la classe politica dia reali esempi di cambiamento e di recupero di onestà e servizio disinteressato alla collettività,  i singoli cittadini, specie se giovani, hanno saputo curare – aiutati dai vari  enti di formazione ed educazione sociale quali la scuola, la chiesa, le fedi  religiose e le famiglie –  i piccoli grandi  gesti di cura nei nostri Comuni delle cose pubbliche, dei beni culturali, del verde pubblico, di buone pratiche civiche, con una lotta al degrado, alle sporcizia ed alle cattive abitudini, alla maleducazione ed al menefreghismo.

Solo recuperando il rispetto e la correttezza nella gestione delle “piccole cose” attueremo un giusto recupero della civiltà e della legalità che determinano la vera libertà dei singoli ed il progresso generale del nostro Paese.

Lotta generalizzata alla corruzione, quantificabile in  60 miliardi allanno, con forniture e appalti  pubblici gonfiati sino al 40 % dei costi reali.

Purtroppo la dimensione della corruzione, spesso legata alla malavita ed alla criminalità organizzata, sembra insormontabile, si parla di un costo della corruzione quantificabile in  60 miliardi all’anno, con forniture e appalti  pubblici gonfiati sino al 40 % dei costi reali. In questo senso la punizione effettiva ed esemplare dei corrotti e dei dilapidatori delle risorse pubbliche, scoperti e giudicati in tempi ragionevolmente rapidi,  deve essere la giusta condizione per recuperare la fiducia del Popolo nello Stato.

Oltre alla lotta senza quartiere contro la corruzione, levasione fiscale  ed i veri sperperi di risorse, occorre un indirizzo chiaro dellUnione Europea e degli Stati ad un urgente rinnovato accesso al credito per la produzione, alle imprese, specie se piccolo-artigianali,  ed alle  famiglie per lacquisizione della casa e dei beni durevoli e per il consumo.

In questo frangente di graduale  ripartenza economica, va incentivato e premiato il recupero di una  fiducia nello sviluppo, credendo nelle proprie potenzialità, specie nei giovani, deve poter superare anche la diffusa quanto deleteria “miseria etico-morale e spirituale”, che crea egoismi delle classe più agiate, consumismo e materialismo sterili ed effimeri, spesso  rendite parassitarie non fondate su un lavoro produttivo per il singolo e con valenza sociale per  la collettività,  nello spirito della Costituzione economica dell’Italia.

Porre alla base del riscatto dellItalia i Valori condivisi dei principi fondamentali della Costituzione.

Come più volte affermato dal presidente della Repubblica, i Valori condivisi racchiusi nei principi fondamentali della nostra Costituzione daranno modo di  ricostruire una società dove la sobrietà e la solidarietà tra i soggetti economici, stato, impresa, famiglia ed enti intermedi,  vissute in concreto, potranno far arretrare la povertà e la disoccupazione, la decrescita della natalità e avranno la meglio sull’indifferenza e sull’egoismo, sul profitto e sullo spreco, e soprattutto sull’esclusione sociale, fenomeno da risolvere per recuperare le nuove marginalità: i senza lavoro, le famiglie con potere d’acquisto fortemente ridimensionato, i coniugi separati, i pensionati con trattamenti minimi, gli stranieri che non trovano lavoro in Italia.

Sui fondamenti della legalità diffusa ed il senso della comunità lItalia può ripartire sulla strada dello sviluppo.    

Dal rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese si possono trarre alcune indicazioni per il futuro, in quanto sono  quattro le attenzioni mostrate degli italiani:  la coesione nazionale, la famiglia, l’impresa e la formazione diventano i quattro nuclei da sostenere e incentivare,  su cui investire perché l’Italia possa ripartire sulla strada dello sviluppo .

La “rottamazione” ed il rinnovamento deve essere concretizzati non sull’età anagrafica ma sulla capacità di dare allo Stato,  alle comunità di ogni livello un apporto superiore di idee, entusiasmo e concretezza che ispiri nel Popolo nuovi stimoli di crescere, non soltanto nelleconomia, ma nel sociale, e nelleducazione, nella qualità della vita, nella cultura e nel saper vivere, nellassistenza a chi ha veramente bisogno,  per cui lItalia, con la sua immensa tradizione storico-culturale e le sue eccellenze, può ancora incidere da protagonista nello scacchiere internazionale e nelle singole realtà territoriali, diverse ma sempre comunque unite sotto ununica Bandiera.

Nelle scuole di ogni ordine e grado sono stati opportunamente programmati incontri formativi di dibattito sulla gestione  rispettosa della Legalità dello Stato, per allenare i giovani ad appassionarsi alla cura della Repubblica  a livello locale come nella dimensione centrale.

Su questi principi dobbiamo trovare ciascuno nel proprio ambito di azione – cittadini sovrani nell’espressione del Voto, autorità centrali e locali al servizio dei cittadini, politici, mondo dell’informazione, associazioni e movimenti, responsabili ed esponenti della produzione, del volontariato e del mondo dell’educazione  –  la forza di  sensibilizzare il Popolo, specie i nostri giovani, su un nuovo Rinascimento morale, culturale  e socio-economico,  per  riappropriare ai cittadini quella sovranità e quel protagonismo che la  Costituzione repubblicana conferisce loro, come doveri e come diritti fondamentali.

Grazie al sacrificio estremo di Paolo Borsellino, di Giovanni Falcone, delle loro scorte e dei tanti  i “martiri della legalità repubblicana”. Il Vostro esempio ci sia di guida per il futuro!

(*)Vice direttore www.newtuscia.it. direttore “Il Centro Italia” Viterbo

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21