Infortuni lavoro, Marrella (Confael): “Non si può continuare a morire di lavoro”

NewTuscia – ROMA – “Con gli ultimi due lavoratori morti, a Forlì e Perugia, sono 366 quelli che hanno perso la vita dal Nord al Sud del Paese nel 2022 con una media angosciante di oltre due morti al giorno. Le chiamano ‘morti bianche’ ma sono ‘morti da lavoro’ e non si può continuare a morire per il lavoro”. Così Domenico Marrella, Segretario Generale della Confael sugli ultimi incidenti di ieri nei quali hanno perso la vita due operai a Forlì e Perugia.

“Quella che si registra – continua il Segretario della Confederazione Autonoma Europea dei Lavoratori – è una percentuale che fa venire i brividi, siamo al 166% in più rispetto all’anno scorso. E siamo nel 2022. Questa scia di sangue non si ferma e oggi dobbiamo fare i conti con altri due lavoratori che non torneranno più dalle loro famiglie, nelle loro case. Servono subito controlli serrati, puntuali e tanta formazione affinché davvero ogni singolo lavoratore conosca tutte le tutele che salvano la vita”.

Marrella rilancia poi la proposta avanzata quanto nei giorni scorsi per “l’istituzione di un Osservatorio permanente che si riunisca una volta la settimana e che preveda la partecipazione di Inail, Inps, Ministero del Lavoro, Sindacati e associazioni di impresa. Nessuna attività è più al sicuro – conclude Marrella – e gli infortuni sono in aumento in tutti i settori ecco perché serve un impegno delle istituzioni e della politica, impegno non più rinviabile”.

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21