Questione acqua, la minoranza pungola il Comune di Acquapendente

NewTuscia – ACQUAPENDENTE – Quindici giorni di acqua aquesiana non potabile (mai onestamente successo in passato), pungola l’equipe di minoranza consiliare “Insieme per cambiare” a presentare tanto alla Sindaca

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Alessandra Terrosi quanto all’Assessore al Servizio Idrico Mauro Bellavita una precisa istanza.

“In qualità di consiglieri e rappresentanti della popolazione”, dichiariano, “sottolineiamo che ci sembra giunta la necessità di sollecitare la nascita di un tavolo di lavoro/confronto tra l’Ente gestore e Amministrazione nel quale Talete Spa dovrà fornire all’Amministrazione un quadro della situazione attuale nonché le azioni, a lungo e breve termine, che la stessa intende porre in essere nonché i tempi di realizzo. La necessità di discuterne quanto prima nella Commissione ambiente regolata dal vigente regolamento. E’ indubbio che quella dell’acqua sia una problematica di notevole entità ma riteniamo che la stessa debba essere affrontata con una visione a lungo termine, quindi proponendo delle soluzioni che non siano temporanee e sopratutto legate al fattore emergenziale. Sarebbe opportuno altresì che l’Amministrazione nell’indire un tavolo di lavoro con la Società gestore dell’acqua nominasse un proprio perito che possa vagliare le proposte e soluzioni prospettate dalla Talete e darne quindi capillare notizia alla cittadinanza tutta in tempi brevi, stante il grandissimo disagio che ne deriva”. “La cronistoria in dettaglio”, si sottolinea.  “inizia lo scorso 9 Giugno quando con ordinanza contingibile ed urgente il Sindaco ha vietato l’utilizzo dell’acqua del pubblico acquedotto comunale per concentrazione di floruri superiori ai limiti previsti dal D.Lgs 31/2001. Decorsi giorni 5 dall’emissione abbiamo presentato un’interpellanza per conoscere gli intendimenti dell’Amministrazione in ordine alle azioni da porre in essere per affrontare la problematica. Abbiamo sollecitato al Sindaco ed il Consigliere Delegato riferiscano che siano prive di acqua. A distanza di quindici giorni dall’emissione dell’ordinanza non sappiamo se l’ente gestore dell’acqua abbia comunicato al Comune come intende risolvere la a :1) Fornire un’informazione capillare dell’ordinanza, onde raggiungere il maggior numero di cittadini in particolare la popolazione anziana; 2) Collocare delle cisterne d’acqua potabile, per consentire la fruizione a tutti i cittadini e alle attività; 3) Farsi parte attiva nelle competenti sedi della Talete per chiedere uno sgravio delle bollette attesa la non potabilità dell’acqua. Collocando 2 cisterne è stato risposto positivamente. Ma siamo preoccupati del fatto che molti cittadini ci problematica connessa alla potabilità sia a breve che a lungo termine. Inoltre non conosciamo se sia stata fatta o meno una previsione in ordine al rientro dei parametri di cui al D.Lgs 31/2001 onde consentire alla popolazione aquesiana di tornare ad utilizzarla. Unica certezza per il momento che questo non è il primo episodio di non potabilità legata ai valori arsenico e/o fkoruri nelle nostre acque.

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21