“La Viterbo che cambia” con Alessandra Troncarelli

NewTuscia – VITERBO – Riceviamo e pubblichiamo.

La filiera istituzionale conta o non conta?

Invitiamo tutti i cittadini a visitare la mostra che si terrà nella giornata di oggi, giovedì 23 giugno, a piazza delle Erbe e in quella di domani, venerdì 24 giugno, a piazza del Plebiscito per comprendere in maniera diretta, e capire con i propri occhi, quanto sia fondamentale il dialogo tra le istituzioni per uno sviluppo concreto e pianificato della città.

“La Viterbo che cambia con Alessandra Troncarelli”, questo il titolo della mostra, racconta quei progetti che di qui a poco rilanceranno Viterbo. Tutte proposte nate grazie a quella filiera istituzionale che, in una stretta sinergia tra territorio- Regione- Governo, ha saputo ascoltare le reali esigenze della città.

I cittadini potranno così conoscere quegli interventi che sono stati già approvati e che sono attualmente nella fase di redazione esecutiva e di implementazione. Non chiacchiere o slogan, ma fatti concreti; un vero e proprio piano di rigenerazione urbana che prevede progetti di assoluta eccellenza per promuovere una riqualificazione edilizia in grado di dare nuova vita al centro storico della città, anche favorendo la ripresa del settore edilizio.

L’esposizione riguarderà interventi come quello del recupero dell’ex Ospedale degli Infermi che, grazie a un finanziamento di 45 milioni di euro, diventerà il Borgo della cultura, ospitando la sede della Soprintendenza, l’archivio di Stato, la casa del pellegrino, un museo multimediale, gli ordini professionali con spazi espositivi e laboratori di restauro; il complesso di San Simone e Giuda che, con 15 milioni di euro, sarà la nuova sede di un Collegio di Merito per l’università della Tuscia e di un centro di accoglienza per le donne vittime di violenza e disagio sociale, che avranno in gestione i servizi generali necessari alla vita dell’ostello. Tra le proposte anche la realizzazione, in corso di finanziamento, del nuovo complesso Bibliotecario degli Ardenti, il cui progetto è stato già commissionato ed eseguito. Da non dimenticare poi, il Centro Polivalente di prossima realizzazione destinato al quartiere Carmine con funzioni a servizio della comunità.

Ad essere protagoniste anche le frazioni di Bagnaia e Roccalvecce e le periferie, dove ad esempio alcuni edifici residenziali del patrimonio pubblico verranno recuperati dal punto di vista energetico e sismico grazie agli incentivi di cui al DL 34/2020. A Santa Barbara come al Carmine e al Pilastro.

Una strategia di intervento che guarda alla città nel suo complesso e che non può essere realizzata isolandosi ed isolando le imprese, le industrie ed i commercianti viterbesi, dai flussi finanziari regionali e nazionali.

Si tratterebbe di un grave danno economico e sociale che andrebbe a ricadere sulla vita di tutti noi e, soprattutto, su quella delle future generazioni. È purtroppo evidente che chi promuove l’isolamento della città di Viterbo dalla filiera istituzionale, non ha minimamente idea di come funzioni un’amministrazione e di come, tramite anche l’ascolto delle esigenze del cittadino, questa intervenga nel migliorare la gestione della cosa pubblica.

Alessandra Troncarelli