La seconda Repubblica di Palazzo dei Priori

Gaetano Alaimo

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Chiara Frontini

NewTuscia – VITERBO – Sarà una sfida non solo tra due donne (e, questo, è un dato già record e, a mio giudizio, molto positivo per la democrazia ed il possibile rinnovamento della politica) ma, soprattutto, tra due mondi diversi e due potenziali concezioni della vita politica ed amministrativa.

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Alessandra Troncarelli

Chiara Frontini è esperta di fondi europei, da 9 anni fa opposizione (tranne un periodo di 9 mesi come assessora di Giulio Marini) ed è stata sempre in mezzo ai Viterbesi denunciando non solo il degrado del centro storico e delle frazioni ma partecipando attivamente in giornate di volontariato con il suo movimento per la pulizia urbana e la lotta al degrado. E’ fautrice ed “oltranzista” del civismo, avendo fondato il suo movimento civico Viterbo2020 ed avendo sempre evitato accordi e scelte politiche in direzione di qualsivoglia partito nazionale. In nome, dice lei, di una politica concreta e non legata ai vecchi schemi destra-centro-sinistra.

Alessandra Troncarelli è avvocato ed ha già una lunga esperienza di amministrazione essendo stata assessore ai servizi sociali del sindaco di Viterbo Leonardo Michelini e, ora, del Welfare della Regione Lazio con Nicola Zingaretti. E’ un candidato. come si direbbe, di partito (il Pd), con una scuola specifica alle spalle e fautrice, almeno a nostro modo di vedere, di un connubio tra certezza delle risorse pubbliche per le opere (mediante anche il suo ruolo istituzionale e di partito) e vicinanza ai cittadini basata sull’ascolto ed il dialogo aperto. Alessandra ha puntato molto su una visione pragmatica legata all’uso delle risorse per lo sviluppo di Viterbo ed all’attenzione per le classi sociali più in difficoltà mediante la sua esperienza di assessore.

Al primo turno Chiara Frontini è avanti con il 33,08% pari a 11.072 voti contro il 27,90% di Alessandra Troncarelli pari a 9.339 consensi. Senza dover essere degli esperti di politica è palese che Chiara Frontini è favorita per una serie di considerazioni, anche se il ballottaggio, come ho detto in altra sede, è come un derby dove ogni risultato è possibile. Da una parte il centrodestra che ha preso una legnata senza precedenti con il “povero” Claudio Ubertini un po’ capro espiatorio di un voto che boccia una classe dirigente intera.

Luisa Ciambella
Laura Allegrini

Il connubio Lega-Forza Italia-Fondazione-Udc si ferma all’8,33%: sembra fantapolitica ma è realtà. Come ci disse, poco dopo il dimissionamento di Arena, il senatore Fusco, “il centrodestra a Viterbo non esiste più” e mai dichiarazione fu più profetica. Esiste solo un partito come FdI che, dall’opposizione in Parlamento e con un lavoro meticoloso della propria leader Giorgia Meloni, con il suo alter ego Mauro Rotelli nella Tuscia, ha saputo coagulare verso di sé tantissimi voti della Lega e del centrodestra e convogliarli sulla sua candidata Laura Allegrini (terza con 5.604 voti pari al 16,74%).

La domanda nasce spontanea: con un accordo unico di centrodestra il suo candidato sarebbe andato al ballottaggio? Sicuramente no, perché i numeri sono chiari: tutto il centrodestra viterbese vale il 25,07%. E non sarebbe comunque andato al ballottaggio. Altro discorso per Luisa Ciambella che ha preso l’8,53% ed arrivata quarta praticamente da sola in pochissimi mesi dopo la sua uscita dal Pd. Ciambella, sempre in mezzo alla gente, già in consiglio comunale ha lottato su temi precisi come il rischio di fotovoltaico selvaggio in zone di pregio storico-artistico ed ambientale, la Talete, i rifiuti. Questo impegno è stato premiato e, insieme a FdI e al resto del centrodestra, potrebbe essere l’ago della bilancia del ballottaggio.

Né La Frontini né la Troncarelli hanno affermato di volere apparentamenti. Se così fosse sarebbe sfavorita, premesso che il voto spesso è fluido e non su indicazione politica, la Troncarelli per chiari motivi: Ciambella è uscita dal Pd, parole sue, perché le scelte erano verticistiche e non sarebbe prevalsa la meritocrazia. Come farebbe Ciambella ad appoggiare Alessandra Troncarelli? Il centrodestra. Mauro Rotelli, ai nostri microfoni, ieri a Tele Lazio Nord ha ribadito che, seguendo il suo partito a livello nazionale, non andrebbe mai né con il Pd né con il M5s. Quindi il resto si dovrebbe capire da sé. Il resto del centrodestra? Forse potrebbe essere più “facile” proporre un accordo essendoci un certo Giovanni Maria Arena dentro la coalizione a sostegno della Troncarelli ma sono solo ipotesi. Come detto il voto è fluido e tante ipotesi sono spesso azzerate da un trend generale. A Viterbo la tendenza è sicuramente l’avanzata dei movimenti civici ed una forte disaffezione per i partiti tradizionali. In senso stretto un centrodestra che tutto ha fatto tranne che cambiare, modernizzare e migliorare quelli che sarebbero i punti forti locali come termalismo, centro storico, turismo ed ambiente, alla fine ha chiuso un ciclo. E gli elettori gli hanno voltato le spalle.

Il 26 giugno è più vicino di quello che sembra, può un ballottaggio a tutti!

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21