Orte Scalo  ricorda  la propria storia con il libro biografico “Il Buon Pastore”

Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Nell’ambito delle festività in onore del Santo patrono, Antonio dì Padova, la  comunità civica e parrocchiale di Orte Scalo dedicheranno domani domenica 12 giugno alle ore 18 presso l’Arena del Dopolavoro Ferroviario una giornata di ricordo della sua storia, con la presenza di una delegazione di Vallecorsa con il prof. Vittorio Ricci, città natale del primo parroco di Orte Scalo, costruttore della Chiesa di Sant’Antonio e della scrittrice Ambra Mattioli, autrice del romanzo Black Star.

Leggeremo anche un testo dedicato dallo scrittore Bruno Salvatori a padre Geremia ed alla ricostruzione della borgata di Orte Scalo dopo la parentesi distruttrice della guerra.

Per ricordare la ricostruzione morale e materiale del nostro Paese  dopo la parentesi distruttiva della guerra, abbiamo dato alle stampe, lo storico  di Vallecorsa prof. Vittorio Ricci e chi scrive,  il testo “Il Buon Pastore”, che riassume l’esperienza di vita  e la dedizione del primo parroco padre Geremia nella costruzione spirituale e materiale della comunità sorta nei pressi della stazione ferroviaria, con la costruzione della Chiesa e le strutture parrocchiali a servizio della comunità cittadina  e dei giovani in particolare.

Queste le linee essenziali  del testo “Il  Buon Pastore” che verrà   presentato e messo a disposizione dei lettori nell’evento di domenica 12 giugno, alle ore 18 presso l’Arena del Dopolavoro Ferroviario di Orte Scalo.

A Padre Geremia Subiaco, dell’Ordine dei Frati Minori, fu intitolata    nel  2012, in occasione del quarantennale  della scomparsa la via limitrofa alla Chiesa parrocchiale nella città natale Vallecorsa e ad  Orte Scalo nel 1990  fu intitolato al primo parroco della parrocchia dei Santi Giuseppe e Marco,  un Largo nei pressi del palazzo della Biblioteca Comunale e del Centro di Aggregazione Sociale, oggi intitolato al medico dott. Sabatino Mele, sede della Protezione Civile,  alla presenza dell’on. Attilio Iozzelli, parlamentare e sottosegretario in vari governi, formatosi accanto alla figura del “parroco costruttore”.

Il ricordo della figura del parroco costruttore” di una chiesa di pietre vive” nella definizione del Vescovo di Civita Castellana, mons. Romano Rossi”: costruì la chiesa, vegliò le vittime del bombardamento del 1943 e fu presidente del Comitato per la Ricostruzione.

Chi  lo ha conosciuto, rammenta la cura di Padre Geremia che, oltre all’ideale francescano concretizzato con la straordinaria capacità realizzativa della chiesa parrocchiale, ha avuto in Antonio di Padova e nella Madonna della Sanità (venerata nella nativa Vallecorsa, che ha dato i natali alla Santa Maria De Mattias, fondatrice delle Congregazione delle Suore  Adotratrici del Sangue di Cristo) i punti fermi della sua spiritualità e del suo apostolato di parroco della borgata della Stazione, come lui amava definirla,  sviluppatasi a partire dal 1931, anno della posa della prima pietra della chiesa di Sant’Antonio, sino al 1954 anno della consacrazione e della piena attività delle strutture parrocchiali.

Padre Geremia Subiaco punto di riferimento morale e spirituale di tante generazioni di giovani nel periodo della guerra nella fase della ricostruzione. Dalla nativa Vallecorsa, il sacerdozio e la prima guerra mondiale, la nomina a parroco di Orte Scalo.

Le comunità cristiane e civili  di Orte e di Vallecorsa  ricordano ancora oggi, a cinquanta anni dalla scomparsa, la figu

ra di Padre Geremia Subiaco come punto di riferimento morale e spirituale di tante generazioni di giovani e di famiglie.