Orte Scalo verrà presentato il libro “Ponde ponende ponde ppi”

Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Verrà presentato sabato 11 giugno alle ore 18, nell’ambito dei festeggiamenti patronali di Sant’Antonio, presso il Centro Sociale di Orte Scalo, Palazzo di Vetro, il nuovo libro di Vincenzo Cherubini “Ponde ponende ponde ppi” sul gioco e il folklore giovanile, edito dalla S.ED. del prof. Luigi Ceppari di Viterbo.

Vincenzo Cherubini ci propone una nuova approfondita ricognizione sull’universo del folklore infantile, in particolare del magico mondo dei giochi, declinato nelle singolarità degli indovinelli, gli scioglilingua, le filastrocche scherzose e divertenti sui personaggi caratteristici che animano il mondo infantile, le conte ed i giochi di palla corda da riscoprire le cantilene e che accompagnavano i giochi, le prese in giro e le divertenti canzoni al contrario.

L’avvincente testo di Vincenzo Cherubini offre a genitori, ragazzi, famiglie, scuole, comunità’ parrocchiali, associazioni e istituzioni l’opportunità di una rinnovata scoperta della leggerezza del gioco, del giocare imitando i grandi per crescere.  Reagire alle difficoltà senza lasciarsi spezzare. Imparare ad avere cura di se stessi e a volersi bene.Immagine

Sono solo alcuni tra gli obiettivi della riscoperta  di un folklore infantile ricostruito dall’autore attraverso le testimonianze sulle  attività educative e di svago di decenni di sovrapposizioni e adeguamenti ai gusti e le usanze dei tempi trascorsi .

L’operazione condotta dall’autore costituisce  un  profondo valore pedagogico, un formidabile strumento di rilancio  dell’universo del gioco, per sollevare e rinvigorire le nuove povertà educative di tanti bambini di oggi.

Quella delineata da Vincenzo Cherubini costituisce una vera e propria enciclopedia,  una fornitissima  ‘scuola del gioco”, che ha accompagnato la crescita di generazioni di bambini e ragazzi con quella sana leggerezza che nulla ha a che vedere con la superficialità, ma che ha permesso  a tante giovani generazioni del passato di crescere non avendo  “macigni sul cuore”.

I brani di vita ricostruiti e descritti con immediatezza da Vincenzo Cherubini dimostrano  come i ragazzi debbano essere allenati a essere sempre più aperti, curiosi, coraggiosi e tenaci, stimolando empatia e spirito critico, attraverso lo strumento del gioco con le sue multiformi sfaccettature, la capacità di comunicare, di collaborare tra loro, di gestire e superare i conflitti.

 La  “Scuola del gioco”  che emerge dalle fonti raccolte e trascritte da Vincenzo Cherubuni  prevede una profonda conoscenza della storia recente degli ultimi cento anni della nostra città, per questo  “il gioco, l’indovinello, le filastrocche, le conte e le tiritere diventano  lo strumento per riconnettere oggi, qui e ora, il tessuto sociale, per   promuovere  un nuovo dialogo intergenerazionale”.

Dal lavoro certosino di Vincenzo emerge la leggera spensieratezza, l’essenzialità dei giochi, di bambini liberi dai condizionamenti di un consumo sfrenato, dall’istinto odierno di possedere giocattoli sempre più sofisticati, spesso a discapito della condivisione che si trasforma in amicizia nel gioco prima e poi nella vita.

E’ molto significativo che l’indagine dell’autore sia stata corroborata e impreziosita, tra l’altro, dalla collaborazione con il gruppo “Tradizioni popolari ortane” dell’Università delle Tre Età di Orte, che opera con intraprendenza e coinvolgimento per attualizzare il bagaglio storico culturale delle tradizioni popolari della Città.

In particolare l’operazione “corale” di non disperdere la tradizione verbale di giochi, filastrocche e indovinelli  restituisce alla nostra comunità la ricchezza inestimabile delle radici umane e sociali su cui le nuove generazioni possono saldamente fondare una futura qualità della vita a misura d’uomo e attingere da quella ricchezza esperienziale per valorizzare le più genuine qualità del nostro popolo.

Il gioco e più in generale ogni espressione del folklore infantile permette ancora oggi di esprimere spontaneamente gli stati d’animo e nel contempo aiuta a socializzare e a risolvere eventuali conflitti interiori e interpersonali, il gioco aiuta bambini e adulti a crescere nella socialità e nella fraternità. 

Il lavoro di Vincenzo Cherubini conferma quanto sperimentato da Maria Montessori, pedagogista ed educatrice: “Il gioco, nelle sue varie espressioni, rappresenta per il bambino uno strumento per sperimentarsi, saper fare e saper essere, e’ un lavoro, quello più importante: crescere e vivere”.

Il  gioco e’ per il bambino il “lavoro di crescere” e la leggerezza del folklore infantile,  alla base di questo testo di Vincenzo Cherubini, invita anche  noi adulti a  non rinunciare mai in ogni stagione dell’esistenza al “lavoro di crescere”.