Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Si sta tenendo a Sansepolcro nelle giornate di oggi lunedì 30 maggio e domani martedi 31 maggio il congresso annuale dell’associazione Italiana Medici per l’Ambiente (ISDE-Italia), con all’ordine del giorno la problematica prioritaria del  cambiamento climatico nell’attuale fase d’instabilità internazionale.

E’ presente al Congresso per Medici per l’Ambiente della Tuscia la dott.ssa Antonella Litta.

                      La dott.ssa Antonella Litta di Medici per l’Ambiente della Tuscia

Dopo due anni via webinar, i medici per l’ambiente tornano a riunirsi in presenza a San Sepolcro, Sala Congressi di Aboca, consapevoli della gravità della situazione di crisi climatica, pandemica e bellica, ma anche del ruolo che i medici e tutti gli operatori della sanità sono chiamati a svolgere.

Di fronte agli impatti delle crisi sul presente e sul futuro occorre reagire alla sensazione di impotenza di fronte eventi fuori controllo.

La recente pandemia, interconnessa con la crisi climatica, chiama a ragionare sulla preparazione e gestione delle emergenze che non può prescindere dalla partecipazione dei cittadini alle decisioni e per questo c’è bisogno che le istituzioni siano più aperte, trasparenti, inclusive.

I medici di famiglia hanno contatti stretti con i pazienti e quindi possono svolgere compiti importanti di divulgazione, informazione, alfabetizzazione su come affrontare meglio di come sia stato fatto fino ad oggi lemergenza climatica, alimentare, sanitaria, ambientale e dei diritti.

Ma soprattutto è sulla prevenzione che c’è bisogno di un salto di qualità e per questo il focus è rivolto ai collegamenti tra ambiente e salute che mettono a rischio la nostra salute, fisica e psichica.

Il congresso si propone di approfondire lapproccio olistico One Health”, una salute unica di esseri viventi in equilibrio con lambiente e gli ecosistemi.

Da qui un forte impegno dal livello locale a quello globale, e viceversa, per rendere concreti gli obiettivi di sviluppo sostenibile, troppo spesso declamati in senso teorico o in modo strumentale.

C’è una tendenza alla separazione tra problemi locali e globali che deve essere interrotta ed invertita: le vertenze dei cittadini contro l’inquinamento delle matrici ambientali vitali sono strettamente connesse con la crisi climatica e con la pandemia.

L’impronta antropica dell’industrializzazione è stata devastante e ogni singola scelta d’ora in avanti farà la differenza per noi e per le generazioni future.

L’importanza della cooperazione e della collaborazione tra individui e con le istituzioni per contrastare le ingiustizie ambientali e costruire una società sana ed equa.