“Unindustria chiede metodo, visione e coraggio. Ma a chi parla? E da dove parla?”

NewTuscia – VITERBO – All’iniziativa degli industriali di Viterbo dello scorso 24 maggio c’è stato un grande assente: l’autocritica. Di chi è la responsabilità, se Viterbo è diventata una città urbanisticamente squilibrata, devastata da desertificazione del centro storico, traffico caotico, quartieri-dormitorio senza socialità e centri di aggregazione (se non i centri commerciali)? Non è forse dei poteri economici (industriali) e politici (di giunta e di opposizione) che l’hanno diretta finora? E quindi, non è forse anche di Unindustria, così come dei vari Allegrini, Ubertini, o Ciambella, Frontini, Arena, Troncarelli? O sono tutti innocenti, in un mix di inconsapevolezza e presunta impotenza?

Chi è che con la scusa del risparmio dei costi ha prima tolto soldi e poi privatizzato i servizi pubblici (ad esempio, i trasporti)? Chi è che con la scusa di ridurre il clientelismo e guadagnare in rapidità ha tolto poteri al Consiglio comunale aumentando quelli della Giunta? Noi lo sappiamo: sono quelli che da decenni sbandierano valori come “privato” e “profitto”, e che adesso lamentano la crisi o si ripresentano alle amministrative per “cambiare” la città.

Noi invece chiediamo con forza un nuovo Piano Regolatore Generale, che metta al centro la rigenerazione delle periferie e riporti gli abitanti nei Centri storici (e non solo i turisti mordi-e-fuggi o i festival estivi); una città che non faccia fuggire i propri giovani ma li renda parte attiva della progettazione urbana, e che dialoghi attivamente e in modo sistemico con Università, Scuole e Biblioteche. Che favorisca la partecipazione di tutte e tutti.

L’edilizia è, in questo momento di transizione energetica, un volano di opportunità, ma non deve essere l’unica. Quando ad esempio Unindustria chiede “più coraggio”, si rende conto che prevalentemente a Viterbo Unindustria si basa sulla sola edilizia? E quando si sgonfierà la bolla del bonus 110%, a chi chiederà coraggio?

Per noi il lavoro va incentivato in tutti i settori: nella gestione innovativa dell’agricoltura, nei beni culturali e nella cura del territorio, nel turismo, nelle start up innovative suggerite dall’università, nell’imprenditoria femminile. In città ci sono già iniziative che vanno in queste direzioni, e ad esse il Comune deve offrire attenzione, spazi, risorse, assistenza, collegamenti, mercato (come nel caso dei prodotti locali nelle mense scolastiche) e servizi (come ad es. quelli che consentono di conciliare vita e lavoro: baby sitting, centri estivi per l’infanzia, mense scolastiche e tempo pieno ecc.).

Invitiamo a consultare nello specifico il nostro programma, sulla rete. Molti nostri slogan sono gli stessi che trovate in tutti i programmi elettorali. Ma i nostri contenuti sono migliori: e il nostro progetto politico è l’unico credibile.

Il 12 giugno fai qualcosa di sinistra: vota Sinistra per Viterbo – per Carlo D’Ubaldo Sindaco

Carlo D’Ubaldo
Paolo Henrici De Angelis

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21